Crowdfunding per i campetti di basket. Al vaglio tutti gli impianti indoor

FINALE  PLAYGROUND  2013   FOTO SCHICCHI

Intervista al Corriere di Bologna. Matteo Lepore, fresco assessore allo Sport del Comune, non si sorprende della scalata di Bologna nella classifica del Sole24Ore riguardo all’indice di sportività. Ma dagli impianti per gli sport di base al ‘piano-Dall’Ara’ per consentire un grande rilancio del Bologna calcio, c’è molto lavoro da fare. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche i campetti da basket all’aperto, dei quali il Corriere di Bologna si è occupato la scorsa settimana. «Un lavoro che ci è servito per vedere alcune criticità, ma la questione dei playground non si esaurisce soltanto ristrutturandoli. Serve un approfondimento del tessuto sociale, chi quei campetti li ha costruiti oggi ha un’altra età e non gioca più e magari i figli scelgono altri luoghi. Dietro c’è la socializzazione e il luogo d’aggregazione, sono questi i punti che ci stanno a cuore».

D’accordo, ma li ristrutturerete?
«Ho in mente per i campetti della città un crowdfunding esattamente come abbiamo già fatto per San Luca e il Nettuno».

Servirà, in alcuni casi, per affrontare quel tema delle periferie sottolineato in campagna elettorale? Nel parco di Villa Angeletti sorgerà ad esempio un nuovo playground.
«Lo sport sarà centrale in quel discorso. Sport e cultura sono strettamente collegati con le tematiche di socializzazione e aggregazione di cui il Comune intende occuparsi nei prossimi cinque anni per riqualificare le periferie».

Gli impianti sono un tema caldo da molti anni.
«Chiusa la questione delle piscine, ora tocca agli impianti indoor. Questo mese mi recherò in visita a tutte e 40 le strutture per visionare personalmente il loro stato di salute. Dovremo anche sederci assieme alle società sportive per pensare a nuovi modelli di gestione e fruizione».

Torniamo agli indicatori di sportività: Bologna è forte nei settori socio-economici dello sport e in quelli formativi. Può bastare?
«Quella classifica sottolinea che la nostra città per certi versi è migliore di come immaginiamo. La partecipazione dei bolognesi è forte e diffusa, sia nella pratica sia nella gestione grazie allo sforzo del volontariato. Questa base fortissima ci ha consentito, in questi anni, di raggiungere buoni risultati anche in assenza delle vittorie negli sport di vertice».

A proposito: il basket cittadino per la prima volta nella storia non avrà un club in serie A.
«Sono convinto che torneremo. La pallacanestro a Bologna è vivissima, basta vedere le tremila persone presenti per la finale del torneo dei Giardini Margherita, i tanti tornei estivi e la vitalità attorno a molti campetti».

Poi c’è il Dall’Ara…
«Capisco che i tifosi vorrebbero vedere già tutto fatto, ma siamo perfettamente nei tempi. Con il club abbiamo un dialogo costante e settembre sarà un mese cruciale. Ristrutturare il Dall’Ara è un obiettivo prioritario per questo mandato del sindaco ma ci sono molte questioni ancora da discutere legate alle modalità della concessione e ai dettagli del progetto. In mano c’è il via libera della Soprintendenza e la volontà, nostra e del club, di andare avanti».

Sono in programma nuovi incontri?
«Abbiamo incontrato Claudio Fenucci prima delle vacanze, quando Joey Saputo sarà in città ci vedremo ancora».

Qual è la soluzione migliore secondo il Comune per la concessione? Funziona il modello-Juventus?
«Ci sono anche altre strade che stiamo esplorando. Vedremo assieme al Bologna quella migliore».

Daniele Labanti – Il Corriere di Bologna



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