Il mio punto di vista sulla vicenda Arterìa

Foto da profilo Facebook Arterìa

Foto da profilo Facebook Arterìa

Oggi, su Repubblica Bologna, è stata pubblicata una mia lettera in cui esprimo il mio punto di vista sulla vicenda dell’Arterìa. Di seguito il mio intervento.

L’accusa contro il locale Arterìa emersa da un’inchiesta di questo giornale ha suscitato un dibattito a tratti doloroso. In qualità di Assessore al commercio e Vicepresidente della Rete di città Unesco contro il razzismo e la xenofobia, sono intervenuto immediatamente, chiedendo spiegazioni al club accusato di non permettere l’ingresso ad alcune persone di colore. A ‪‎Bologna‬, sostenevo, non ci può essere spazio per alcun atteggiamento di razzismo, auspicando che l’episodio denunciato si potesse chiarire. Nel frattempo, la Procura ha aperto un fascicolo in merito all’accaduto. Dunque, attendendo doverosamente gli esiti dell’indagine sul fatto specifico, sul quale quindi non entrerò, vorrei aggiungere alcune riflessioni di carattere generale. Non dobbiamo sottovalutare quanto è accaduto e il dibattito che ne è scaturito. Sono in discussione i valori fondanti del nostro stare insieme ed è da queste situazioni che si misura la capacità della comunità di mostrare gli anticorpi giusti all’indifferenza. In gioco c’è la dignità di alcune persone che si sono sentite lese nei loro diritti e anche la reputazione dell’Arterìa, un locale che della multiculturalità fa un elemento distintivo.

Per chi lo conosce, l’Arterìa da anni anima le notti bolognesi proponendo attività culturali e musica rivolta a un pubblico di ogni ceto e provenienza. Altri club hanno risolto a priori il proprio rapporto con la diversità, lasciandola fuori dalla porta. Un costo elevato, la promozione di un look esclusivo e il gioco è fatto. L’Arterìa, invece, ha optato per un profilo più popolare e accettato una sfida non da poco, cioè lavorare in un contesto differenziato e multiculturale, con l’obbiettivo di garantire divertimento a tanti giovani ogni sera. Ma l’avere il locale pieno di ragazzi stranieri non è una giustificazione sufficiente di fronte a una o più denunce di discriminazione. Perchè una giustificazione non ci può essere. Basta un episodio per violare la dignità di una persona e se ciò dovesse essere avvenuto, anche solo a causa dell’errore del personale che gestisce la sicurezza, il gestore avrebbe il dovere di riconoscerlo e cambiare registro. In tal caso, l’Amministrazione Comunale offrirebbe per prima cosa tutto il proprio supporto alla vittima o ai testimoni della discriminazione, così come normalmente facciamo con le segnalazioni che riceviamo attraverso la rete territoriale antidiscriminazioni e il numero verde (800901010) gestiti da ASP Città di Bologna.

Da Assessore, poi, farei un passo in più: non chiederei un provvedimento nei confronti del locale prima di avere proposto un percorso volontario di collaborazione. Riconoscere gli errori, fare formazione, impegnarsi per capire la diversità e affrontarla in modo adeguato anche in situazioni di tensione è a mio avviso il modo migliore per chi opera in questi contesti per contribuire alla lotta contro il razzismo e il pregiudizio. Per questo siamo pronti ad accompagnare l’Arterìa e altri locali che si trovassero in situazioni simili e, perchè no, anche i media. Se c’è buona fede e voglia di contribuire a migliorare la nostra convivenza condividendo un progetto e delle misure, noi siamo pronti.  L’ombra della discriminazione si insinua anche laddove non ce lo saremmo mai aspettati, ponendoci forti interrogativi. Quelli per i quali la nostra razionalità pensa di avere tutte le risposte, salvo rimanere spiazzati di fronte all’imprevisto che mette in discussione il nostro quotidiano ordine delle cose. Un conflitto che lacera la comunità in assenza di dialogo e disponibilità all’ascolto.

Qui, invece, l’intervista rilasciata questa mattina a Radio Città del Capo

 


One Comment on “Il mio punto di vista sulla vicenda Arterìa”

  1. Roberto Starace scrive:

    Una posizione equilibrata la sua, Signor Assessore, altrettanto non si può dire della posizione della sua collega Frascaroli, che invitava improvvidamente a un boicottaggio tour court, senza avere (suppongo) mai messo piede all’Arteria e contravvenendo alla pacatezza ed all’obbiettività che una figura istituzionale, di quel tipo, dovrebbe avere. Cordiali saluti


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