Accordo Coop Costruzioni: un passo importante

Si è concluso ieri pomeriggio l’incontro del Tavolo di Salvaguardia del Patrimonio per la crisi della cooperativa di produzione lavoro CoopCostruzioni. Dopo una lunga trattativa, grazie alla mediazione delle Istituzioni è stato raggiunto un accordo che conferma la volontà dell’azienda e dei sindacati di salvaguardare l’occupazione e l’attività produttiva. Istituzioni e organizzazioni sindacali, preso atto che CoopCostruzioni non ritiene ci siano le condizioni organizzative per la proroga del contratto di solidarietà in essere, concordano con l’azienda nell’avviare un percorso di verifica per l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi, compresa la cassa integrazione in deroga. Il Tavolo si è riaggiornato a martedì 24 marzo. Fino a tale giorno le parti si impegnano a non dar corso ad iniziative unilaterali. Nè sciopero nè procedura di mobilità. Si tratta di un passo affatto scontato e importante. Non l’ultimo, però, perchè il lavoro della Regione e del Governo è a questo punto essenziale per permettere al Tavolo di trovare una soluzione adeguata attraverso l’utilizzodi ammoritizzatori adeguati.

All’incontro, erano presenti il Sindaco Virginio Merola, il Vicesindaco della Città Metropolitana Daniele Manca, il sottoscritto in qualità di Assessore del Comune di Bologna. CoopCostruzioni è una storica cooperativa bolognese che, dopo essere stata duramente colpita dalla crisi che investe l’intero settore delle costruzioni, a inizio mese ha manifestato l’intenzione di adottare un piano industriale che prevede una forte riorganizzazione, anche in termini occupazionali. La cooperativa attualmente occupa 463 lavoratori e nei giorni scorsi aveva annunciato che non avrebbe rinnovato il contratto di solidarietà in scadenza il 6 di maggio 2015.

Foto Radio Città del Capo – clicca per audio lavoratori

La crisi che sta colpendo da anni il settore delle costruzioni nel nostro Paese è molto grave, non a caso a più voci sia istituzionali che economiche che sindacali da tempo si chiede lo stato di crisi del settore, delle misure nazionali che possono intervenire per risolvere quello che non è semplicemente un esito di un ciclo economico ma anche la difficoltà di un settore di riuscire a riconvertire la propria capacità produttiva. Se 20 anni fa o anche solo 10 anni fa costruire significava una cosa, è indubbio che oggi e nel futuro è e sarà una cosa completamente diversa. Non è un caso che anche le nostre scelte urbanistiche siano andate in questa direzione, perché se cambia il mercato e il modo di produrre, occorre anche comprendere quale deve essere la priorità della rigenerazione urbana oggi. Noi lo abbiamo detto molto chiaramente anche nelle nostre scelte recenti riguardanti la riqualificazione e del tessuto urbano già costruito.

Non ci risulta al momento che per i cantieri in cui Coop Costruzioni è impegnata vi saranno conseguenze dirette rispetto alle problematiche aziendali che si stanno affrontando. Nel caso del cantiere Ugo Basso e Rizzoli, ricordo che abbiamo un raggruppamento di imprese di cui Coop Costruzioni fa parte, pur non avendo direttamente l’incarico di svolgere l’opera. La responsabilità di quell’intervento è di altri, quindi l’opera andrà avanti nella tempistica del cantiere e gli impegni assunti da capitolato.

Nel caso specifico, dobbiamo riflettere insieme sul fatto che stiamo parlando di una cooperativa di produzione lavoro, dove la proprietà è dei soci e quindi dei lavoratori. Non è un caso che porteranno in assemblea una discussione sui destini dell’azienda. Siamo stati abituati dalle cronache a situazioni nelle quali grandi aziende private che devono chiudere o riconvertire, vendono a fondi internazionali. La testa va altrove e piano piano si arriva alla chiusura della produzione. Società che hanno scopo di lucro, ovviamente, e che decidono con i loro CdA o gli azionisti di chiudere.

Nel caso di Coop Costruzioni, siamo di fronte ad un valore completamente diverso, un rapporto stretto tra capitale e lavoro. In questo caso quando si parla di lavoratori si parla dell’impresa. Garantire la continuità aziendale significa garantire che ci sia il lavoro per i lavoratori domani. Se sopravvive un’impresa di produzione lavoro, qualunque essa sia, significa garantire un futuro occupazionale alle persone che sono dentro quell’azienda e potenzialmente anche a nuovi lavoratori che un domani potrebbero incrociare il destino di quell’azienda che riuscisse a recuperare. Il valore del lavoro è così connaturato all’identità dell’azienda che le cooperative di produzione lavoro sono state protagoniste, nel recente passato, anche di molti episodi di rinascita dopo il fallimento grazie all’autorganizzazione dei lavoratori stessi. Vedi il caso più famoso delle “imprese recuperate” argentine. Ma questa è tutta un’altra storia rispetto alla situazione di Coop Costruzioni.



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