Sabato con i commercianti di Piazza Aldrovandi

IMG_0022.JPGQuesto sabato mattina ho approfittato del bel tempo per andare a trovare i commercianti di Piazza Aldrovandi e dare un’occhiata all’andamento dei lavori per il rifacimento dell’area. Il clima è cambiato con loro, il tempo sta facendo il suo lavoro e anche la nostra collaborazione. Venerdì abbiamo montato insieme le luci natalizie e stiamo per riqualificare anche un nuovo bagno aperto al pubblico tra i chioschi. Dopo tanti sforzi, le preoccupazioni sull’impoverimento commerciale della piazza stanno venendo meno. Non per questo il nostro compito è terminato, anzi dalla prossima settimana mi rimetterò con più attenzione su questo fronte. Anche di queso ho parlato oggi con Andrea Zanchi, giornalista de il Resto del Carlino Bologna, nell’intervista che pubblico di seguito. Tra le novità l’approvazione da parte del Governo di un decreto (ribattezzato ‘Norma Unesco’) con cui si danno più poteri ai sindaci per regolamentare il commercio nelle zone di maggiore pregio artistico e architettonico, a partire dai centri storici.

Segue il testo dell’intervista…

Un decreto che, a Bologna, il Comune è intenzionato ad applicare «il più possibile». Parola dell’assessore al Commercio Matteo Lepore.

Soddisfatti da Palazzo Chigi? «Sì. Già in questi ultimi anni eravamo intervenuti per regolamentare di più il commercio tramite le ordinanze, che però da sole non bastano. Occorreva un provvedimento complessivo: il decreto va in questa dirczione».

Quindi stop á nuovi kebabbari? «Credo che dobbiamo sapere non solo vietare, ma offrirre alternative vere alla vendita di alcolici e cibo di bassa qualità

Come? «Puntando sull’artigianato e su forme differenti di commercio. Se in zona universitaria abbiamo trenta negozi che vendono alcolici non è detto che la soluzione sia solo chiuderli. Dobbiamo trasformarli, coinvolgendo di più le comunità straniere per avere maggiore trasparenza su flussi finanziari, orari, e lavoratori».

Utilizzerete i poteri del decreto in zona universitaria? «Lì va assolutamente riequilibrata la situazione a favore dei residenti e dei lavoratori a scapito della movida, e il decreto, sulla carta, ci da le armi per farlo. Poi c’è un discorso più generale».

Cioè? «C’è bisogno che in centro non ci sia solo la ristorazione, che è entrata in una sorta di bolla speculativa. Bisogna tutelare il commercio tradizionale e riportare l’artigianato nel cuore della città».

Interverrete nel Quadrilatero? «Lì ci vuole maggiore ordine nella gestione dei dehors e anche maggiore trasparenza, come dimostrano le notizie di cronaca sui sequestri effettuati contro la ‘ndrangheta. Intendiamoci, non ci sono solo aspetti negativi: negli ultimi anni il centro si è arricchito anche di attività di grande qualità. Però serve più equilibrio. Questa ricchezza va redistribuita in altre zone del centro che si sono un po’ impoverite, come vicino al Palasport o in Saragozza».

Come procede la riqualificazione di Piazza Aldrovandi? «Sono andato a vedere lo stato dei lavori, le luci natalizie che abbiamo montato insieme con i commercianti e il nuovo bagno pubblico. Il clima è cambiato e le preoccupazioni sull’impoverimento commerciale della piazza sono venute meno. Si sta collaborando e continueremo così anche nelle prossime settimane».



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