Redistribuiamo la crescita del turismo

Abbiamo dato ieri le cifre del turismo a Bologna nel 2016 e relative al fine anno. Ne ho approfittato per fare qualche valutazione di merito sui risultati raggiunti fino ad ora e sul tanto lavoro che ci aspetta per il futuro, a partire dalla necessità primaria che abbiamo di redistribuire questa crescita. Ebbene sì. In questi anni ci siamo adoperati affinchè una politica del turismo nascesse, per affermare Bologna come destinazione nazionale e internazionale. Possiamo dire di esserci riusciti, ma non basta. Come più volte ho avuto modo di dire sul blog, occorre avere un approccio sostenibile al tema. Significa prevedere le possibili distorsioni di una crescita non gestita. Una mera logica industriale e consumista non farebbe altro che bruciare le nostre risorse più preziose, il patrimonio sul quale abbiamo costruito tutto questo: la bellezza della città, la sua autenticità, il capitale rappresentato dalla sua socialità, il paesaggio culturale e naturale che ci circonda. Ecco perchè da tempo rilancio l’immaginario di una Bologna metropolitana come ‘parco naturale’. Un ecosistema riconosciuto e tutelato, dotato di regole e di una visione non dissimile da quella che ad esempio anima in campo turistico i grandi parchi americani:  vasti, efficenti, poco infrastrutturati ma accessibili, caratterizzati da un’accoglienza diffusa e in rete. Un patrimonio da salvare e rigenerare come bene comune. In fondo è questa la nostra identità e il nostro itinerario di esperienze. Quello spirito che tiena accesa la fiammella di una città che si riscopre attraversata da cammini medioevali, canali navigabili, cibi unici e locali. Distesa tra i colli e le vallate dell’Appennino nel cuore della grande Pianura Padana. Una città laboriosa e contaminata da genti di ogni dove, ricca di contemporaneità e di memorie che l’hanno segnata, di sviluppi e disegni industriali, di contenuti culturali e artigianali che l’hanno trasformata delineando nuovi panorami e linee di confine tali da produrre una sconfinata meraviglia, come la sorpresa per il viaggiatore.

Il 2016 ha confermato il trend di crescita per il turismo a Bologna e nel territorio della Città Metropolitana. Il bilancio dei visitatori infatti  è positivo e, rispetto allo stesso periodo del 2015, i pernottamenti sono cresciuti del 4,9% nell’area della Città Metropolitana e del 7% nel solo capoluogo (dati Regione Emilia-Romagna e campione Bologna Welcome). Dati che segnalano una crescita maggiore degli anni precedenti, probabilmente motivata anche dal contesto internazionale ma soprattutto dal consolidamento di una destinazione.

Ancora una volta sono stati i turisti internazionali a mostrare i numeri più interessanti: primi in classifica i visitatori provenienti dal Regno Unito, in crescita del 16% rispetto al 2015. A seguire nella classifica i turisti dalla Spagna (+22,3%), dagli Stati Uniti (+3,4%) e dalla Germania (+12,7%). Buona performance anche per i turisti provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia in generale, che hanno visto una crescita complessiva dei pernottamenti del 22%. a cui si aggiunge l’aumento dei visitatori dall’Australia, che nel 2016 sono cresciuti complessivamente del 15%. L’aumento dei pernottamenti ha avuto un impatto economico positivo con la crescita del tasso di occupazione alberghiera e del tasso di occupazione delle camere, accompagnata anche ad un aumento dei principali indicatori economici alberghieri. Il periodo delle festività natalizie ha confermato questo trend di crescita, con una una grande affluenza di turisti che e hanno fatto registrare il tutto esaurito nei giorni a cavallo del Capodanno, in cui si è registrata anche una rilevante presenza di turisti italiani che hanno rappresentato circa l’80% del totale dei visitatori.

Nelle prossime settimane avremo il compito di costituire la ‘Destinazione Bologna Metropolitana’ così come previsto dalla nuova Legge Regionale sul Turismo. Sarà l’occasione per il capoluogo di mettersi a servizio di una strategia più ampia, dedicata a promuovere la Bologna da un milione di abitanti, dall’Appennino alla Pianura. Il futuro per noi deve parlare ‘metropolitano’ e puntare alla qualità dei servizi.  In quella sede andremo a individuare il nuovo progetto pluriennale del turismo bolognese. Il progetto affidato a Bologna Welcome e finanziato da parte del capoluogo scadrà, infatti, a inizio 2018. Con la nuova ‘Destinazione’ pensiamo di definire una strategia metropolitana alla quale contribuirermo con la Tassa di soggiorno, come Regione, come Unioni dei comuni. Uniti per realizzare progetti e obiettivi. Di questo però avremo modo ancora di parlare, anche se in parte sul blog l’ho già fatto.

Tra le prospettive sulle quali poi intendo impegnarmi maggiormente, vi sono senza dubbio alcune questioni specifiche: una maggiore attenzione al ‘turismo accessibile’, così come richiesto dal Consiglio Comunale; la responsabilità sociale del settore e la regolarità dei rapporti di lavoro; infine come avrete capito da tempo, se mi seguite, la Bolognina.

Perchè la Bolognina?

Oggi, il Corriere di Bologna a seguito della nostra conferenza stampa scrive: ‘La nuova frontiera è la Bolognina «Il boom di visitatori confluirà qui». Saturato il centro, si punta al cuore popolare del Navile: come Kreuzberg o San Salvario (Berlino, Torino). Se non affrontato per tempo, il boom turistico in atto sotto le Due Torri può essere sprecato. O addirittura diventare un problema’. Confermo tutto ciò. Dobbiamo individuare delle zone meno toccate dalla nuova ricchezza che il turismo ha recentemete portato in città, redistribuire. Una di queste è la Bolognina, che ha forti potenzialità. Ci vorrà un intero mandato amministrativo, ma è un obiettivo che può cambiare davvero la nostra realtà urbana. Ne sono convinto. Tra il 2017 e il 2018 nascerà all’ex Telecom in via Fioravanti una struttura alberghiera a metà tra lo studentato e l’ostello con circa 400 posti letto e servizi importanti, seguendo il modello di «We Bologna hostel» di via Carracci (che nel primo anno ha superato già 35 mila osptiti).
In realtà, sono già molti i turisti che dormono o frequentano la Bolognina. La zona vanta la presenza di storici ristoranti tradizionali ed etnici e nuove realtà come via Serra. Inoltre, come ci ricorda sempre il Presidente di Quartiere Daniele Ara, abbiamo «il percorso della memoria» che inizia dal monumento della Shoah in via Matteotti e finisce al museo di Ustica in via di Saliceto. Oppure, come ci ricorda il Corriere: per gli appassionati della materia, i tanti edifici di inizio Novecento che con le loro corti interne rappresentano una testimonianza importante per chi studia architettura. La Bolognina deve ancora uscire dal tunnel e in questo senso la strategia dell’amministrazione comunale è affidarsi proprio alla curiosità di chi viaggia e a una efficace campagna comunicativa che possa raccontare al meglio la sua anima più antica, che oggi una parte dei residenti fatica a ricordare.
Attorno a questi obiettivi concreti stiamo lavorando per edificare le fondamenta del secondo mandato amministrativo, individuando risorse e progetti come illustrato in occasione della presentazione del Piano di innovazione urbana per i quarteri.
Un percorso che viene da lontano, frutto di lavoro e impegno che nel maggio 2015 descrivevo in questo post dedicato alla periferie (a proposito di periferie…).


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