Il Patto tra Bologna e MIUR per la scuola e il lavoro

Investire nel sistema della formazione tecnica e digitale bolognese: abbiamo firmato un accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la scuola digitale e l’alternanza scuola-lavoro. Siamo la prima città a farlo.Bologna

Dietro ci sono mesi di lavoro e un’idea chiara: abbiamo il dovere di progettare la città del futuro a partire dalla collaborazione come metodo, con un rilancio della cultura tecnica e il digitale per i nostri ragazzi, per promuovere Bologna che lavora al cambiamento.

Ne ho parlato più volte: l’Emilia-Romagna e Bologna hanno, per primi in Italia, avviato un sistema avanzato dedicato alla formazione tecnica collegato all’affermazione del proprio tessuto industriale manifatturiero e artigianale e investimenti dedicati all’innovazione digitale.

Nel 2016, Bologna celebrerà i 172 anni dell’Istituto Aldini Valeriani, il più antico dei 20 istituti tecnici dell’area metropolitana bolognese ai quali si affiancano una rete strutturata di Istituti professionali, licei, Fondazioni ITS, Università finalizzata a formare competenze specializzate. Abbiamo una rete destinata a soddisfare la domanda di personale del tessuto industriale locale (migliaia di piccole e medie aziende) e a promuovere nuove generazioni di imprenditori e artigiani. Per dimensioni e caratteristiche, il distretto industriale e formativo bolognese si colloca alla pari di altri distretti europei. Ed è proprio a seguito della competizione internazionale, che si fatto sempre più indispensabile un rafforzamento delle politiche formative nella nostra area territoriale.

Cresce la difficoltà delle imprese di grandi e medie dimensioni nell’individuazione di un numero sufficiente di competenze specializzate (in azienda e nella rete dei fornitori). Allo stesso tempo il tessuto composto da piccole imprese della subfornitura fatica strutturalmente a sfruttare a pieno le nuove opportunità formative offerte e le agevolazioni.

Anche per quanto riguarda il digitale il territorio bolognese è laboratorio delle agende urbane e nazionali: Bologna è la prima città italiana a dotarsi di una rete civica e wi fi libero, con rete in fibra ottica a banda ultra larga diffusa sul territorio, con la presenza del CNR, del CINECA, dell’Università di Bologna e di numerose imprese dall’alta specializzazione tecnologica, a cui si accompagnano notevoli investimenti pubblici. Il programma di accelerazione di startup (ne ho parlato qui) e spazio di innovazione con il fondo venture capital, che dal 2016 partirà alle Aldini Valeriani ‘Barcamper Garage’, di Gianluca Dettori di dPiexel va nella giusta direzione, mettendo assieme innovazione con al centro una scuola professionale ma quali possono essere le leve a disposizione di una amministrazione?

E quali mosse sono necessarie in una città come Bologna dove il capitale sociale da sempre è direttamente proporzionale alla crescita economica?

Come innovare e includere, come dicevamo ieri con Cristina Tajani, Annibale D’Elia, Paolo Venturi e Luca De Biase?

Con una conferenza stampa del Sindaco, l’ultima prima dell’avvio della campagna elettorale, e del rettore Ubertini abbiamo scelto di puntare sul futuro lanciando un appello chiaro alle aziende e alle comunità: possiamo continuare a cambiare Bologna aumentando le connessioni e la collaborazione, scommettendo sulle nostre scuole e l’Università.Per il futuro dei nostri figli.

I punti dell’accordo riguardano Comune, Città Metropolitana e MIUR che collaboreranno per

•accompagnare i processi di digitalizzazione e di innovazione tecnologica, la formazione e l’accompagnamento del personale scolastico, la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi, in coerenza con i tre ambiti di azione del PNSD, relativi agli strumenti, alle competenze e alla formazione;

•sviluppo delle opportunità formative nel territorio, attraverso il potenziamento delle reti di scuole – imprese – territorio e dei progetti di comunità, e la creazione di contenitori formativi, quali beni comuni e luoghi di innovazione;

•l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro

•lo sviluppo della cultura e della formazione tecnica e scientifica, coerentemente con lo sviluppo strategico del territorio e il rinascimento della manifattura, anche in chiave digitale.

Il Comune metterà in sinergia le linee di finanziamento, in particolare i 17 Milioni del PON Metro (7+10M), sulle azioni sulla scuola digitale, sulla copertura di tutte le scuole del territorio con la banda ultralarga, sul rilancio della cultura tecnica e sull’alternanza scuola-lavoro.

Chiederemo la collaborazione alle tante imprese che da sempre ci spingono all’innovazione creando, assieme al MIUR, un board di imprese per dare concretezza all’alleanza pubblico privato, per condividere la governance e il finanziamento del programma.

La comunità industriale del distretto produttivo bolognese ha promosso alcune iniziative ‘manifesto’ di caratura nazionale rivolte all’educazione dei giovani attraverso spazi, progetti, competenze: il MAST, l’Opificio Golinelli, le esperienze di alternanza scuola-lavoro di Lamborghini e Ducati, il Dipartimento di Design industriale promosso da IMA e GD, i progetti dedicati all’orientamento professionale promossi da Unindustria, il fondo già citato di Venture capital di dPixel da 50 milioni di Euro presso l’Istituto Aldini Valeriani, la scuola dedicata all’innovazione digitale da parte di YOOX, l’impegno di CNA e del movimento cooperativo.

Con l’investimento pubblico e il supporto del MIUR, Bologna diventa inusuale rispetto al contesto nazionale ma dobbiamo avere l’ambizione di essere un territorio modello per il paese: vogliamo dare pari accesso alle giovani generazioni bolognesi per innovare la scuola pubblica.

Tutti i ragazzi devono poter accedere alla miglior formazione possibile: solo così possiamo dire che stiamo continuando a cambiare Bologna senza lasciare indietro nessuno.

Collaborazione come metodo, rilancio della cultura tecnica, digitale per i nostri ragazzi, Bologna a livello internazionale: in questi anni mi sono speso molto per innescare questo processo e chi verrà dopo di me, avrà solide fondamenta.



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