Un’idea di sviluppo diversa dal passato

Si fa presto a dire Turismo, ma dietro occorre avere un’idea di sviluppo diversa dal passato. Ho avuto modo di sostenerlo nel corso del mio intervento al convegno che si è tenuto il 9 gennaio scorso alla presenza del Ministro Franceschini. Fino a qualche anno fa affermare che questo settore avrebbe potuto caratterizzare Bologna sembrava un’eresia. Oggi i fatti dicono altro. Soprattutto ci dimostrano che la tutela e la rigenerazione del suolo e dell’ambiente in cui viviamo rappresentano non solamente un valore imporante in sè ma anche un’opportunità. Di più ancora una scelta di campo, che indica una discontinuità con il passato. Infatti, se Bologna ha visto le politiche pubbliche degli ultimi trent’anni concentrarsi eccessivamente sull’urbanistica e le infrastrutture, spesso con motivazioni connesse alla tenuta occupazionale, ebbene non abbiamo quasi più tempo per invertire la rotta. Per farlo servono scelte politiche urbanistiche ferme, ma è necessario anche delineare un’idea alternativa sul dove vogliamo portare la nostra economia. Non solo sul Turismo ovviamente, sapete quanto spesso parlo di manifattura e di tecnologie, ma certamente quella descritta di seguito è una delle rotte che ci mancava e che ora abbiamo intrapreso.

Il Convegno “Cultura e Turismo: l’Emilia-Romagna e il sistema paese” è stato promosso dai Comuni di Bologna e Ferrara. Insieme a me sono intervenuti Massimo Maisto, Vicesindaco del Comune di Ferrara con delega al Turismo, Andrea Gnassi, Sindaco del Comune di Rimini con delega al Turismo, Cristiano Casa, Assessore al Turismo del Comune di Parma, Tommaso Rotella, Assessore al Turismo del Comune di Modena. L’incontro è stato aperto dal Sindaco Virginio Merola e dall’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini e chiuso con la visione di un video sui Portici di Bologna candidati come patrimonio UNESCO. Il Ministro Dario Franceschini ha avuto il compito di concludere. Di seguito la trascrizione del il mio intervento e alcuni video.

“Ringrazio il sindaco Gnassi. Ora, prima di passare la parola al Ministro, permettetemi qualche parola.

Il Sindaco Merola ci ha già introdotto molti dei temi che avremmo discusso oggi, in particolare ha toccato il rapporto che noi in questo momento abbiamo con il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e con il Ministro che ringrazio per aver accettato il nostro invito. Soprattutto con il mio collega Alberto Ronchi sulla Cultura e con il Sindaco, ha avuto modo in questi mesi di lavorare su fronti importantissimi come il Teatro Comunale, l’integrazione del sistema museale, la valorizzazione del nostro patrimonio. In lui abbiamo sempre trovato un interlocutore attento e attivo. Devo anche dire che le città e il Paese hanno visto iniziare una fase nuova, come stava dicendo il Sindaco Gnassi, grazie al decreto Cultura e Turismo e l’ARTbonus che certamente è stato una novità importante, per gli sgravi che sono stati introdotti e perchè finalmente abbiamo una visione su cui lavorare che inverte una tendenza di disinteresse politico per il tema. Mi è capitato di leggere l’intervento che il Ministro ha fatto in Parlamento per replicare ai parlamentari nella fase di approvazione, e vorrei riprendere questa sua citazione di Winston Churchill: “Tutte le volte che sento parlare di crisi mi vengono in mente le bellissime parole con cui Winston Churchill rispose ai generali che all’inizio del secondo conflitto mondiale erano andati a proporgli di fare tagli alla cultura per finanziare lo sforzo bellico. Churchill li guardò, con quel suo sorriso, e disse «e allora per che cosa combattiamo»?”.

