Accordo appalti, lotta alla corruzione e superamento massimo ribasso

Come hanno dimostrato di recente gli accordi tra alcune imprese manifatturiere del nostro territorio e i sindacati, la competitività non fa rima necessariamente con meno diritti e tutela del lavoro, così come meno burocrazia non deve fare rima necessariamente con illegalità. Dopo la grande manifestazione di Libera, in occasione della “XX Giornata della Memoria e dell’Impegno – Associazioni e numeri contro le mafie”, ci eravamo presi l’impegno di siglare un nuovo protocollo appalti, per la prima volta condiviso sia dalle associazioni economiche sia da quelle dei lavoratori. Un accordo che segnasse una svolta nell’azione del Comune e delle società partecipate negli appalti, in grado di contaminare positivamente anche il resto del tessuto sociale ed economico metropolitano e regionale. Così dopo alcuni mesi di confronto, oggi è stato firmato il “Protocollo di intesa” tra il Sindaco Virginio Merola, CGIL, CISL, UIL e Alleanza delle Cooperative Italiane, Confcommercio, Unindustria, CNA, Confartigianato, ANCE Bologna in materia di appalti di lavori, forniture e servizi. Tra gli impegni di quest’anno c’era anche quello di aprire un tavolo tra Comune, cooperative sociali e sindacati per sottrarre il welfare dalle gare al massimo ribasso. Con l’accordo di oggi siamo stati conseguenti, aprendo alla sperimentazione di forme di co-progettazione, secondo quanto consentito dalle nuove direttive europee in materia di rapporto pubblico-privato e privato sociale, che hanno lo scopo di rappresentare una delle forme di superamento delle tradizionali gare di appalto.

Per tutti questi motivi, il protocollo firmato oggi si muove seguendo 4 principali direttrici, per ognuna delle quali sono previste specifiche azioni e linee di indirizzo:

1. Legalità, trasparenza e lotta alla corruzione
2. Tutela del lavoro e occupazione
3. Tempi certi
4. Sostegno alle imprese di qualità

Legalità, trasparenza e lotta alla corruzione. Il principio della legalità è la cornice all’interno della quale le parti firmatarie scelgono di muoversi, da rivendicare in ogni fase della procedura di gara: decisione amministrativa, fase istruttoria, aggiudicazione e gestione. Gli strumenti messi in campo grazie al nuovo protocollo sono molteplici: per quanto riguarda la legalità, infatti, dal 1° gennaio 2016 il Comune di Bologna si impegna a inserire nei documenti di gara, quale fattore premiante per l’impresa, il possesso del Rating di Legalità rilasciato dall’AGCM. Per quanto riguarda la trasparenza il Comune di Bologna renderà ancora più visibile l’intera filiera delle gare, realizzando una piattaforma informativa in cui sarà possibile accedere a una mappatura aggiornata degli e delle concessioni in essere. Infine, sulla qualità, il Comune di Bologna si impegna a prevedere, quale unico criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa per gli affidamenti relativi ai servizi e a privilegiare l’adozione dello stesso criterio negli affidamenti di lavori e forniture. Sempre in tema di qualità (e forte innovazione), per ottimizzare i risultati, il Comune si impegna a innovare il welfare attraverso la progressiva sperimentazione di forme di co-progettazione, secondo quanto consentito dalle nuove direttive europee in materia di rapporto pubblico-privato e privato sociale, che hanno lo scopo di superare le tradizionali gare di appalto.

Tutela del lavoro e occupazione. Tutte le parti coinvolte, attraverso la firma di questo protocollo, si impegnano a contrastare il lavoro irregolare e a tutelare l’occupazione. Per quanto riguarda il contrasto del lavoro irregolare, le imprese si impegnano all’applicazione e al rispetto del Contratto Nazionale del settore di mercato di riferimento e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative di settore poiché garantiscono la tenuta di livelli qualitativi del lavoro superiori e specifici del nostro territorio, sia nella costruzione della base d’asta della stazione appaltante, sia nel rispetto della sua applicazione come requisito del soggetto contraente. Per quanto riguarda la tutela dell’occupazione, il Comune di Bologna si impegna a inserire, quale condizione di esecuzione dell’appalto, nei bandi di gara di affidamento di servizi da riaffidare, la clausola sociale di salvaguardia di riassorbimento di manodopera per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Sempre il Comune, inoltre, si impegna a inserire nei bandi di gara anche la clausola per l’inserimento lavorativo delle persone in condizione di svantaggio, tranne nei casi dove è chiaramente incompatibile con la clausola sociale di salvaguardia di riassorbimento di manodopera. Le tutele e gli obiettivi del presente Protocollo saranno estesi anche alle imprese che vengono coinvolte in regime di subappalto. Il Comune si impegna a prevedere l’obbligo della autorizzazione preventiva di tutti i subappalti per evitare che siano sottratti al sistema di verifiche antimafia.

Tempi certi. Con questo protocollo il Comune si impegna a dare tempi certi per quanto riguarda gli iter di aggiudicazione e i pagamenti. In qualità di stazione appaltante, inoltre, si impegna a prevedere nei capitolati di gara il pagamento diretto delle imprese in subappalto, attraverso il riconoscimento della responsabilità in solido.

Qualità delle imprese e controlli. Le parti si sono accordate, infine, per dare maggior attenzione alla qualità delle imprese che partecipano a gare e bandi, definendo dei requisiti di accesso e la stesura (richiesta dalle stesse associazioni economiche) di un CV “reputazionale delle imprese” che siano premianti in sede di aggiudicazione. Infine, viene previsto un sistema sanzionatorio per le imprese che non rispettano il capitolato di gara.

Il presente protocollo, sottoscritto da Comune di Bologna, organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e Alleanza delle Cooperative Italiane, Confcommercio, Unindustria, CNA, Confartigianato, ANCE Bologna, avrà durata triennale ed è coerente con il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico sociale sottoscritto recentemente in sede di Città Metropolitana e ne rappresenta uno strumento operativo in materia di appalti da poter estendere a tutti i livelli istituzionali.

Il Comune di Bologna si impegna a fornire e condividere questi stessi indirizzi anche con l’ASP Città di Bologna e con le partecipate del Comune di Bologna.

Attraverso questo protocollo appalti il Comune di Bologna vuole farsi protagonista del dibattito sul nuovo codice appalti nazionale e, al fine di contenere la spesa pubblica e di garantire la qualità delle procedure di gara, l’impegno delle parti è quello di operare in sintonia con la legislazione nazionale e regionale per una significativa riduzione delle stazioni appaltanti con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile alla stazione appaltante unica nel comune capoluogo.

Testo integrale del protocollo



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