Bolognina: eppur si muove

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Prima della firma del patto

Il programma ConVivere Bolognina continua, dopo l’ordinanza in materia di sicurezza urbana per contrastare l’abuso di alcol e il degrado in zona, firmata l’11 novembre dal Sindaco Virginio Merola. A questo proposito, da allora, abbiamo già effettuato 70 controlli presso negozi, tra i quali 25 sono stati sanzionati. Ma è soprattutto questo il dato più significativo: 20 attività commerciali etniche hanno rinunciato alla vendita di alcol in assoluto, potendo così rimanere aperte oltre le ore 21. Come ci siamo sempre detti, la nostra azione non si limita alle ordinanze ed è per questo che abbiamo strutturato il programma ConVivere, disegnato con la partecipazione di comitati di residenti e commercianti, in collaborazione con il Quartiere Navile e l’Urban Center. Oggi si è svolta la firma ufficiale del patto che dà il via a questo nuovo percorso, alla presenza del Sindaco Merola, Daniele Ara presidente del quartiere Navile, Enrico Postacchini Presidente Ascom Bologna, il presidente dell’ACER Claudio Felicani, i presidenti di alcune associazioni di cittadini attive sul territorio (Casaralta Che Si Muove, i Colori del Navile, il Progetto Bolognina e il Comitato Bolognina 2000) e associazioni culturali (Comunità Eritrea dell’Emilia Romagna e Associazione culturale cinese Asso-Min). In qualità di Assessore al Commercio, due settimane fa ho effettuato un sopralluogo con la Polizia Municipale per chiudere la mappatura su gli interventi più urgenti condivisi con i commercianti della zona. Seguirò personalmente l’avvio di Convivere Bolognina e anche per questo, nei primi mesi, ho deciso di spostare un giorno alla settimana il mio ufficio nella sede comunale Liber Paradisus di via Fiorvanti.

Il patto firmato oggi coinvolge tutti i soggetti che si sono impegnati nel percorso per costruire la “Bolognina immaginata”, seguendo le visioni e le azioni che sono scritte nero su bianco. Di patti di collaborazione ne abbiamo firmati tanti, ma questo è particolarmente rilevante: sicuramente perchè coinvolge un’ampia area, vede la collaborazione di un alto numero di attori (Comune, quartiere, commercianti, cittadini, ACER) e prevede un programma di azioni articolato e specifico, ma anche perchè la Bolognina non è periferia, ma una ex area industriale e produttiva che sta assumendo una nuova centralità urbana e che sarà uno dei punti chiave dello sviluppo futuro di Bologna.

In Bolognina sono già state progettate e attivate numerose attività legate alla sua rigenerazione e rivitalizzazione, a partire da ACER che si occupa della pulizia dei muri, poi il cablaggio dell’area con la Banda Larga (ormai concluso) e il conseguente rifacimento dei marciapiedi, iniziato da via Tibaldi. Per il 2015, ci sono la filoviarizzazione di Piazza dell’Unità e i lavori alla pensilina Nervi e all’ex Mercato, oltre al Piano città finanziato dal Ministero e il progetto di rinnovamento dell’illuminazione pubblica con la posa dei lampioni a led. Oltre agli aspetti urbanistici, stiamo intervenendo per la valorizzazione commerciale dell’area, in modo particolare attraverso il riutilizzo di spazi privati lasciati vuoti. Per integrare le diverse anime ed etnie presenti in Bolognina, indipendentemente dalla loro provenienza o nazionalità, abbiamo individuato un team che si occupa di mediazione culturale, così come richiesto dai commercianti italiani presenti nell’area. Infine, grazie alla riorganizzazione del corpo, il nucleo di Polizia Municipale presente in quartiere sarà raddoppiato arrivando a 45 unità.

La Bolognina è il quartiere del futuro. Attrarrà abitanti, attività commerciali e turisti. Se non ci credete, basta aspettare l’inaugurazione del nuovo ingresso della Stazione Centrale che dà su via Carracci per vedere quali cambiamenti comporterà. Oppure, andate a trovare Giancarlo Morisi, l’albergatore dell’Hotel il Guercino e fatevi raccontare cosa sta facendo per riqualificare via Serra, quella strada che si annuncia come una delle prossime sorprese gastronomiche e commerciali della città. Io ci credo. Pubblica amministrazione, cittadini e commercianti che insieme collaborano e danno risposte concrete rappresentano il miglior antidoto possibile al degrado e la garanzia di un percorso di rivitalizzazione e convivenza. Non più imposto dall’alto, ma cercato e pensato direttamente da chi quella realtà la vive quotidianamente.

 



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