La sporcizia e la maleducazione

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Gentile Mauro De Bellis, la ringrazio per avere sollevato un tema così sentito dai bolognesi: la sporcizia e la maleducazione. Gli escrementi di cane sotto il portico, l’abbandono dei rifuti, il giovinastro che fa pipì sui muri non sono cosa banale, da derubricare nella lista delle ‘piccole cose’ . Lo so già, molti leggendo il nostro scambio sentenzieranno: <<guarda questo assessore che si occupa di cacche mentre alla città serve una grande visione!>>. Ma dove vogliamo andare se ci manca l’umiltà, dico io. Una città sporca è una città meno credibile agli occhi di chi la guarda e questo vale per il cittadino tanto quanto per il turista, con la sola differenza che per il cittadino questa è casa propria. La nostra Giunta si è spesa molto sul problema, nella consapevolezza di accettare una sfida infinita. Perchè spesso la mentalità che abbiamo di fronte è come quella dei miei ex condomini, non me vogliano. Alla proposta di un gruppo di volontari di pulire il muro del palazzo dai graffiti, negavano il permesso perchè tanto poi qualcuno sarebbe tornato a sporcarlo.

No, non ci sto. Non è questa la mentalità che deve passare a Bologna. Da quattro anni, grazie alla tassa di soggiorno investiamo un milione di euro per pulire i muri dalle scritte arrivando nell’ultimo anno a ripulire quasi 20 mila mq, insieme a HERA e a decine di squadre di volontari. Abbiamo attivato le guardie ecologiche per sensibilizzare ed eventualmente sanzionare chi abbandona escrementi, mozziconi di sigarette o rifiuti. Abbiamo siglato 164 patti di collaborazione con gruppi di cittadini che si prendono cura del bene comune, tra questi anche padroni di cani che autogesticono aree riservate per i bisogni dei propri animali. Lei mi ha chiamato in causa chiedendomi di promuovere una campagna di sensibilizzazione a favore del decoro ubrano, contro chi insudicia. Io rispondo sì alla sua proposta e aggiungo che è arrivato il momento di raccontare le storie di quei tanti cittadini che ogni giorno collaborano tra loro, pulendo la propria piccola parte di città. Loro sentono il dovere civico di amare Bologna e di rispettare il prossimo. La nostra Costituzione urbana all’articolo uno dovrebbe avere questo principio.

La Repubblica di Bologna oggi pubblica questa mia replica alla lettera del signor Mauro De Bellis, pubblicato l’8 dicembre scorso e che di seguito potete leggere. Prima però vi mostro la mappa dei patti di collaborazione attivi in città. Ad ogni punto corrispondono uno o più patti di collaborazione sottoscritti tra gruppi di cittadini e i Quartieri o l’Amministrazione Comunale. Persone che si prendono cura di Bologna, insieme. Per saperne di più esplora l’area Comunità di Iperbole.

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Bologna è molto sporca si multino i maleducati – Mauro De Bellis

Debbo con rammarico sottolineare che, quanto scritto dal signor Scatolelli, corrisponde a verità. Bologna è una città che, specie in certe zone che dalla stazione portano al centro, è davvero molto sporca. In alcuni casi il termine più adatto dovrebbe essere, purtroppo, disgustosa. Qualche settimana fa ho visto degli insegnanti che accompagnavano un gruppo di bambini al museo zoologico in zona universitaria e debbo dire che è stata una vera pena vedere quei ragazzini fare lo slalom sui marciapiedi per evitare gli escrementi dei cani, senza contare l’odore nauseabondo di urina umana e animale. E’ evidente che non tutti i problemi sono da addebitare all’amministrazione comunale, e che il senso civico di ognuno svolge un ruolo essenziale. Però non si può non sottolineare che mentre la città è piena di accertatori del traffico che giustamente sanzionano chi non paga il parcheggio o non rispetta il codice della strada, non si può dire lo stesso per quanto riguarda chi imbratta e insudicia. Proporrei che l’amministrazione comunale ini ziasse una vera e propria campagna informativa di sensibilizzazione – in ciò mi appello all’Assessore – al termine della quale però si intervenga con severe sanzioni per colpire coloro che insudiciano, e che magari portano a passeggio il cane senza paletta, o non puliscono le deiezioni del proprio animale. Per una città con tanti bei portici come Bologna il problema è infatti particolarmente grave, specie se si punta a farli diventare patrimonio Unesco dell’umanità.

(8 dicembre, Rubrica delle lettere, La Repubblica di Bologna)



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