Il Mercato delle erbe

erbe

Sabato sono tornato sul ‘Mercato delle erbe’ per chiarire la situazione. In questa intervista rilasciata a Il Resto del Carlino illustro brevemente quanto stiamo facendo insieme al Consorzio privato che gestisce il mercato, un immobile di propietà comunale. Non è la prima volta che intervengo a questo proposito, infatti, da tre anni le vie San Gervasio e Belvedere sono oggetto di un importante percorso di riqualificazione e coinvolgimento della comunità. Il Mercato stesso è rinato, dopo anni di progressivo decadimento. La differenza tra allora e adesso penso sia visibile ad occhio nudo, ma la strada non affatto finita. C’è ancora molto da fare. In questo caso come in altri, mi sto impegnando affinchè il piccolo e medio commercio in città non scompaia. I nostri tredici mercati rionali sono un’occasione di rilancio da questo punto di vista. Come ho cercato di dire nell’intervista che segue, non basta denunciare i problemi ma servono delle soluzioni. Ecco, quello che da tre anni stiamo portando avanti insieme ai commercianti del Mercato è una soluzione, cioè un percorso concordato per abbattere il debito generato dalla crisi di questi anni e dagli investimenti fatti per ristrutturare. Il Mercato sta cambiando pelle e il Comune è al fianco degli operatori per scongiurare un fallimento o una svendita ad una grande catena multinazionale. In questo come in altri casi, io mi sto battendo per il commercio di vicnato che ritengo quello che serve al futuro della nostra comunità.

Preoccuparsi è sbagliato? «Non siamo di fronte a un’azienda in fallimento, ma a debiti dovuti a degli investimenti».

Di che tipo? «Quattro anni fa il Mercato era in grossa difficoltà, con un’esposizione economica pesante. L’abbiamo aiutato a cambiare pelle, salvaguardando la sua identità. Ora tocca agli operatori fare uno sforzo».

Che cosa chiedete loro? «Siamo disponibili ad accettare un ulteriore piano di rientro, se sarà accompagnato anche da un progetto industriale per i prossimi anni».

Serve un modello nuovo. «Il vincolo alla vendita al dettaglio della navata centrale può essere derogato. Penso a Barcellona, dove i banchi per la vendita sono affiancati da banchi per la piccola ritostorazione. Dobbiamo però tutelare la presenza del vendita e l’identità del mercato>>.

Con orari diversi? «Sappiamo che non si può pretendere troppo ad attività a conduzione famigliare, ma vanno introdotte delle novità al passo con i tempi».

I commercianti danno la colpa al Cantierone e alla burocrazia. «Sono falsità. Durante i lavori abbiamo aiutato in modo inedito le attività e proprio nei giorni scorsi la Sovrintendenza ha dato l’ok ai nuovi locali. Ora manca solo il pagamento dei debiti».

Il consigliere Fi Lisei vi accusa di raccontare favole alla città. «La differenza tra noi e il centrodestra è semplice: di fronte ai problemi loro si fanno un selfie, noi proviamo a risolverli. Da mesi Lisei (consigliere di Forza Italia che ieri ha lanciato l’allarme sui debiti del Mercato) non fa che propormi fornitori per il Comune, lo invito a bussare al mio ufficio anche per parlare dei problemi del commercio».

Intervista a cura di Federico Del Prete



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