Le lacrime del coccodrillo

Questa estate, mi sono imbattuto in una foto arichiviata nella storia recente della Gran Bretagna. Si tratta di un fotomontaggio realizzato dagli artisti Peter Kennard and Cat Phillipps nel 2005, manipolando una foto opportunity scattata durante la terza campagna elettorale di Tony Blair. Due anni dopo l’invasione dell’Iraq. La guerra al terrorismo combattuta sul campo del nemico. Una guerra vinta e una missione compiuta, si disse allora. Salvo poi scoprire che non era finito un bel niente. Se allora avevamo gli ‘stati terroristi’ in Medio Oriente, l’opinione pubblica avrebbe scoperto presto che esistono anche ‘i terroristi che vogliono farsi stato’.  Rispetto ad allora il mondo non è un luogo più sicuro. Secondo l’UNHCR, sono 59,5 milioni i migranti forzati costretti a fuggire dalle loro case alla fine del 2014 rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa. ​Nel 2014, ogni giorno 42.500 persone in media sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, dato che corrisponde a un aumento di quattro volte in soli quattro anni. Una forte accelerazione si è avuta nei primi mesi del 2011, quando è scoppiata la guerra in Siria, diventata la principale causa di migrazione forzata a livello mondiale. Una minima parte arriva sulle nostre coste e i loro corpi abbandonati sulla sabbia ci raccontano solo una parte della tragedia che li ha colpiti. ‘Effetto domino’ dicevano, la democrazia portata con la forza nel mondo che recita la Sharia. E’ quasi grottesco il pensiero delle tute arancioni e dei cani sull’isola di Guantanamo (era di Bush e Blair) per difenderci dai terroristi, mentre oggi i cani e il filo spinato si trovano lungo le frontiere inglesi ed europee per difenderci dall’arrivo di chi fugge da guerra e persecuzioni. Così come i il terrorismo politico estremista si è impadronito dei media ora la stessa mano perpetra violenza e distruzione, pulizia etnica e religiosa. 

Quella foto di Tony Blair è stata profetica, a quanto pare. Anche se la politica non ne parla, perchè non guarda alla storia ma ascolta sempre più spesso solo le grida.

Ieri Jeremy Corbin ha vinto le primarie del Labour inglese con il 60% dei voti. Molti stanno dicendo che questa svolta netta a sinistra del partito, condannerà i laburisti a rimanere all’opposizione ancora per molto tempo, ed è probabile che sia così. Non lo nego. Si parla di questo risultato come della fine definitiva del ‘new labour’ di Tony Blair, preso per anni a modello da tanti altri leader europei, spesso anche a casa nostra.

A mio parere, queste sono ‘le lacrime del coccodrillo’.

P.s.

L’appello di Blair pubblicato dal Guardian

«Votare Corbyn? È rinunciare al governo: un pericolo mortale»



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