Bologna in Giappone

Insieme a Sakamoto, Sindaco di Itabashi (Tokyo) e all’Ambasciatore Giorgi

Il Giappone e Bologna sono collegati da numerose connessioni e interessi. Una tradizione caratterizzata sul fronte culturale ed economico, animata grazie all’impegno di varie istituzioni, imprese e cittadini. Con il compito di rafforzare questa relazione speciale e con alcune novità, una delegazione bolognese ha visitato il paese del Sol Levante a fine maggio. Insieme a me, Francesca Martinese, Responsabile dell’Ufficio delle Relazioni Internazionali del Comune e Patrik Romano, Direttore di Bologna Welcome, la società dedicata alla promozione della destinazione. In una settimana, abbiamo toccato le città di Kanazawa, Osaka e Tokyo. Dal 25 al 27 maggio a Kanazawa, siamo intervenuti all’interno dell’annuale meeting delle Città Creative UNESCO, per la prima volta promotrice diretta di una conferenza in Giappone. Negli stessi giorni, facendo la spola tra Osaka e Tokyo, Bologna Welcome presentava a due nutriti gruppi di tour operator e media nipponici la nostra destinazione turistica in collaborazione con la compagnia Turkish Airlines. Chiuso il meeting UNESCO, dal 28 al 30 maggio, siamo volati a Tokyo in occasione del decimo anniversario dell’accordo di Amicizia e Collaborazione tra Bologna e la città di Itabashi, una delle ventitré municipalità che compongono la capitale. Qui l’Ambasciatore italiano Domenico Giorgi ci ha ribadito che l’amore dei giapponesi per la cultura italiana è profondo e che non mancano le imprese bolognesi impegnate con solide basi produttive. Nel 2016, cadrà il 150′ anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e il Giappone, un momento rilevante per capitalizzare questo patrimonio di relazioni, a partire dall’organizzazione di due mostre dedicate al pittore Giorgio Morandi che dovrebbero svolgersi nelle città di Kobe e Tokyo, tra febbraio e aprile prossimi.

Quando nel 1981 il Sindaco Renato Zangheri ebbe la notizia che il Museo d’Arte di Itabashi avrebbe ospitato ogni anno una selezione di libri illustrati provenienti dalla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, si sarà riempito di sorpresa e orgoglio. Da allora, oltre alla partecipazione annuale in occasione della Fiera, si sono realizzati numerosi scambi tra le scuole primarie delle due città tanto che i giapponesi hanno deciso di dedicare una biblioteca per l’infanzia proprio a Bologna. Un rapporto ufficializzato nel 2005 grazie alla firma di un protocollo di amicizia, al quale sono seguiti scambi in ambito corale e musicale in genere, tra i quali l’esibizione del Teatro Comunale in Giappone nel 2010, oltre a numerosi scambi annuali tra cittadini e famiglie. Sempre nel 2005, un imprenditore di Itabashi ha donato alla nostra città 100 ciliegi come segno di amicizia, piantati in diversi quartieri. Un gesto ricambiato nel 2011, quando in seguito al violento terremoto e tsunami che hanno colpito il Giappone, si sono organizzate sotto le Due Torri due giornate di raccolta fondi con iniziative e spettacoli. Insieme alle risorse sono state inviate 1000 gru di carta, simbolo di pace e speranza.

La municipalità di Itabashi supera i 550 mila abitanti e si trova a nord di Tokyo, che a sua volta ne conta ben 15 milioni. Il Sindaco Sakamoto è appena stato rieletto per la terza volta e come priorità per il nuovo mandato punta sullo sviluppo economico del distretto, dopo anni dedicati al risanamento del bilancio e alle ristrutturazioni post terremoto. Urbanistica e trasporti sono gestiti dal governo metropolitano, che ha realizzato una buona diffusione della rete ferroviaria urbana e della metropolitana già a partire dagli anni ’80. Particolarmente sentita è la necessità di regolare i ciclisti. Quello dei bikers è infatti un fenomeno di recente esplosione. Piste ciclabili e divieti di parcheggio lungo i marciapiedi sono diffusi ovunque, mettendo a dura prova i solitamente disciplinati giapponesi, che evidentemente a cavallo di una bici perdono qualche inibizione (senza esagerare naturalmente). Ecco perché sono in via di realizzazione diffusi centri di ricovero custodito delle biciclette a pagamento, dette velostazioni. A Itabashi la vocazione manifatturiera è forte, così come la presenza del più importante polo ospedaliero universitario di Tokyo dedicato allo studio delle cellule neuronali. Passeggiando lungo la princiaple via commerciale della città, il Sindaco Sakamoto mi introduce all’organizzazione della più lunga strada coperta del Giappone gestita da un consorzio privato di piccoli commercianti. Un alto porticato di vetro lungo circa 800 metri, ricco di botteghe alimentari e artigianali, oggetto di un interessante ricambio generazionale. Un presidio di relazioni sociali e prodotti locali, che la Municipalità intende difende dall’avanzare della grande distribuzione organizzata.

