Terra di tutti

Il 7 ottobre prossimo parte un’edizione speciale del ‘Terra di Tutti Art Festival’, che quest’anno presenta il focus ‘Migrazioni verso l’Europa: cultura, media e diritti umani’. Il Festival nasce nel 2007 dall’esigenza di dare la parola a tanti documentaristi che usano il video come forma di espressione critica, come torcia sul mondo e sui problemi che colpiscono i molti sud del mondo di ogni Paese. Promosso dalle organizzazioni non governative di cooperazione internazionale allo sviluppo GVC (Gruppo di Volontariato Civile) e COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi Emergenti), con la collaborazione e il sostegno del Comune di Bologna, nel 2015 si è colta l’occasione dell’Anno Europeo per lo Sviluppo, #EYD2015, per aprirsi a tutte le forme d’arte e porre questioni del tutto attuali, anche nella nostra città. In un momento storico particolarmente delicato, quando in Italia sono accettate solo metà delle domande di protezione internazionale e ci si interroga quindi su quale accoglienza e quale integrazione potere offrire ai richiedenti asilo che arrivano; quando in Europa coesistono strategie (o non strategie) molto diverse tra loro e sembra così difficile giungere ad una visione comune su come affrontare il tema dell’immigrazione; istituzioni locali ed europee, società civile, giornalisti ed esperti si confrontano per analizzare ciò che sta accadendo e per capire meglio le tematiche che ONG come GVC e COSPE affrontano da oltre 40 anni, ossia l’imprescindibile legame che esiste tra migrazioni, sviluppo e diritti umani.

La scelta di accrescere l’impegno della nostra Amministrazione sul fronte dei diritti fondamentali, segue quanto ho avuto modo di dire già sulle pagine di questo blog in lungo post di dicembre e in occasione della candidatura di Bologna alla Presidenza di Eccar, la rete Unesco delle città contro il razzismo e le discriminazioni. In particolare: Riuscire a integrare la prospettiva dei diritti fondamentali nella visione delle istituzioni e nella percezione della comunità locale è una sfida difficile ma necessaria. La cultura dei diritti resiste e si diffonde se è tenuta insieme. Indebolirne o cederne una parte per motivi di scambio o di convenienza ne produce alla lunga il cedimento. Il 2015 sarà un anno importante per misurare la capacità di Bologna in questo campo. Mi riferisco a tutti e sei i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: dall’accoglienza dei richiedenti asilo, al contrasto delle discriminazioni basate su orientamento sessuale o genere, ai diritti dei detenuti in carcere. Finanche la parte dei diritti economici, come l’accesso al lavoro, l’accesso alla casa e ai servizi, che la Carta Europea titola come principi di “libertà” e “solidarietà”.

IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL

Evento di apertura del Festival nonchè parte integrante del progetto AMITIE CODE (Awareness on MIgration, developmenT and human rIghts through local partnErships – Capitalizing On DEvelopment), – cofinanziato dall’Unione Europea e promosso dal Comune di Bologna – il convegno che si svolgerà mercoledì 7 ottobre presso Cappella Farnese (Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore – Bologna), cercherà di raccogliere questi temi. La giornata, che vede protagonisti ospiti internazionali, giornalisti e addetti ai lavori, si apre alle ore 09.30 con l’intervento di Virginio Merola, Sindaco del Comune di Bologna, Elly Schlein, rappresentante del Parlamento Europeo, Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alle Politiche e Affari Europei, Elisabetta Gualmini, Vicepresidente e Assessore alle politiche di welfare con delega alla cooperazione internazionale allo sviluppo, aiuti umanitari e Dina Taddia, Presidente GVC.

Strutturato in quattro panel, il programma prosegue alle ore 10.30 con il primo incontro che affronterà La valorizzazione della diversità nelle politiche culturali delle città (10.30 – 11.30) e vedrà tra i relatori la partecipazione di Franco Bianchini, Docente di Politiche culturali e cultural planning alla Leeds Metropolitan. Alle ore 11.30 al via il panel dedicato alla stampa dal titolo Media e migrazioni: questione di punti di vista? con Barry Malone, Al Jazeera e Daniel Adamson, reporter BBC e Raffaella Cosentino, giornalista autrice del primo documentario e reportage dentro i CIE. Subito dopo la pausa pranzo, la sessione pomeridiana si apre alle 14.30 con il panel intitolato Tratta di esseri umani vs. ricerca di un futuro migliore: al tavolo dei relatori Isoke Aikpitanyi, la ragazza nigeriana di Benin City, protagonista di una puntata di La 13a ora. Alle 15.30 inizia il quarto ed ultimo panel Migrazione e diritto d’asilo nei paesi del vicinato europeo. Dalla rotta balcanica al confine Liba/Tunisia passando per la crisi umanitaria in Libano: cosa succede alle porte dell’Europa? Tra gli esperti internazionali si segnala la partecipazione di Dimitri Bettoni, dell’Osservatorio Balcani e Caucaso. mLa chiusura del convegno è affidata a Udo Enwereuzor di COSPE.

Una riflessione a 360 gradi sulle migrazioni, sia quelle più recenti, ogni giorno al centro dei riflettori mediatici, fino a quelle più defilate, geograficamente e politicamente, ma non meno importanti; dall’uso delle parole nei media per il peso che queste assumono nell’influenzare l’opinione pubblica europea e globale al racconto diretto di coloro che hanno vissuto la dolorosa esperienza migratoria fino alla condivisione di interventi internazionali promossi dalle ONG impegnate in prima linea nell’accoglienza di rifugiati e sfollati in paesi come Siria e Libano, piuttosto che Libia e Tunisia.

Leggi il programma completo del Convegno.



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