Pedonalizzare il Pratello? parliamone

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Nei giorni scorsi, il giornale La Repubblica di Bologna ha anticipato la proposta della Social Street di via del Pratello di organizzare una due giorni pedonale per la strada. Tra le voci sul tema anche la mia. “Intanto godiamoci la festa, per discutere della pedonalizzazione permanente del Pratello c’è tempo. Servono più servizi e nuove regole di accesso al centro,se vogliamo davvero allargare le pedonalizzazioni.” C’era anche l’assessore al Commercio Matteo Lepore alla riunione con commercianti e residenti,autori del progetto “Bello di giorno”. Pure lui applaude alla festa del 21 e 22 maggio, ma sulla pedonalizzazione permanente della via nel weekend è più cauto.

Assessore non è d’accordo con l’idea di chiudere sempre al traffico via del Pratello il fine settimana?
“Intanto godiamoci questi due giorni, e approffittiamo della bellezza del Pratello così com’è. Per la pedonalizzazione occorre un progetto condiviso e ne parleremo all’inizio del prossimo mandato. Il Pratello è una delle isole di autenticità di Bologna, una delle poche strade davvero accessibile a tutti e tutte, dove oggi è possibile mangiare qualcosa o bere a prezzi bassi. Ovunque sono arrivate le pedonallizzazioni abbiamo visto questo tipo di “gentrificazione” di “sana speculazione alimentare”.

In che senso?
“Aumenta il passaggio di turisti, esplode l’utenza usa e getta, si alzano gli affitti, alla lunga resiste solo chi scommette sul food e rischiano di sparire le altre attività artigianali. Un’evoluzione consumistica del Pratello rischia di farne un luogo turistico ed esclusivo. Questo non significa che non dobbiamo fare la pedonalizzazione, ma serve un progetto chiaro e condiviso”.

E’ un’autocritica?
” La mia opinione è che a inizio mandato siamo partiti lancia in resta perchè bisogna dare un messaggio forte sulla pedonalità coi T-Days. Poi ci siamo impegnati su alcuni progetti di distretto e su quelli dobbiamo proseguire. Non ho paura del dissenso, ma le pedonalizzazioni cambiano i valori di una città dal punto di vista economico: ci sono zone che hanno bisogno di investimenti privati, come via Albani in Bolognina o via Petroni. e ce ne sono altre che vanno tutelate di più, come il Pratello.”

Caterina Giusberti



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