Il primo vero contatto con Itabashi però è un altro e va oltre ogni immaginazione. Accade infatti che in una delle più eleganti e tecnologiche megalopoli del mondo, appena sbarcati dall’aereo proveniente dalla più tranquilla Kanazawa, veniamo catapultati in una scuola elementare gestite dalla Municipalità. A riceverci sono gli insegnanti, in particolare il maestro di musica e la direttrice dei musei di Itabashi, tra le fautrici del primo scambio con la Fiera del libro di Bologna negli anni ’80. Attraverso due ali di bambini festanti muniti di bandierine italiane, facciamo il nostro ingresso togliendoci per prima cosa le scarpe. Giusto il tempo per un sorso di tea freddo e le presentazioni formali, veniamo condotti nella palestra dove 200 bambini tra i 5 e i 10 anni hanno preparato per noi una coreografia degna di un genio come Hayao Miyazaki. Evidentemente si sono preparati a lungo per questo appuntamento, insieme ai loro maestri, per i quali portano affetto e rispetto. Un coro di voci intonano la canzone della scuola, mentre attraversiamo un labirinto disegnato dallo schieramento dei bambini, 200 piccoli giapponesi a denti spianati cantano seguendo la musica di un pianoforte a coda. Alcuni di loro reggono archi formati da piume multicolore sotto i quali dobbiamo sfilare composti, indossando le nostre innocenti ciabatte blu (prestate per l’occasione). Arrivati sul grande palco di legno, il Preside con un gesto ottiene il silenzio e dà il via alla vera e propria cerimonia di accoglienza. Dopo le presentazioni, i bambini ci pongono alcune domande su Bologna. Hanno preparato alcuni lavori che mostrano lo studio fatto sulla nostra città. Poi il maestro di canto racconta del viaggio svolto nel 2010 da un gruppo di loro coetanei venuti in Italia con il coro, insieme a una delegazione di rappresentanti politici e semplici cittadini. Un’esperienza indimenticabile a quanto pare, rappresentata attraverso foto, filmati e una cronistoria a fumetto realizzata per l’occasione da un famoso illustratore. Tutti seduti, i bambini ascoltano in rigoroso silenzio. Sono timidi e immobili. Così quando tocca al mio discorso di rito, non posso resistere alla tentazione. Abbiamo fatto stampare alcune centinaia di cartoline con il brand generato dalle parole “Itabashi is Bologna” che distribuiamo a tutti i bambini, proponendo una foto collettiva. Come il fuoco sulla polvere da sparo. In un attimo si scatenano urlanti e il risultato è quello che vedete qui sotto.


Ricomposta a fatica la coreografia bambinesca, è il momento dei saluti e della visita ai locali della scuola, non prima di avere sorseggiato un altro po’ di tea nell’ufficio del Preside. Sopra di noi campeggiano severe le foto in bianco e nero dei suoi predecessori. Lui appare molto più cordiale e sorridente, come il resto degli insegnati che ci introducono alle attività. Prima l’aula di musica, orgoglio della Scuola. Poi l’aula di informatica e il resto delle aule dove mano a mano scopriamo lo svolgersi della vita quotidiana. Mentre parliamo, sbucano da ogni un angolo gruppi di bambini che ci chiedono l’autografo sulla nostra cartolina. Alla fine del giro le avremo firmate più o meno tutte e anche qualche cappellino.

