Matteo Lepore Manifesto Mobile def

Artisti di strada a Bologna

da | Nov 4, 2015 | Commercio, Marketing urbano

Hanno fatto notizia i quattrocento euro di multa a Bologna per aver suonato la chitarra in Piazza Maggiore con un’amplificatore. E’ successo sabato sera alle otto e mezza all’artista Michele Lupo, in arte BuskerWolf. Oggi ho avuto modo di intervenire sull’accaduto tramite le pagine de La Repubblica e Il Resto del Carlino. Giovedì 5 novembre alle ore 14, infatti, si riunirà per la prima volta la Commissione Attività Produttive del Consiglio Comunale proprio allo scopo di definire una nuova regolamentazione per l’arte di strada nel centro storico della città. Attualmente il regolamento di polizia urbana permette l’arte di strada libera ovunque con alcune limitazioni, tra le quali il divieto di utilizzo di strumenti di amplificazione. Questa impostazione, a mio avviso, è da considerare alquanto superata con l’avvento delle pedonalizzazioni e dei TDays che hanno molto incentivato il ritorno al centro storico di cittadini e turisti, di conseguenza anche di artisti di strada. A seguito di ciò i classici problemi di convivenza, come in tante altre città del mondo. Un tappeto di suoni e colori, dove tutto viene considerato alla pari, dal suonatore di pentole fino al diplomato al Conservatorio. Naturalmente, per arte di strada non si intende unicamente la musica, ma tutte le forme artistiche come il teatro, i mimi, la pittura ecc. Ora che i cantieri di Via Rizzoli e Ugo Bassi si stanno concludendo, non è più rimandabile un’organizzazione della cosa rispettosa dei luoghi e dei residenti, ma anche finalizzata a valorizzare l’arte stessa. Per questo motivo, da alcune settimane, un gruppo nutrito di artisti di strada che frequentano Bologna sta lavorando con me alla stesura di una nuova regolamentazione che desideriamo sottoporre alla Giunta e al Consiglio.

Giovedì proporrò alla Commissione attività produttive di calendarizzare alcune udienze conoscitive proprio per ascoltare la loro voce, così come quella di residenti e commercianti della zona attorno alla T. Ci sono varie ipotesi in campo, tutte orientate a ribaltare l’attuale impostazione per rendere più efficace e chiaro il sistema. Il mio parere iniziale, poi vedremo dove ci porterà il confronto, è che l’area attorno a Piazza Maggiore vada pensata sempre di più come un distretto culturale e commerciale di grande importanza in particolare nei week end pedonali. Questa parte di Bologna merita un progetto capace di parlare ai bolognesi così come ai tanti visitatori stranieri che nel raggio di un chilometro possano godere di un numero ampio di musei, spazi espositivi, iniziative, luoghi d’interesse. Su questo stiamo lavorando ma non è il post giusto per dilungarmi a proposito.

Seguendo esempi di altre città, sono per indentificare un numero definito di aree nella zona della «T» dedicate dove possano esibirsi gli artisti con nuove regole, nel rispetto della convivenza con residenti e negozi. Queste aree devono quindi essere scelte con cura. Eventualmente qui potremmo permettere un minimo di aplificazione, mentre al di fuori di esse sono per non permettere alcuna esibizione. Il tutto attraverso un sistema di prenotazione e autorganizzazione gratuiti. Se ciò è già oggi possibile in altre città, perchè no sotto le due torri?

L’attuale divieto di amplificazione è un punto cruciale. Ne ho parlato anche con BuskerWolf proprio ieri dopo avere appreso della sanzione. Finora si è assistito ad un paradosso: che un non amplificato, magari con tromba o tamburi, sia molto più rumoroso ma non venga multato. Per questo valuterei l’idea di permettere un minimo di amplificazione, vietando però gli strumenti più rumorosi. Il nuovo regolamento potrebbe essere operativo già dall’inizio del 2016, se il Consiglio lo approvasse. Oltre a questo si potrebbe prevedere anche un appuntamento annuale dedicato a i buskers.

Dulcis in fundo, vorrei che la Commissione sentisse il parere di Beppe Maniglia, multato più di una volte e attualmente senza permesso. Non è quasi mai stato dentro le regole. Il suo rapporto con residenti e commecianti della T è molto negativo perché quando suona impedisce a tutti gli altri di fare attività, compresi i lavoratori. Sono 30 anni che suona a Bologna in queste condizioni. Ora, io non vorrei essere il primo assessore che lo caccia, ma nemmeno l’ultimo che permette a Beppe Maniglia di fare quello che gli pare a scapito degli altri cittadini. Se Beppe è davvero un simbolo della città, si deve assumere oneri e onori dando il buon esempio. Abbassi il volume e rispetti le regole.