La nuova Piazza Aldrovandi

In questo post vorrei chiarire alcune mie affermazioni riportate oggi sulla stampa, in particolare laddove sembro proporre di aprire in Piazza Aldovandi nuovi punti di somministrazione e dehor al fine di ravvivare e rilanciare. Non è così. Qui spiego molto brevemente perchè. A Bologna, lunedì 18 luglio inizieranno i lavori per la riqualificazione di Piazza Aldrovandi, area cerniera tra la Zona Universitaria e il Quartiere Santo Stefano. Sia che la si consideri una piazza o una strada (perchè il dibattito a questo proposito esiste), siamo di fronte a uno degli interventi di rigenerazione che l’Amministrazione Merola ha scelto di mettere in campo per migliorare la qualità della vita nel centro storico. Il percorso di confronto con i cittadini e gli operatori che lavorano nella piazza è stato lungo, così come il percorso di definizione del progetto. A fine dello scorso mandato, il tutto si era chiuso con l’appalto per l’affidamento dei lavori e una commissione consiliare nella quale, in qualità di Assessore al Commercio mi ero assunto l’impegno di approfondire un ultimo aspetto. Un gruppo nutrito di commercianti che gestiscono i chioschi lungo i portici avevano avanzato forti perplessità relative al progetto, in merito ai percorsi di carico e scarico, la sosta dei loro furgoni e alla necessità di allargare lo spazio all’interno degli stessi per ricoverare la merce. Uno spazio attualmente mancante e sopperito dal parcheggio del furgone subito accanto per tutto il giorno. Ci eravamo presi l’impegno di offrire delle soluzioni senza alterare i principi fondamentali del progetto di riqualificazione e la nuova vocazione pedonale di Pizza Aldrovandi e così abbiamo fatto.

Per chi è interessato ad approfondire a questo link potete trovare i dettagli sul cantiere e il progetto. In sintesi voglio però recuperare alcuni punti per arrivare al tema degli usi dello spazio pubblico una volta riqualificato. Spiegando cosa intendiamo fare. I lavori, della durata di circa 8 mesi, prevedono l’allargamento del marciapiede (sul lato ovest) e l’inserimento di nuovi attraversamenti pedonali per migliorare l’accessibilità della piazza. Verrà realizzato uno “spazio multifunzionale”, tra il mercato e lo spazio alberato, che renda possibile sia una fruizione completamente pedonale, che il carico e scarico merci in determinati orari, che l’organizzazione di mercati o iniziative temporanee. La nuova piazza Aldrovandi vedrà l’eliminazione dei parcheggi fra i chioschi in modo da liberare la visuale tra il portico e la piazza e permettere una completa permeabilità degli spazi per chi si muove a piedi, in particolare anziani, bambini e genitori con carrozzine. Circa metà del budget di progetto è dedicato alla nuova illuminazione, tanto del portico quanto dello spazio aperto, per rendere più luminosa, e sicura, l’intera area. Infine pergolati leggeri con piante rampicanti renderanno la piazza più verde. Ai commercianti daremo la possibilità di parcheggiare tutti i loro furgoni in un parcheggio poco distante di proprietà comunale, in Vicolo Bolognetti, dando al contempo la possibilità di allargare i chioschi a funzione magazzino. Inoltre, in piazza troveranno due piazzole di carico e scarico per appoggiarsi nelle operazioni durante il giorno (le fasce orarie saranno stabilite).

La Piazza così progettata, a nostro avviso, va incontro a diversi interessi e funzioni. Rappresenta cioè un modello di spazio pubblico più accogliente sia per i cittadini sia per i commercianti, che si ritroveranno un’area più bella e frequentata. Nel corso dei mesi di cantiere, poi, aprire un tavolo di coprogettazione che vedrà il coinvolgimento del Quartiere, dei residenti e degli operatori della zona per definire le regole e il progetto d’uso della piazza. Avremo 8 mesi per elaborare insieme una impostazione che darà le carte delle scelte che faremo. Sulla base di questo, ad esempio, decideremo se concedere nuove licenze di somministrazione e spazio per nuovi dehor. Sulla base di questo potremo decidere se promuovere un mercato, degli eventi o altre iniziative che oggi non ci sono ma che solo con la comunità che vive e lavora sul posto possiamo immaginare. Dico di più, potremo anche decidere usi e tempi di vita della piazza diversi tra il giorno e la notte, i giorni feriali o il fine settimana. Questo faremo, alla luce della storia del mandato che si è appena concluso e che ha visto il nostro centro storico mutare pelle in modo importante con la nascita di nuovi fenomeni, di riqualificazione positiva o al contrario di eccessivi carichi dovuti ad esempio alla proliferazione di locali di scarsa qualità o una certa speculazione alimentare, definiamola così.

La legge Bersani ha tolto ai Comuni la possibilità di programmare licenze e orari, ma ci ha lasciato la possibilità di promuovere e progettare la città che vogliamo. In questa direzione andremo e solo dopo un confronto aperto e senza condizionamenti, assumeremo delle decisioni. Dunque come Assessore al Commercio intendo aprire un confronto sugli strumenti e le scelte che Bologna deve mettere in campo per indirizzare l’offerta commerciale del centro storico e non, al contrario, subirla. La mia ricetta non è affatto cibo e locali ovunque, anzi, sono stato il primo ad alzare la mano alcuni mesi fa e affermare esattamente l’opposto. Vorrei che questo fosse chiaro, in particolare per chi vive nella zona. Il progetto definitivo di Piazza Aldrovandi ci permette di farlo perchè è un progetto che dà libertà alla comunità locale di muoversi e dialogare ricomponendo i conflitti, ricercando delle soluzioni condivise.



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