Il Patto per la Zona Universitaria bene comune

Ha fatto molto discutere la decisione del Sindaco di Bologna di emanare un’ordinanza per la Zona Universitaria che ha limitato gli orari dei pubblici esercizi, laboratori artigianali e negozi di alimentari. Una scelta motivata dall’eccessivo abuso di alcol nella zona e dalla presenza di migliaia di persone in strada fino a tarda notte, con conseguenti problemi per la vivibilità e il diritto al riposo dei residenti. L’ordinanza ha allargato a tutta la zona, le stesse regole che già vigevano in via Petroni, introducendo la possibilità per gli operatori di stipulare patti di collaborazione con l’Amministrazione qualora volessere accedere a deroghe d’orario. Nel giro di una settimana il tavolo con gli operatori della zona ha portato alla definizione di un Patto di collaborazione “tipo”, che a partire da questo giovedì i singoli gestori di pubblici esercizi potranno sottoscrivere, accettando un percorso di collaborazione e regole condivise. Il Comune si è impegnato, nello stesso accordo, a potenziare la presenza della Polizia Municipale e il contrasto alla vendita abusiva di alcol, nonchè a realizzare il piano di rigenerazione urbana della zona con investimenti dettagliati e già a bilancio. Grazie all’ordinanza si è avviato un tavolo con un numero importante di operatori, circa un centinaio aderenti al “Comitato Bologna Città aperta”. Di questi, circa una quarantina ha già sottoscritto il patto individualmente. D’ora in avanti, Comune, Quartiere, residenti e operatori dovranno ritrovarsi periodicamente in un tavolo di monitoraggio per condivdere le azioni da intraprendere e valutare l’andamento del Patto. Tutto risolto quindi? Affatto, ma se fosse facile i 30 anni passati con tentativi da parte delle amministrazioni precedenti avrebbero funzionato. Le criticità della Zona Universitaria non sono un’emergenza, perchè sussistono da tempo. Sono croniche e come tali necessitano di un insieme di interventi e di una grande disponibilità al dialogo e alla collaborazione da parte di tutte le parti in causa. Da parte sua il Comune, ha un doppio ruolo: di fare rispettare le regole tutelando la salute delle persone e di promuovere una mediazione costante tra gli interessi contrapposti. Perchè quella zona di Bologna non è solo di una parte, ma di tutta la comunità composta da residenti, studenti e lavoratori. A tutti deve stare a cuore il bene comune. Nei prossimi giorni il Sindaco fimerà una seconda ordinanza antialcol, così come annunciato. Dovranno rimanere chiusi, dalle 21 alle 7 del giorno successivo, gli esercizi di vicinato e dei laboratori artigianali del settore alimentare nelle strade della Zona Universitaria che non rinunciano alla vendita di alcol. L’obiettivo è prevenire gli inconvenienti e i rischi derivanti dalla vendita incontrollata di bevande alcoliche e la dispersione dei relativi contenitori. Un provvedimento già assunto in Bolognina. I gestori che si impegneranno a non tenere in negozio o vendere bevande alcoliche in tutto l’orario di apertura e il periodo di validità dell’ordinanza, potranno invece usufruire di deroghe orarie.

La Giunta ha approvato la delibera riguardante il Patto di collaborazione per la promozione della “Zona Universitaria Bene Comune”, che prevede per i titolari di pubblici esercizi, per la costituenda associazione e per il Comune di Bologna, specifici impegni di collaborazione per migliorare le condizioni di vivibilità della zona universitaria. Alla base del Patto c’è l’impegno a promuovere un moderato consumo di alcol, anche attraverso apposite campagne di comunicazione, e a mettere in campo azioni di prevenzione per quanto riguarda il rumore e gli schiamazzi all’esterno dei locali.

I gestori che sottoscriveranno il Patto di collaborazione avranno l’opportunità di derogare alle limitazioni di orario previste dall’ordinanza, cessando la somministrazione domenica e lunedì all’una di notte, da martedì a giovedì alle 2, venerdì e sabato alle 3. La chiusura dell’esercizio è prevista entro 30 minuti dagli orari indicati.

Non possono aderire a questo Patto di collaborazione i locali di via Petroni, per i quali rimane vigente la specifica ordinanza di regolazione degli orari che interessa parte della via.

