Perchè scommettere sulla Cultura Tecnica. Noi.

logoSi è aperto questa mattina a Palazzo d’Accursio il Festival della Cultura Tecnica: da oggi al 15 dicembre un programma di eventi darà modo a studenti, futuri studenti, famiglie e cittadini di toccare con mano quale ricchezza si celi dietro la capacità di saper fare e creare. Ideata in seno al Piano Strategico Metropolitano con il contributo importante della Provincia e della Camera di Commercio di Bologna, l’iniziativa si propone di evidenziare un punto: la cultura tecnica è un elemento fondamentale per lo sviluppo economico del nostro territorio. Promuovere e incentivare la cultura tecnica non significa semplicemente investire sugli istituti tecnici. Non è questo, o meglio, non solo. L’ambizione che dobbiamo avere è quella di sostenere un paradigma nuovo nell’educazione e nella formazione. Dalla più giovane età fino alle più alte specializzazioni post laurea, la cultura tecnica è un patrimonio comune, un sapere che dobbiamo rendere accessibile a tutti. Questo è soprattutto un messaggio per il Governo e per il futuro Presidente della Regione. Essere una regione guida per l’Italia, significa che qui dobbiamo sperimentare le nuove politiche per l’energia, l’ambiente, la salute, l’economia digitale, l’industria e la formazione. Perchè ciò accada, la via Emilia deve ritrovare una sua forza industriale ed educativa. La missione dell’Emilia è portare l’Italia a riflettere su questo, perchè senza sviluppo e senza un’idea di lavoro come forza motrice del paese, l’Italia non migliorerà mai. Sarà condannata alla sua eterna coazione a ripetere. Infatti, senza capacità produttiva non c’è libertà, non ci sono diritti, non c’è spazio politico, non c’è democrazia. I giovani, le donne, i migranti, gli “over 50”, la classe media sono sempre di più legate a filo doppio da questo fattore.

Uno dei punti di forza riconosciuti del territorio bolognese è la presenza Festa della Cultura Tecnica - i ragazzi al lavorodi un settore manifatturiero diffuso, qualificato sui temi della innovazione e competitivo sui mercati esteri. La meccanica continua a essere la componente più vitale, ma sono presenti altri settori. Questa realtà si è consolidata anche grazie alla scelta di promuovere la formazione dei quadri tecnici, determinando la base per lo sviluppo delle aziende e, per un lungo periodo, anche il bacino di costruzione di nuova imprenditoria. In questo il Comune di Bologna vanta il primato di avere fondato e gestito le Aldini Valeriani. Il processo di passaggio di questa scuola, e del Sirani, allo Stato è in via di completamento, ma alla conclusione della gestione diretta comunale non deve corrispondere il venire meno della presenza della nostra Amministrazione nelle politiche di formazione delle risorse umane per l’economia territoriale. Lo stesso vale per l’insieme delle scuole e degli istituti che si occupano di questo fronte, a mio avviso anzi, dell’intera filiera formativa territoriale.

Perchè?

Per prima cosa, una Scuola è buona se il territorio in cui è immersa se ne fa carico. I tempi dell’economia non sono compatibili con la rigida impostazione basata unicamente sui programmi ministeriali nazionali (quelli italiani in primis). Occorre, che la permebilità dei programmi, dei contenuti didattici e soprattutto delle esperienze pratiche che accompagnano i ragazzi siano a contatto costante con la sensibilità del mondo del lavoro. Dico di più: con la frontiera del futuro cioè con i bisogni dell’economia di domani, per la quale i giovani debbono essere formati. Noi in Emilia lo sappiamo bene: per un rilancio produttivo serve un politica industriale che scommetta in primo luogo sul rinascimento del settore manifatturiero e sulla filiera della formazione. Inoltre, i nuovi modelli di competitività per le imprese del nostro paese possono nascere tanto dall’innovazione tecnologica quanto da quella sociale, trainata dal valore aggiunto che la qualità e la coesione del territorio sanno offirire al pari delle sue relazioni internazionali. L’Emilia-Romagna gode di una solida reputazione a livello europeo sul fronte delle politiche economiche e del lavoro, un successo caratterizzato dal legame tra sviluppo e affermazione dei diritti dei lavoratori. Una virtù che rischia di essere una trappola, senza un rilancio che guardi appunto ad un nuovo orizzonte.