A Itabashi la popolazione tra 0 e 10 anni è composta da circa nove mila alunni, divisi in 35 scuole gestite direttamente dalla municipalità e 46 private. Per quanto riguarda i nidi il tasso di copertura è al 50%. Il capitolo mense scolastiche è importante e complesso. Ogni scuola ha di fatto un proprio modello gestionale, dove i pasti vengono prodotti in loco o in zona. Le criticità principali sono rappresentate dall’importante calo demografico che sta colpendo il Giappone, insieme a un aumento della domanda di flessibilità nell’offerta dei servizi educativi e scolastici da parte delle famiglie. Il motivo sono i cambiamenti socio-economici che stanno toccando la popolazione. In città il 30% delle persone ha ormai un’età superiore ai 65 anni, mentre la crisi economica, da un lato, e il progressivo aumento della presenza delle donne nel mondo del lavoro premono per una maggiore equità e allargamento dell’offerta. La Municipalità ha così il compito di adeguare la propria programmazione in termini di budget e disponibilità degli spazi. Un capitolo, quello dell’architettura e della progettazione degli spazi pubblici in Giappone di estremo interesse. Un campo largo di sperimentazione e interscambio con l’Italia, come sa bene ad esempio anche Antonella Agnoli, consulente bibliotecaria e autrice del libro Le Piazze del Sapere. Grazie alla traduzione in lingua, qui ha venduto già circa cinquemila copie nel corso dell’ultimo anno. In copertina dell’edizione giapponese una foto della nostra Sala Borsa.

Il Sindaco di Itabashi ha organizzato per noi un grande ricevimento nella sede principale della Municipalità e del Consiglio Comunale. L’edificio è stato appena ristrutturato a seguito dei danni causati dal terribile terremoto del 2011. Con l’occasione è stata realizzata un’amplissima sala di ingresso e una sala mostre che per l’occasione sono stati tutti dedicati a Bologna. Una moto Ducati, una mostra fotografica sul nostro centro storico, un corner riservato al Caffè Segafredo e un allestimento appositamente disegnato dagli illustratori Taro Miura e Agnese Baruzzi per il decennale del gemellaggio. E’ qui che si svolge l’incontro con la cittadinanza e la nostra presentazione da parte del Sindaco Sakamoto alla comunità locale, con tanto di breve sonata di ocarina. Insieme a noi c’è anche l’Ambasciatore italiano in Giappone Domenico Giorgi, da due anni protagonista della promozione della nostra cultura nel paese del Sol Levante. Al di là delle cerimonie, il confronto con Sakamoto è approfondito. Con il Sindaco, accompagnato da un delegazione del Consiglio Comunale e da un gruppo di dirigenti, riprendiamo i motivi della nostra decennale amicizia e decidiamo di aprire un percorso che oltre agli scambi culturali veda un maggiore impegno sul fronte economico e imprenditoriale. Nel mese di luglio prossimo infatti, il Sindaco Sakamoto sarà a Bologna per una tre giorni nel corso della quale avrà modo incontrare sia Virginio Merola che diversi esponenti della nostra città. Il 2016 sarà un anno importante negli scambi con il Giappone. L’Ambasciatore Giorgi si sta prodigando per definire un programma di eventi e iniziative dedicate all’Italia per celebrare il 150’ anniversario delle relazioni diplomatiche. Un momento che ci vedrà presenti con la mostra di Morandi a Kobe e Tokyo, organizzata dal MAMbo presso la Stazione Centrale della capitale. Un’occasione anche per promuovere l’Arte contemporanea italiana e non solamente il Rinascimento.

Prima di arrivare nella capitale, la nostra delegazione si è fermata a Kanazawa per il meeting delle Città Creative UNESCO. Il vertice si svolge ogni anno in una delle città membre del network che nel 2015 hanno raggiunto il numero complessivo di 69. Recentemente, infatti, la selezione da parte dell’UNESCO ha ripreso, con un’infornata di ben 28 nuove città suddivise in diverse categorie. Rappresentative di tutti e cinque i continenti, le città creative sono oggi per importanza il secondo circuito dopo quello delle città patrimonio dell’umanità. In questo caso si tratta del valore ienestimabile e universale di beni materali come ad esempio il Centro Storico di Napoli o la città Vecchia di Gerusalemme, mentre nel primo siamo di fronte a beni immateriali che caratterizzano la vita economica e sociale di una comunità urbana, quali la musica, la gastronomia o il design. La creatività intesa come risultante di una presenza importante e qualificata di professionalità, storia e capacità produttive. Come è noto, nel 2006 a Bologna è stato riconosciuto questo titolo nel campo musicale. La due giorni di Kanazawa si è aperta con un seminario appositamente rivolto ai sindaci e agli operatori di cinque città giapponesi candidate. Un approfondimento dedicato ai casi di Bologna e Montreal, ospiti d’onore e parte della rete.

