IMG_6969Ha sollevato un certo dibattito l’articolo di Emilio Marrese che dalle pagine de La Repubblica oggi ha raccontato, a suo modo, come funziona l’organizzazione della rassegna Luci della città in via Belvedere e San Gervasio (per i lettori preciso che non ho mai detto che abbiamo già vinto le elezioni nè che sto brindando – libera interpretazione di Emilio che ringrazio per la gentilezza, si fa per dire 🙂 ). Veniamo al punto. Per prima cosa è importante sottolineare che non siamo di fronte a nessuna ordinanza comunale, nè a ingiunzioni di qualsiasi tipo per i cittadini. Non facciamo confusione. L’Associazione e gli esercenti promotori dell’iniziativa, che si ripete da alcuni anni, hanno proposto una nuova modalità di gestione della zona a seguito del dialogo intrapreso con l’Amministrazione e i residenti. Da alcuni mesi, infatti, ci stiamo confrontando su come affrontare al meglio la stagione estiva, a fronte di alcune problematiche realmente  esistenti. Probabilmente conoscete tutti la storia di questo luogo, ma è bene riprenderla un momento. Cinque anni fa, abbiamo ereditato una situazione molto difficile in via Belvedere. Spaccio, accoltellamenti, desertificazione commerciale. Rimboccandoci le maniche (rivendico con orgoglio questo lavoro), insieme ai residenti, alle associazioni e a un gruppo di esercenti volenterosi siamo riusciti a mettere in atto una rigenerazione importante, che ha dato vita a una delle situazioni più interessanti e accoglienti della vita serale cittadina. Il successo della zona però, dopo 5 anni, deve fare i conti con la sostenibilità delle iniziative che si propongono. Un grande numero di persone ogni sera affollano via Belvedere fino a tarda notte. Da qui la volontà di tutte le parti in causa di trovare un nuovo punto di equilibrio che permetta alle persone di vivere in modo sereno le proprie serate, agli esercenti di lavorare e ai residenti di dormire senza rimetterci in salute. Ve lo posso assicurare, avere tutte le sere 500 persone che chiacchierano sotto la propria finestra non è una roba salutare ed era doveroso intervenire. Come? Non con un’ordinanza o la legge marziale (nessun avventore viene multato, lo ripeto) bensì con un’organizzazione della manifestazione costruisca sul rispetto di tutti.

Ecco perchè gli organizzatori hanno proposto di ampliare il numero di tavoli, di collocare presso gli accessi delle vie e del Mercato personale predisposto per dare informazioni e fare accoglienza, di lasciare libere le scale di accesso/uscita dal Mercato delle Erbe e, infine, di caratterizzare via San Gervasio con un allestimento nuovo. Tutto questo non per violare la dignità di nessuno, non per spegnere la notte, ma ad esempio per garantire le vie di fuga, fondamentali per l’incolumità di tutti (ecco perché le scale libere e il corridoio libero tra i tavoli!). Per garantire libertà di movimento sotto i portici, fino alla scorsa settimana pieni zeppi di persone tanto che i condomini non riuscivano nemmeno a rientrare nelle proprie case. In definitiva, per gestire al meglio la presenza di un numero elevato di persone, come si fa in tutte le manifestazioni.

In questi giorni ho chiesto agli organizzatori di spiegare agli avventori le nuove modalità, di esporre dei cartelli, di dialogare e non di imporre. Sono certo che spiegando, ascoltando, concentrandoci tutti sulla ricerca delle soluzioni per il bene di tutti troveremo la via giusta. Come sempre siamo qua per questo e pronti a recepire ulteriori proposte. Naturalmente, in questo caso, siamo di fronte ad una manifestazione patrocinata dal Comune e dal Quartiere, promossa da un’associazione  che, in quanto tale, si sta accollando la responsabilità di gestire lo spazio pubblico per due mesi. Un onore e allo stesso tempo un onere che occorre sapere gestire. Sono gli stessi che vi fanno divertire e stare bene, quindi, aiutiamoli.

Ringrazio tutti per la grande attenzione. Queste sono le informazioni corrette che vi chiedo di aiutarci a diffondere.