Matteo Lepore Manifesto Mobile def

Le primarie del PD e il nostro paese

da | Mag 1, 2017 | PD

UNITA32_20151126195209121-1024x674Ha vinto Matteo Renzi e ha vinto il Partito Democratico, che da oggi ha un nuovo segretario e il suo candidato premier per governare il paese. Così hanno deciso i votanti alle primarie del 30 aprile, meno delle altre volte è vero ma comunque tanti di questi tempi. A Matteo Renzi congratulazioni e un sincero in bocca al lupo, perchè a lui spetterà un compito non facile, condurci in una delle battaglie più difficli e importanti della storia politica recente. Fermare i populisti e la destra, avanzare una proposta in grado di raccogliere la maggioranza dei consensi nel paese qualunque legge elettorale avremo alle prossime elezioni.

Insieme alle decine di migliaia di volontari che hanno organizzato e promosso queste primarie democratiche, credo vada ringraziato con enorme affetto anche Andrea Orlando, il candidato che ho sostenuto. Per prima cosa Orlando ha deciso di candidarsi nonostante sapesse fin dall’inizio che la sua impresa sarebbe stata impossibile. Lo ha fatto con spirito di servizio, stile e generosità. La sua candidatura ha reso più vere queste primarie, purtroppo non il Congresso perchè, diciamoci la verità, di dibattito politico e confronto sui contenuti ce n’è stato davvero poco.

Orlando ha dimostrato sopra ogni altra cosa coraggio. Dopo una drammatica scissione e alla vigilia di un’elezione politica importante sapeva che la base avrebbe risposto dando forza al segretario uscente, come sempre è stato. Occorreva però rappresentare con sincerità idee, valori, convinzioni di chi credeva e crede ancora che il Partito Democratico abbia il compito storico di riunire e portare al governo il centrosinistra; ma soprattutto di dare risposte a chi oggi non crede più in noi, a chi si sente escluso e tradito. Perchè in Italia sono tanti, tantissimi, quelli arrabbiati perchè delusi, perchè non rappresentati, non difesi.

Non citerò i risultati del referendum, nè sminuirò i risultati delle primarie, mi limiterò a ricordare la mancanza di consenso del PD tra chi ha meno di 45 anni. Perchè è questo il dato vero da cui ripartire insieme.

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Dentro questo dato c’è tutto: la mancanza di fiducia nel futuro, il senso di smarrimento del lavoro come diritto e opportunità. La rabbia del nostro meridione e la caduta dell’Europa come casa comune. Ma soprattutto, c’è il fallimento scritto della missione di un Partito che alla nascita ha deciso di chiamarsi democratico e di proporsi come il partito del nuovo secolo. Non un cartello elettorale, ma una comunità in grado di rendere più giuste le istituzioni e la vita del nostro paese.

Queste primarie di partito danno a Matteo Renzi una nuova possibilità. Adesso sta a lui e a tutti noi operare senza tregua perchè la possibilità vera l’abbiano davvero tutti i cittadini.

Per quanto mi riguarda, continuerò a mettere ogni giorno il massimo dell’impegno nel mio lavoro per la nostra città. Lo farò nel PD e fuori dal PD, perchè ha detto bene Renzi ieri sera, va ricostruita una coalizione insieme ai cittadini.

Affermarlo ed essere conseguenti, per me significa riconoscere che la morte della politica è diventata un problema sociale. Che ci servirebbero la curiosità, la macchina fotografica e un taccuino come quelli di Carlo Levi per capire davvero nuovamente il nostro paese. Passione per la complessità e amore per la terra.

La politica non serve a nulla se non si pone l’obiettivo di organizzare le persone, di unirle per il bene comune. Non di meno un Partito che si chiama Democratico.

Quando troveremo la risposta, solo allora potremo dire di avercela fatta.