“L’ordinanza si è dimostrata uno strumento fondamentale per poter attivare un reale dialogo con i locali e riuscire a intraprendere un percorso di amministrazione condivisa dell’intera area che passa dalla qualificazione dell’offerta commerciale, dal contrasto all’abuso e alla vendita abusiva di alcol e dalla lotta al degrado, iniziando dal vetro e dalla pulizia di muri e serrande. L’obiettivo infatti non è il proibizionismo, ma ristabilire una civile convivenza tra residenti, frequentatori e gestori dei locali, prendendosi cura insieme della zona universitaria come bene comune – afferma il Sindaco Virginio Merola – La vendita abusiva di alcolici sottocosto, il controllo della qualità delle bevande, il pieno rispetto del divieto di vendere alcol a minorenni, la regolarità dei rapporti di lavoro dei dipendenti e il rispetto delle esigenze dei residenti saranno la priorità di intervento d’una rafforzata presenza della Polizia municipale, in collaborazione con gli esercenti del Patto”.

I titolari di pubblici esercizi della zona universitaria intenzionati ad aderire al Patto di collaborazione possono recarsi per la firma presso il Settore Attività Produttive e Commercio, piazza Liber Paradisus 10, torre A, 5° piano; dal lunedì al venerdì 8.30-12.45; il giovedì anche il pomeriggio 15-16.45.

In particolare, nel patto sono contenuti specifici obiettivi e azioni di cura condivisa della zona universitaria come bene comune, gli impegni che dovranno assumere i sottoscrittori e il Comune, le modalità di collaborazione e le forme di sostegno, la durata e la revoca.

Al fine di rendere più efficaci le azioni condivise con la sottoscrizione del Patto, il Comune e gli operatori hanno condiviso la necessità che i pubblici esercizi dell’area diano vita ad un unico soggetto con poteri di rappresentanza collettiva (associazione o consorzio) in grado di coordinare meglio e condividere le azioni di promozione, responsabilizzazione e monitoraggio degli impegni assunti.

Chi aderirà al Patto dovrà innanzitutto evitare offerte speciali che ne favoriscano il consumo di alcolici e al contempo costituiscano una garanzia di qualità del prodotto. Dovrà inoltre effettuare attività di cura, manutenzione e tutela igienica dell’area prospiciente il proprio esercizio, al fine di migliorarne la vivibilità e la fruibilità e a mitigare l’impatto che la propria attività determina nei confronti dei residenti.

Il pubblico esercizio aderente dovrà anche garantire l’accesso libero alla cittadinanza ai propri servizi igienici senza obbligo di consumazione, segnalando la cosa con apposito cartello. Dovrà infine essere in regola con il pagamento dei tributi e dei canoni locali e delle sanzioni pecuniarie comminate dall’Amministrazione comunale.

Il soggetto che si costituirà per coordinare le azioni del Patto dovrà dotarsi di uno Statuto coerente con i principi del Patto sottoscritto,  di un sito internet attraverso il quale rendicontare le proprie attività e bilanci, dovrà individuare una rappresentanza di operatori che partecipi periodicamente al Tavolo di Monitoraggio e Gestione della Zona Universitaria, e concordare con l’Amministrazione un Piano di valorizzazione e gestione annuale “Zona Universitaria Bene Comune”.

Il Comune controllerà il rispetto del Patto e concederà le deroghe d’orario concordate. Sosterrà e incentiverà inoltre il soggetto nella fase di implementazione del Piano di valorizzazione e gestione annuale “Zona Universitaria Bene Comune”, anche attraverso la concessione di spazi e altre forme di agevolazione. Potenzierà inoltre la presenza della Polizia Municipale nella Zona Universitaria, negli orari serali e notturni, con particolare attenzione al contrasto della vendita abusiva di alcolici. Attuerà un Piano di investimenti dedicato alla rigenerazione della Zona Universitaria, aggiornerà orari e modalità di intervento Hera per la pulizia e metterà a disposizione del soggetto le squadre di Cittadinanza attiva e pulizia graffiti.

Il Patto avrà durata di un anno ed è rinnovabile. La deroga per chi lo sottoscrive permette ai pubblici esercizi di adottare il seguente orario: domenica e lunedì cessazione dell’attività di somministrazione all’1; martedì, mercoledì e giovedì cessazione dell’attività di somministrazione entro le 2; venerdì e sabato cessazione dell’attività di somministrazione entro le 3.

Gli operatori per sottoscrivere il patto dovranno essere in regola con il pagamento dei tributi e dei canoni locali e delle sanzioni pecuniarie comminate dall’Amministrazione comunale.


One Comment on “Il Patto per la Zona Universitaria bene comune”

  1. […] Virginio Merola ha firmato una nuova ordinanza che si inserisce all’interno del percorso del Patto di collaborazione per la promozione della Zona Universitaria Bene Comune (40 locali hanno aderito). Dal 13 luglio al 15 ottobre, è stata disposta la chiusura, dalle 21 e […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...