Credo che il luogo in cui ci troviamo oggi (Sala dello Stabat Mater, Archiginnasio) ci racconti molto di Bologna, dell’Emilia-Romagna e dell’Italia. Certamente il turismo deve essere un’industria e un prodotto, ma credo sia necessario per noi partire soprattutto da alcune scelte politiche di fondo, che anche nella nostra città rivendichiamo. Per prima cosa, non tagliare sulla Cultura, ma aumentare gli investimenti. Alla Regione Emilia-Romagna abbiamo chiesto questo e il Presidente Bonaccini si è impegnato, così come l’Assessore Mezzetti, che è stato confermato. Credo sarà un punto importante, anche se difficile da mantenere perchè conosciamo tutti le condizioni del bilancio degli Enti Locali e delle Regioni. Noi, con l’introduzione della tassa di soggiorno, abbiamo garantito questo tipo di impostazione e continueremo a farlo, pur sapendo che sarà complicato.

Il secondo fattore importante è quello che già Gnassi citava: scegliamo un modello di sviluppo differente. Nella nostra area metropolitana, in questi giorni, stiamo vivendo un dibattito abbastanza acceso sulle questioni urbanistiche. Se dovessimo descrivere la visione dello sviluppo che noi (a sinistra) abbiamo tradizionalmente avuto nel territorio bolognese, negli ultimi trent’anni, ci ricorderemmo di avere parlato molto di urbanistica, aver avuto molte discussioni sul cemento, ma poche sulla manifattura, ahimè, poche sulla cultura e sul turismo. Noto invece che da qualche settimana abbiamo iniziato a voltare pagina e, anche con le deleghe che il Sindaco Merola darà a livello metropolitano, si avvierà una discussione diversa. I contenuti che noi oggi mettiamo sul tavolo, sono contenuti che danno seguito a questa visione. Questi non sono due argomenti scollegati. Diciamo stop al consumo di suolo e diciamo rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio culturale e sosteniamo l’ampliamento della nostra capacità produttiva iniziando a investire su una politica per il turismo e la cultura. Stiamo cambiando una parte della nostra idea di sviluppo e, da questo punto di vista, riconosciamo che le città hanno un ruolo fondamentale, politico innanzitutto, ma anche economico. Noi ci stiamo dirigendo in questa direzione.

La regione ER ricopre un ruolo importante non solo sulla riforma della legge 7, ma per tutte le altre politiche di valorizzazione del territorio, di difesa del suolo, di valorizzazione del patrimonio culturale, di promozione dell’impresa, sull’innovazione, sulla digitalizzazione e le infrastrutture materiali e immateriali. I fondi strutturali che stiamo discutendo possono essere un ambito fondamentale e dobbiamo aprire una fase nuova di confronto come territorio e come aree urbane. Se le aree urbane devono essere la spina dorsale di alcuni piani industriali del nostro Paese, come ci siamo detti, quando parliamo di fondi strutturali dobbiamo partire da alcune scelte strategiche: non più risorse a pioggia, ma alcuni chiari e prioritari investimenti che facciano fare un salto all’economia e alle comunità.

turismo_articolo

A partire da ciò, negli ultimi tre anni a Bologna abbiamo fatto un percorso, che partiva da una mancanza evidente delle politiche di promozione turistica. La nostra città non è mai stata considerata città turistica. Bologna ha un’Università e un patrimonio culturale molto importanti (colgo l’occasione per ringraziare i molti rappresentanti delle istituzionali culturali presenti) abbiamo avuto la Fiera come polo fondamentale; noi non ci siamo mai raccontati nè gli altri non ci hanno mai raccontato come un polo di attrazione turistica. Il Comune investiva, fino a 3 anni fa, meno di 300.000€ l’anno sul fronte del turismo. Ovviamente, la Provincia e la Regione hanno sempre avuto un ruolo in questo ambito, ma il Comune di Bologna non aveva mai giocato questa carta. Da allora, grazie anche all’introduzione della tassa di soggiorno, abbiamo fatto la scelta di dedicare un terzo della tassa alla promozione turistica. Da allora, almeno un milione di euro l’anno. Ci siamo riscoperti città turistica. Certamente non siamo Firenze, non siamo Venezia, ma l’ambito leisure sta diventando interessante per la nostra economia, non solo perchè i cittadini iniziano a riconoscere volti stranieri nel centro storico, ma perchè i dati ce lo dicono: ogni anno cresciamo del 5%, gli stranieri al 16%, la maggioranza americani, quindi non turisti che arrivano con le rotte low-cost. Un punto da sfatare: per un po’ si è detto che Bologna stava vivendo un incremento delle presenze e degli arrivi grazie all’aeroporto e soprattutto grazie alle compagnie low-cost. Ecco, certamente grazie all’Aeroporto di Bologna, grazie all’Alta Velocità, ma non solo grazie alle compagnie low-cost, altrimenti non avremmo deciso di quotare in borsa il nostro Aeroporto, perchè avremmo avuto un’impostazione molto debole. Al contrario abbiamo un Aeroporto forte, perchè per almeno metà degli arrivi abbiamo compagnie di bandiera e rotte importanti a livello internazionale, con grandi capacità di crescita e di attrattività. A questi turisti noi non offriamo la stessa proposta di Firenze o Venezia. Offriamo prevalentemente autenticità ed esperienza. Un’esperienza da cittadini. Crediamo di dover investire non sulla partecipazione a fiere all’estero, mettendoci in fila insieme alle tante etichette e sigle che vanno a promuoversi, ma sull’organizzazione e riorganizzazione dei contenuti della nostra città.

