L’Appennino conquista Bologna

Dopo l’Albero di Natale storto che l’anno scorso ha impazzato sui social e dopo la presentazione dell’accordo sulla Via degli Dei (Bologna – Firenze), torno di nuovo sulla promozione dell’Appennino bolognese. Come Assessore al Turismo del Comune capoluogo, ho siglato un’intesa con le Unioni dei Comuni della Montagna, la Città Metropolitana rappresentata dal consigliere Massimo Gnudi e la Regione Emilia-Romagna. Domenica scorsa abbiamo presentato questo nuovo percorso all’Arena del Sole, in collaborazione con il Gal Appennino bolognese, accompagnati dalle esibizioni di Riccardo Tesi e Banditaliana e  dal “Duo Carlo Maver-Dimitri Sillato”. Grazie a questa firma, si è dato vita ad un unico gruppo di lavoro operativo tra tutte le realtà territoriali attraversate dall’Appennino bolognese con l’obiettivo di promuovere la destinazione turistica. Finalmente, l’Appennino conquista Bologna. Non era mai accaduto prima, infatti, che vi fosse la partecipazione di tutti i comuni, imolese compreso, all’interno di un unico contenitore che avesse tale scopo. Dunque ci mettiamo al servizio della Bologna da un milione di abitanti. Si tratta del primo progetto messo in campo dalla neonata Città Metropolitana. Non è un caso che si basi su cultura, turismo e paesaggio. Inoltre, è la dimostrazione che se partiamo dai contenuti e dal lavoro di squadra, è possibile lavorare bene. Abbiamo trovato un metodo ed uno spirito positivi, ora mi auguro che tutti sappiano farne tesoro. Parte di questo tesoro, si chiama Montagna bolognese, una terra straordinaria e piena di risorse, per troppo tempo lontana dai riflettori e dalle attenzioni della politica.

“Il turismo nell’Appennino resta in contrazione, continuando ad essere in difficoltà, ma noi riteniamo che quel pezzo del territorio metropolitano non debba essere considerato a sé stante. Ha potenzialità che vanno colte, 365 giorni all’anno”. Così Daniele Manca, vicesindaco della Città Metropolitana a fine marzo, in occasione della presentazione dei dati 2014 sui flussi turistici. Se la Montagna bolognese ha fornito segni meno nel 2014, il capoluogo è invece protagonista di una crescita annua importante, con una percentuale di stranieri superiore alla media regionale. Naturalmente, questo rafforza l’idea di Bologna come hub al servizio del turismo di tutta la Regione. A maggior ragione dell’Appennino.

Il sogno più concreto che possiamo fare è che presto si affermi un nuovo skyline della nostra città, composto dalle due torri con le montagne innevate alle spalle. Una sfida che Torino ha saputo vincere organizzando le Olimpiadi invernali nel 2006, a seguito delle quali le Alpi sono divenute un elemento identitario e un parte integrante del marketing land. Il nostro Appennino non è solo bello, e non ha solo le Terme o il Corno alle Scale. Non più. Tra le mani abbiamo uno degli ecosistemi naturali e faunistci più preziosi d’Europa, ricco di fascino e di opportunità per gli amanti delle escursioni così come dell’enogastronomia. Un ecosistema vivo a pochi kilometri da un’area urbana tra le meglio collegate del paese. Da sciaotori o amanti del trekking, cosa pensereste se vi dicessi, che a un’ora del Corno alle Scale e dalle alte vie dei Parchi potete comodamente raggiungere un aeroporto che conta ogni anno 6,5 milioni di passeggeri? da visistatori della città, vi sorprenderebbe sapere che a pochi minuti dal centro storico medioevale potreste seguire un sentiero che vi porta sulle tracce di un lupo o di un’aquila, scoprendo antichi borghi e una ferrovia panoramica che attraversa cascate e montagne rocciose?  No, non siamo in Colorado, nè in Arizona.

La visione che dobbiamo applicare non può essere statica nè ridotta. Occorre guardare alla valorizzazione dei contenuti e alle loro potenzialità, rafforzando le connessioni materiali e immateriali con la realtà urbana. L’accessibilità è certamente un motivo importante, così come la tutela e la cura del territorio. Ma dobbiamo andare oltre, investire su un alto profilo di contenuti e di gestione complessiva del sistema paesaggistico e dell’accoglienza, indicando pochi e chiari temi. Non sarà difficile per un turista americano o inglese decidere di visitare il nostro paese o trascorrere qualche giorno nel cuore dell’Italia, tra Firenze e Milano. Vi propongo allora di lavorare sui trasporti ferroviari e l’integrazione con il cicloturismo, sulla filiera agroalimentare, sulla tutela e valorizzazione dell’ecosistema, sull’escursionismo e gli intinerari storico- culturali.

