Un patto con la comunità LGBTI di Bologna

Su proposta dell’Assessore Pari opportunità e differenze di genere Susanna Zaccaria, la giunta del Comune di Bologna ha approvato nei giorni scorsi un atto di orientamento per la realizzazione di un percorso partecipato per la co-progettazione e realizzazione di servizi, progetti e interventi a tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTI. Nelle linee per il mandato amministrativo uno degli obiettivi prioritari delle politiche comunali è infatti quello di caratterizzare Bologna come città accogliente per i cittadini e le cittadine lavorando per le pari opportunità, il contrasto a qualunque discriminazione, i diritti della comunità LGBTI e altre azioni di tutela dei diritti della persona. Il patto sarà sottoscritto dall’amministrazione e dalle realtà associative che aderiranno al percorso, con l’obiettivo di condividere un quadro complessivo di politiche e progetti per i prossimi anni in città. Tutti soggetti interessati potranno partecipare, contribuendo così a comporre la mappa degli spazi e delle attività d’interesse pubblico. Si aprirà una nuova stagione di politiche e si farà il punto a oltre trent’anni dalla fondazione del primo circolo arcigay italiano. Oggi, infatti, Bologna è una città plurale anche nella composizione delle pratiche e dei servizi LGBTI, molteplici sono gli spazi e gli approcci. Nuova è anche l’esigenza di rilanciare la tradizione di impegno della città nelle battaglie per l’affermazione dei diritti a livello locale e internazionale, con sempre maggiore attenzione alle tematiche relative alla sfera individuale e collettiva, come ad esempio il welfare, il lavoro, l’educazione, la salute. Una consapevolezza che ho maturato negli anni passati quando, in qualità di Vicepresidente della rete Eccar UNESCO contro la xenofobia e il razzismo, ho avuto modo di visitare diverse esperienze di politiche arcobaleno in ambito europeo. In questo post ho pubblicato il mio intervento in Consiglio Comunale, in occasione della presentazione del percorso in aula (intervento che ho svolto in qualità di Assessore con delega alla Collaborazione civica e al Patrimonio). L’ho fatto anche a seguito delle varie richieste di chiarimento che mi sono arrivate.

L’atto di orientamento approvato precede l’uscita dell’Avviso Pubblico per la realizzazione materiale del percorso partecipato di co-progettazione rivolto alle associazioni LGBTI. Nelle scorse settimane, allo scadere del termine della convenzione tra Comune di Bologna e Arcigay per la gestione della Salara, il presidente dell’associazione Vincenzo Branà ha scritto al Sindaco Virginio Merola una lettera nella quale chiedeva di aprire un nuovo cantiere di progettazione per le politiche LGBTI cittadine e il ruolo che può giocare la rete plurale di associazioni che si è creata in questi anni. Nella lettera è stata esplicitata la richiesta di aprire un percorso per arrivare alla firma di un patto di collaborazione così come previsto dal Regolamento dei beni comuni del Comune di Bologna.

Con l’atto di orientamento la Giunta fa seguito alla corrispondenza tra Arcigay e il Sindaco di Bologna. La decisione di siglare un patto di collaborazione permetterà di utilizzare uno strumento di sussidiarietà unico in Italia che definirà le politiche dell’Amministrazione rivolte alla comunità LGBTI attraverso il protagonismo delle varie realtà che operano in tutta la città e in varie sedi. Dal patto di collaborazione discenderanno successivi atti formali che inquadreranno le singole attività. Per quanto riguarda la Salara, al termine del percorso il Sindaco si riserverà di concedere in  convenzione diretta per fini istituzionali l’uso dell’immobile ad Arcigay e alle altre realtà partner. Voglio però qui chiarire che il percorso non riguarda solo questo soggetto o luogo, ma tutta la comunità, tutti gli spazi e i progetti che caratterizzano Bologna, proprio nel rispetto della pluralità e la ricchezza che caratterizza questa sfera sociale. Ovviamente gli spazi e i soggetti che desiderano aprire o mantenere con l’Amministrazione comunale.

La fine del percorso di co-progettazione, coordinato dall’assessora Susanna Zaccaria che coinvolgerà anche altri assessori ognuno per il suo ambito di competenza, è prevista per il 31 marzo, gli ambiti progettuali sono:

  • servizi alle persone come sportelli di supporto psicologico, di consulenza legale, di informazione e orientamento ai servizi sociali e sanitari;
  • educazione/formazione come laboratori nelle scuole,  nelle biblioteche, corsi di formazione per famiglie e insegnanti,  per avvocate/i, giornaliste/i, operatori e operatrici sociali e sanitari; supporto a ricercatori, ricercatrici e laureande/i su tematiche LGTBI;
  • produzione di materiali informativi multimediali, cultura/socializzazione come centri di documentazione e di aggregazione, organizzazione di festival e di eventi culturali ed artistici; produzioni editoriali ed artistiche.

“Questo atto di orientamento rappresenta un’assunzione politica molto importante che facciamo come giunta – spiega l’assessora Susanna Zaccaria – è un cambio di ottica nei rapporti con Arcigay e con tutte le realtà LGBTI che porterà a una valorizzazione istituzionale di queste attività. Siamo convinti che Bologna, la città in cui il sindaco Renato Zangheri concesse 35 anni fa il Cassero di porta Saragozza all’Arcigay, sia matura per un passaggio che risponde nel modo più pieno e più avanzato al concetto di sussidiarietà previsto dall’articolo 118 della Costituzione.

L’avviso pubblico lo potete trovare qui.



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