Per questo, l’anno scorso, abbiamo deciso di avviare una selezione per individuare un’unica realtà che potesse curare l’accoglienza e la promozione di Bologna a livello metropolitano. Abbiamo deciso di investire, come Comune e Camera di Commercio, 4,2 milioni di euro per i prossimi tre anni, e proprio ieri sera la commissione di selezione del progetto di “Promozione destinazione Bologna” ha assegnato a uno dei partecipanti la vittoria per il progetto presentato, noi riteniamo molto importante. Bologna Welcome è il nome della società vincitrice: privata, partecipata da tante realtà del nostro territorio, tutte le associazioni economiche, ma anche importanti partnership del mondo culturale, imprenditoriale e che vede all’interno del progetto che è stato presentato, che verrà presentato nei prossimi giorni insieme ai vincitori, altre partnership con la città di Modena, con la Romagna, con Ferrara, con Imola. Quindi una scelta progettuale significativa che integra e riduce le frammentazioni. Tre anni fa avevamo almeno 20 tra associazioni, club di prodotto, realtà che competevano con il Comune per il reperimento di risorse in Regione o da altre fonti, per raccontare Bologna. Oggi ne abbiamo una sola, che non ha il compito di aver l’esclusiva ma di essere al servizio di Bologna, delle sue realtà economiche e del resto della regione. Gli indirizzi del bando erano molto chiari, con obiettivi di crescita nell’attrattività del turismo e di superamento di alcune difficoltà. Ad esempio Bologna è una città che viene visitata mediamente per 2,5 giorni ed è nella nostra convenienza riuscire a lavorare con Rimini, con Modena, con Ferrara e con Parma; perchè noi abbiamo bisogno di accrescere i nostri contenuti. È una nostra convenienza lavorare con il resto del tessuto metropolitano.

Quale altra città può vantare un territorio con il Corno alle Scale, l’Appennino, il cicloturismo, il patrimonio culturale che noi abbiamo nel centro storico, il Teatro Comunale, e le realtà che investono nelle esperienze della città, dalle guide al turismo digitale. Quali altri territori possono raccontare meglio il Made in Italy nel settore manifatturiero. Certamente tante altre realtà italiane, perchè tutte le città italiane sono straordinarie, ma il punto è che noi non ci eravamo mai posti questo come obiettivo strutturale. Da oggi noi voltiamo pagina e con questo bando, questo investimento importante di risorse pubbliche e risorse private, noi iniziamo questo percorso mettendoci a disposizione, come ci ha raccontato il Sindaco, della Regione e di quello che il Governo vorrà fare anche utilizzando i contenuti che noi avremo riorganizzato, come Bologna e come altre città della regione, facendo di alcuni nostri punti di merito le leve della promozione: la cultura, il contemporaneo e l’ambito musicale, dove abbiamo il riconoscimento come Città della Musica UNESCO, la gastronomia.

