20 luoghi di Bologna da rigenerare

Ieri sera all’Opificio Golinelli, la Giunta e il Sindaco hanno presentato il ‘Piano dell’innovazione urbana’, coordinato dall’Ufficio dell’immaginazione civica, nel quale sono riportati gli investimenti dedicati a Bologna e ai suoi Quartieri. Idee e progetti selezionati dopo il percorso di partecipazione “Collaborare è Bologna” che si è sviluppato tra ottobre 2015 e maggio 2016 con il coinvolgimento dei sei Quartieri e oltre 1.200 cittadini. Così sono stati individuati i 20 luoghi che cambieranno il volto della nostra città e avranno il compito di rilanciare opportunità e relazioni sociali. Gli interventi verranno finanziati grazie a fondi europei e risorse recuperate tramite bandi e accordi sottoscritti, due anni di lavoro partiti nel mandato precedente. Di seguito trovate la mappa di questi 20 ‘luoghi di opportunità’. Si tratta di Biblioteche, come quella di Villa Spada e la Luigi Spina al Pilastro, di un mercato come il Mercato Sonato, della creazione di alcune palestre popolari ad esempio grazie alla ristrutturazione di un edificio al Centro sportivo Pizzoli in zona Lame o dell’ex bocciofila al Centro Sportivo Barca e altri. Tra le occasioni, la predisposizione di un fondo per riqualificare spazi Acer inutilizzati, vecchi negozi o spazi condominiali riadattabili e utilizzabili per la nascita di startup o attività per la comunità. Centrale in tutto questo programma il coinvolgimento degli adolescenti e delle fasce sociali più deboli, le zone di edilizia popolare.

I progetti verranno finanziati grazie al Piano Operativo Nazionale (Pon) Città Metropolitane, al Piano Periferie nazionale, al bando europeo Urban Innovative Actions, al Laboratorio Aperto, al Progetto ROCK, al Piano Città e ad altre iniziative guidate dall’amministrazione.

Che cos’è il ‘Piano di innovazione urbana’?
Con questa iniziativa intendiamo lanciare una nuova azione attorno alla qualità dell’ambiente in cui viviamo e alle qualità delle relazioni tra le persone. Una riflessione utile a comporre più complessivamente l’Agenda urbana di Bologna e il confronto con le Unioni dei Comuni della Città Metropolitana. A fronte delle tante trasformazioni e lacerazioni che attraversano il mondo, consideriamo che sia questo il ruolo della Pubblica Amministrazione locale nel campo dell’innovazione sociale: riuscire a garantire un forte impegno pubblico per garantire al numero maggiore possibile di persone una dotazione distribuita e accessibile di servizi, strumenti, competenze, informazioni e spazi, in collaborazione con le tante energie espressione della cittadinanza. Cambiano i bisogni, cambiano i problemi, mutano le aspettative e la fiducia delle persone verso le istituzioni. Una sola cosa però non deve cambiare: l’impegno da parte di chi amministra a ricercare la strada più corretta e partecipata per adattare la propria città ai cambiamenti, per continuare ad andare avanti senza lasciare indietro nessuno.

A questo serve il ‘Piano di innovazione urbana’: a rendicontare e raccordare tra loro le scelte e i progetti dell’amministrazione con le potenzialità e le reti che nascono dall’impegno diretto della comunità, nelle varie forme in cui essa liberamente si organizza. E’ un Piano per mettere in circolo le idee e gli sforzi, per creare consapevolezza e connettere ciò che è separato, uno stimolo alla collaborazione per il bene comune. Un piano per diffondere opportunità, strumenti, risorse, spazi, competenze, al fine di realizzare e rendere capaci di realizzare cose insieme; che intende ridurre gli sprechi e a privilegiare la rigenerazione, il riuso o il rammendo piuttosto che il consumo e la crescita fine a se stessa. Questa idea nasce dall’esperienza svolta dall’Amministrazione Comunale grazie al percorso ‘Collaborare è Bologna’, tra ottobre 2015 e maggio 2016, con il coinvolgimento di sei quartieri e oltre 1200 cittadini. Maturano così le priorità progettuali che vedrete rappresentate accanto alla mappatura della collaborazione civica, la diffusione dei ‘patti di collaborazione’ in città.

Da gennaio si parte nella messa in campo delle azioni. I soldi sono a bilancio e entro il mandato bisogna rendicontare gli interventi. Per la riqualificaizone dei contenitori, ci piacerebbe condividere con la città una modalità di coprogettazione e caratterizzazione architettonica, anche per dare un segno identitario ad ogni intervento. Sarà l’Ufficio dell’Immainazione civica a seguire questo processo. La mappa degli interventi rimarrà comunque sempre aperta come aperto sarà il ‘Piano di innovazione urbana’ che anno per anno rendiconterà gli interventi realizzati e ricercherà risorse per inserirne di nuovi.

Per saperne di più:


3 commenti on “20 luoghi di Bologna da rigenerare”

  1. […] concreti stiamo lavorando per edificare le fondamenta di questo secondo mandato amministrativo, individuando risorse e progetti come illustrato in occasione della presentazione del Piano di innov…. Un percorso che viene da lontano, frutto di lavoro e impegno che nel maggio 2015 descrivevo in […]

  2. […] ai giovani, alla cultura, allo sport e alle attività sociali sono stati individuati attraverso il percorso partecipato “Collaborare Bologna” e rinasceranno grazie ai fondi europei del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane […]

  3. […] e scegliere la destinazione delle risorse sono state individuate dando continuità al percorso Collaborare è Bologna, avviato al termine del precedente mandato amministrativo. Negli anni successivi saranno i […]


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