Referendum Trivelle: io il 17 aprile voto Sì

Trivelle-petrolio-isole-tremitiPochi giorni fa si è costituito il comitato nazionale che sostiene il Referendum del prossimo 17 aprile, dedicato a limitare le perforazioni marine alla ricerca di petrolio e gas naturale in Italia. La consultazione è stata voluta da 9 Consigli di Regione, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste. Il quesito propone di votare Sì alla cancellazione della norma che oggi consente il rinnovo delle concessioni petrolifere all’interno delle 12 miglia dalla costa, per tutta la durata di vita utile del giacimento. In caso di vittoria e superamento del quorum, le concessioni vigenti non dovranno essere più rinnovate alla loro scadenza.

Sarà abrogato l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, infatti, dove si prevede che le trivellazioni continuino fino a quando il giacimento lo consente. Tra gli altri saranno interessati dalla misura: il giacimento Guendalina (Eni) nell’Adriatico, il giacimento Gospo (Edison) nell’Adriatico e il giacimento Vega (Edison) davanti a Ragusa, in Sicilia. Non saranno interessate dal referendum tutte le 106 piattaforme petrolifere presenti nel mare italiano per estrarre petrolio o metano.

La verità è che questo Referendum probablmente naufragherà nella scarsa partecipazione, nonostante l’importanza del tema. Come Regione Emilia-Romagna non ci siamo allineati con i richiedenti, ma abbiamo contribuito ad un dibattito che ha prodotto comunque importanti passi avanti. Per noi, infatti, il tema non è nuovo. Per quanto riguarda la terraferma a Rivara non si potrà più stoccare gas, “una battaglia giusta” come ha rivendicato lo stesso Presidente Bonaccini. Mentre, da alcuni anni, la Regione ha fermato il fracking per la ricerca del gas.  A questo poposito vi segnalo questa lettera del Consigliere Regionale PD Gianni Bessi, il quale sottolinea le esigenze e le rivendicazioni dei territori, ma invita a mantenere una visione di insieme e ricorda l’impatto occupazionale del settore oil&gas.

A seguito delle proposte referendarie in materia (che inizialmente erano 6) e del dibattito scaturito, il Governo ha introdotto nella legge di Stabilità 2016 importanti modifiche legislative che hanno recepito alcune delle richieste. E’ stato introdotto il divieto di ricerca e sfruttamento di giacimenti all’interno delle 12 miglia dalla costa, fatte salve le concessioni autorizzate al 31 dicembre 2015. E’ stata cancellata la dichiarazione di “strategicità, indifferibilità ed urgenza delle attività petrolifere”, con cui le Regioni venivano estromesse dai processi decisionali. Ed è stata garantita la partecipazione degli enti territoriali ai procedimenti per il rilascio dei titoli minerari.

Nonostante tutto questo e nonostante Bologna non abbia il mare, almeno per ora, ritengo che questo Referendum sia importante e voterò Sì. L’Adriatico è infatti un bacino chiuso dallo stretto di Otranto ed è 11 volte e mezzo più piccolo del Golfo del Messico, dove il tristemente famoso incidente della BP ha riversato in mare l’equivalente di 4,9 milioni di barili, una marea nera che è arrivata fino alle coste di 5 Stati rivieraschi (Louisiana, Texas, Alabama, Mississipi e Florida), con danni senza precedenti agli ecosistemi e all’economia della pesca e del turismo. I rischi di queste attività sono enormi, senza contare la scarsa strategicità di una siffatta attività di approvigionamento e ricerca in campo energetico, che non contribuirà a colmare il nostro fabbisogno nè a renderci indipendenti rispetto al contesto globale. A mio avviso, il FAI – Fondo Ambientale Italiano ha descitto in modo chiaro anche altre motivazioni che qui riporto: http://www.fondoambiente.it/Sos-FAI/Index.aspx?q=referendum-trivelle-vota-si

L’Italia ha un grande dono: la sua bellezza naturale, il suo ecosistema, già così fortemente minacciati dalle attività umane. Non è questa la strada giusta per consegnare ai nostri figli un futuro davvero sostenibile e un paese migliore. Anch’io voglio il cambiamento, ma deve poggiare le proprie fondamenta sulla tutela e la valorizzazione di tutto questo. Fino ad ora, le risposte del Parlamento e del Governo non mi hanno convinto a sufficenza.

 



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