Kanazawa, ricevimento in onore di Bologna e Montreal

In occasione del IX Congresso Nazionale della UNESCO Creative Cities Network (UCCN) i rappresentanti delle città si sono riuniti per rivedere le iniziative intraprese finalizzate a promuovere il ruolo della creatività nello sviluppo urbano sostenibile e costruire partenariati di punta per il futuro. Per riflettere sullo sviluppo e gli obiettivi strategici di una rete allargata e più equilibrata geograficamente, ma anche per condividere i criteri della selezione futura di altri membri, nonché definire le aree di lavoro della rete per il prossimo anno. Uniche realtà italiane appartenenti al network, oltre alla nostra, sono le città di Fabriano (artigianato) e Torino (Design), mentre si stanno preparando alla candidatura anche Roma (Cinema) e Parma (Gastronomia). In particolare al fianco di quest’ultima, Bologna e l’Emilia-Romagna stanno svolgendo un lavoro di supporto. Il valore strategico del riconoscimento UNESCO Città Creativa sta infatti crescendo, prova ne sia la corsa ormai da tutti i continenti per ottenerlo. Sempre di più i governi locali stanno comprendendo la necessità di dotarsi di politiche integrate di promozione economica e culturale in questa direzione. Al contrario di quanto si possa pensare in un primo momento, nulla di tutto ciò ha attinenza con la sola attrattività turistica.

In conclusione di questo mio lungo post dedicato alla nostra missione in Giappone mi sento di dire questo. Cari colleghi vi consiglio di non ambire al “marchio” Città Creative UNESCO se pensate alla vostra città come un “oggetto” per i turisti. Se siete unicamente interessati a collocare il vostro patrimonio storico su di un piedistallo più alto. Le Città Creative guardano al futuro e in quanto tali si pongono obiettivi da conquistare per il miglioramento delle condizioni di vita e l’affermazione del diritto alla diversità culturale. Centrale dunque è il concetto di collaborazione con la comunità e della città con le sue dotazioni e servizi come fattori abilitanti per la popolazione a fare, esprimersi e vivere. Una visione di Cultura e Creatività fortemente incentrata sulla promozione e la tutela dei diritti umani quindi, sempre di più messi in discussione dalla finanziarizzazione dell’economia e dal crescere delle diseguaglianze. Cause ed effetti ormai palesi nei contesti urbani, dove si radunano nuove povertà, dispersione scolastica, precarietà lavorativa e emergenze abitative. Nelle città di oggi non basta puntare alla crescita per attrarre talenti da fuori, ma occorre avere come priorità il sostegno alla cittadinanza in termini di accesso alla cultura e all’educazione, fattori determinanti nei processi di inclusione sociale e anche di integrazione dei nuovi cittadini.

Di ritorno da questo scambio intenso con il Giappone, ancora una volta ho visto rafforzarsi in me la convinzione che l’investimento sul pubblico della cultura, la partecipazione delle associazioni, delle imprese e delle professionalità creative per il cambiamento in meglio delle condizioni di vita, della qualità ambientale e sociale, oltre che della crescita economica e occupazionale appartengono ad una visione trasversale delle politiche culturali che fanno la differenza tra una visione che resiste alla disgregazione delle comunità locali rafforzandole, ed una visione che si limita alla rappresentazione narcisisitica delle proprie eccellenze. Bologna e Itabashi non sono mai state così vicine.

—————————–

Budget della missione in Giappone: la mia segreteria ha preventivato 2.000 euro, per volo andata e ritorno Bologna – Tokyo – Kanazawa, più soggiorno. Totale effettivamente speso e liquidato: 1.200 euro.

Visita al mercato centrale di Itabashi

Visita al mercato centrale di Itabashi

A cena con il Sindaco di Itabashi, Sakamoto

IMG_2988

Sumo a Kanazawa

IMG_3093

Geisha show a Kanazawa

Con il Sindaco di Kanazawa

Con il Sindaco di Kanazawa

Il benvenuto dello staff di Itabashi

Il benvenuto dello staff di Itabashi


One Comment on “Bologna in Giappone”

  1. […] mostre di New York nel 2008, di Porto Alegre nel 2012 e di Seoul nel 2014. Questa missione segue un lavoro intenso di relazioni tra Bologna e il Giappone promosso all’interno di questo mandat…. […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...