E qui permettetemi di soffermarmi un momento perchè su questo abbiamo lanciato un progetto che si chiama “City of Food is Bologna”, come sapete il 12 gennaio partiranno i cantieri del progetto Fabbrica Italiana Contadina, un progetto che grazie a EatalyWorld e a tanti altri investitori che siamo riusciti ad attirare in questi mesi di lavoro, rilancerà sicuramente il made in italy nell’ambito del cibo in tutto il mondo. È un progetto che non realizziamo appositamente per EXPO 2015. Dobbiamo cogliere quella occasione e fare politiche e investimenti che durino nel tempo. Non possiamo limitarci all’effimero nè raccontare Bologna come è stata raccontata fino ad oggi. Vorrei riuscissimo a superare lo streotirpo del tortellino e del ragù, vorrei che riuscissimo a parlare degli imprenditori e degli artigiani che ci sono dietro, vorrei riuscissimo a parlare della tradizione culturale e storica dietro all’identità della nostra città e vorrei riuscissimo a raccontare come siamo riusciti ad attirare oltre 100 milioni di euro di investimenti per un progetto come FICO. Perchè siamo affidabili, perchè abbiamo poca burocrazia, perchè se uno deve scegliere un luogo dove investire in Italia l’Emilia-Romagna e Bologna hanno credibilità. Mi interessa più questo che raccontare il nome degli chef, che pure sono professionalità importanti, o la qualità del cibo che si andrà a mangiare che è certamente fondamentale e dovrà essere impeccabile. Mi piacerebbe raccontare questa storia di successo, perchè dietro a questo noi riusciremo a dare forza al nostro turismo, ma anche alla capacità di rappresentare il nostro paese nel mondo.

E poi la candidatura dei portici UNESCO. Adesso vedremo un video, l’abbiamo preparato con alcuni materiali del nostro lavoro. Su questo il Ministero ci sta dando una mano così come sta supportando le altre città che si stanno candidando per il Patrimonio dell’Umanità, e anche per questo voglio ringraziare il Ministro Franceschini e tutti i suoi collaboratori. Noi intendiamo andarae avanti per vincere, ma soprattutto per avere con noi la città. Bologna deve essere una città collaborativa, deve saper coinvolgere i suoi cittadini su tanti fronti, quello del turismo e della cultura è uno. Abbiamo convinto 7.000 cittadini a donare per il restauro del portico di San Luca, raccogliendo oltre 300.000€, ora vogliamo convincere altrettante imprese e soggetti a partecipare con noi a questa candidatura. 42 km di portici sono un patrimonio di cui prendersi cura e ciò significa che la città deve amarsi di più. Di questi solo una piccola parte è di proprietà del Comune, dell’Università e della Diocesi. La gran parte sono privati. Sembrerà banale, ma convicere le persone a prendersi cura di quello che hanno sottocasa è la cosa più difficile del mondo quando si amministra. Se noi riuscissimo in questi anni grazie alla candidatura a ottenere il risultato che questi portici vengano ristrutturati, manutenuti e puliti, che attorno a questi portici nascano nuove attività artigianali e nuove attività culturali, noi avremmo convinto non solo il mondo che il nostro è un bene universale, ma avremmo fatto soprattutto un ottimo lavoro per Bologna. Oggi consegnamo il video al Ministro Franceschini, lo faremo vedere a voi, continueremo a candidarci sperando di vincere, ma siamo sicuri che anche solo avere effettuato il percorso sarà già stato un grande risultato, che sarà valsa la pena compiere.

Voglio concludere nuovamente ringraziando le persone che sono qui e le tante che non sono riuscite a entrare. La promozione della destinazione è un grande progetto di comunità. Sono convinto che anche i workshop che avremo oggi pomeriggio sul turismo digitale e sull’Appennino daranno prova di questo.

Dal 1° gennaio siamo Città Metropolitana. Il Comune di Bologna mette queste risorse e questo cammino a disposizione di tutto il territorio. Confido che insieme riusciremo a ottenere il risultato di creare nuova occupazione e di essere più orgogliosi di quello che siamo e che possiamo raccontare di noi.”


2 commenti on “Un’idea di sviluppo diversa dal passato”

  1. […] nuovo punto informazioni turistiche si apre una nuova era per la promozione della nostra città. Se nei primi quattro anni di mandato, infatti, abbiamo lavorato per creare una politica e strumenti ded…, i prossimi saranno dedicati prioritariamente ad innalzare la qualità dei servizi […]

  2. […] Uso questa espressione non a caso. Nei prossimi mesi apriremo il cantiere della ‘Destinazione Bologna metropolitana’ a seguito dell’approvazione della nuova Legge Regionale sul turismo e ci confronteremo […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...