In questo quadro, Bologna capoluogo può svolgere un ruolo molteplice. Per prima cosa può investire la propria tassa di soggiorno sulla destinazione considerando anche l’Appennino parte di essa e incaricando Bologna Welcome a svolgere un ruolo operativo in tal senso. In secondo luogo, Bologna è sia un pubblico che un mercato per la Montagna. Portiamo le immagini, la cultura e il cibo dell’Appennino in città, attraverso i Mercati rionali e contadini, nei ristoranti e nei teatri, tramite programmi ed eventi. Le due torri possono essere in definitiva un acceleratore per progetti imprenditoriali e di comunicazione, la porta di accesso alla dimensione internazionale. Attorno a queste linee vogliamo lavorare, sia mettendo in connessione Aeroporto e Stazione AV, sia integrando l’Appennino nei pacchetti turistici della destinazione Bologna nel suo complesso. Conviene a noi allargare l’offerta dell’esperienza rivolta ai nostri visitatori, conviene alla Montagna. Ecco il perchè di un’alleanza e di una condivisione di interessi, nelle politiche di promozione tanto quanto in quelle strategiche che riguardano l’utilizzo dei Fondi Struttuali Europei.

Ecco spiegato perchè per promuoviamo l’Appennino attraverso una strategia unitaria, per rafforzare il posizionamento del brand turistico del “Sistema Bologna”. Città Metropolitana, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, e le 5 strutture territoriali in cui si articola l’Appennino bolognese – Unione Appennino Bolognese, Unione Alto Reno, Unione dei Comuni Savena Idice, Unione dei Comuni Valli del Reno, del Lavino e del Samoggia, Nuovo Circondario Imolese – a questo scopo hanno sottoscritto un Protocollo e organizzato l’evento pubblico “Destinazione Appennino”, concerti, prodotti tipici, progetti per la promozione dell’area. Come elementi qualificanti della promozione dell’appennino bolognese vengono riconosciuti i temi: “turismo della memoria e della pace, terme e benessere, turismo archeologico, turismo del gusto, la neve ed il turismo sportivo, itinerari e percorsi, giacimenti culturali, vie delle acque.” Viene inoltre riconosciuto “rilevante definire azioni di promozione congiunta con il territorio toscano attraverso accordi di cooperazione istituzionale, anche nel quadro del dialogo in corso tra le due Città Metropolitane”.

Per l’attuazione della strategia di promozione congiunta dell’Appennino bolognese come destinazione turistica, “le parti individuano come strumento operativo il Tavolo dell’Appennino”, di cui insieme agli Enti firmatari del protocollofanno parte : Ascom, Cna, Confesercenti, Appennino Slow, Progetto Vivi Appennino, Bologna Welcome, Stai, UNPLI Comitato Provinciale Di Bologna “Unione Pro Loco”, Strada dei vini e dei sapori Castelli e Ciliegi–Info Sasso, Strada dei vini e dei sapori Appennino Bolognese – Montagnamica, Ente di gestione dei Parchi e delle biodiversità Emilia orientale. Partecipa inoltre ai lavori del Tavolo APT servizi, per favorire sinergie ed integrazioni al programma promozionale annuale di APT, in collaborazione con quello dell’Unione Appennino Verde. “Obiettivo del Tavolo è la realizzazione di azioni congiunte, tese a favorire la promozione e valorizzazione del territorio secondo uno sviluppo sostenibile, attraverso attività culturali, di educazione e di sensibilizzazione ambientale, ricreative, del tempo libero e nell’ambito del benessere. Le attività saranno realizzate con l’attivo coinvolgimento degli Enti territoriali, di tutte le realtà facenti parte del tavolo, delle Associazioni culturali e sportive, degli operatori locali e delle Associazioni di volontariato.”


One Comment on “L’Appennino conquista Bologna”

  1. casavallona scrive:

    E noi ci vogliamo credere…proprio facendo impresa in Appennino sulla scia di cultura, turismo ed eccellenze!


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