Per rimanere sulla mappa del mondo, non possiamo accontentarci dei livelli raggiunti ma occorre spingere per la creazione di nuove economie, nuovi mercati e nuove opportunità di lavoro. A questo proposito, io credo nella necessità di avere una pubblica amministrazione forte e competente, che sappia investire al pari delle imprese nei settori chiave per il futuro. Per superare il paradigma dell’austerità a ogni costo e rendere competitivo il nostro paese nel suo complesso, l’unica via è investire nella collaborazione tra pubblico e privato, a partire dai campi della formazione e della ricerca. Tali politiche non riguardano solo la promozione e la salvaguardia della ricchezza delle persone, ma coinvolgono i diritti individuali e l’equilibrio sociale. Il peso e l’esperienza del Comune posso essere decisivi in questo campo. Dunque, la Pubblica Amministrazione non deve arretrare ma svolgere un ruolo di guida dell’innovazione, piuttosto che un freno.

Festival della Cultura Tecnica -  ragazzi ed espositoriA Bologna e in Emilia, recenti e importanti investimenti confermano l’attrattività del nostro territorio, ma esistono punti critici da risolvere. Il principale è il mismatch fra domanda e offerta di lavoro (come dimostra purtroppo il fallimento del progetto europeo e nazionale dedicato alla Garanzia giovani). C’è, come ovunque, un problema di ritardo e inefficaci nell’orientamento. Abbiamo un’ampia disoccupazione e al contempo risultano introvabili figure tecniche decisive per le imprese; in particolare mancano tecnici intermedi per la produzione, la cui formazione corrisponde a quella di un istituto tecnico quinquennale, meglio se perfezionato con corsi post diploma. Nonostante venga lamentata l’incapacità della scuola di mantenere gli standard necessari, al momento appare essere più grave il problema dei numeri rispetto a quello della qualità. I giovani e le famiglie non si orientano agli studi tecnici, mentre la presenza di ragazzi e ragazze nati da famiglie non italiane sostiene numericamente quei percorsi. Di per sè questo non sarebbe un problema, ma di fatto è un segnale della necessità di correggere un’impostazione evidentemente ghettizzante di cui conosciamo bene le cause.

Nel nostro paese e anche a Bologna, permane un pregiudizio verso la cultura tecnica, vista ancora, nonostante viviamo immersi nelle tecnologie più sorprendenti, semplicemente come dato operativo e non di potenza di pensiero. Chi ambisce all’approfondimento, alla riflessione, deve rivolgersi a studi umanistici. Non è facile, e non sarà breve il processo di modifica di questa impostazione che, purtroppo è stata alla base del riordini della Scuola Superiore condotta dal ministro Gelmini. Un colpo durissimo alla cultura tecnica, aggravato dal fatto che Confindustria nazionale alla fine ha ceduto su tutta la linea. Si tratta ora, nei territori più forti, e Bologna lo è, di partire con iniziative di ripresa di fatti positivamente orientati alla affermazione del valore della tecnica nonchè all’allargamento dei programmi di orientamento fin dalla più giovane età. Del resto sono già presenti realtà che si muovono in quella direzione, esiste una sensibilità positiva fra le aziende, soprattutto le maggiori, grazie in larga parte al lavoro del Museo del Patrimonio Industriale, che ha portato a rivalutare le soggettività imprenditoriali non solo in termini economici e tecnologici, ma sempre più anche sociali. Per questo sono stati creati e realizzati  musei, ricostruzioni storiche, mostre, conservazioni documentali, che vanno nella direzione prima indicata.

Festival della Cultura Tecnica: taglio del nastro

Il taglio del nastro al Festival della Cultura tecnica con il Sindaco Merola

Alla luce di queste riflessioni, in ambito metropolitano penso che il nostro Comune debba proporsi come soggetto che opera per rafforzare la presenza della cultura tecnica in “ogni ordine e grado” ma soprattutto nella comunità e nella sensibilità dell’opinione pubblica. Senza assumere in alcun modo ruoli di arroganza rispetto ad altri, ma per censire le esperienze, divulgare materiali, proporsi come facilitatore di accordi fra soggetti, raccogliere esperienze in atto in altri territori, contribuire a fare incontrare soggetti che necessitano di finanziamenti con altri disponibili a sponsorizzare e così via. Si tratta di una decisione politica strategica. È arrivato il momento di fare un passo avanti.

Anche per tutti questi motivi (come qui ricorda il Sole 24 ore) abbiamo sostenuto la nascita del Festival della Cultura Tecnica, promosso da Provincia e Comune di Bologna, con il contributo della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, che vede coinvolti i nove Istituti Tecnici dell’area manifatturiera presenti sul territorio metropolitano e una lunga la lista dei partner (Aster, CNA Bologna, Fondazione Golinelli, Fondazione ITS Maker, Gender Community, Museo Civico del Patrimonio Industriale, Sportello Orientamento & Lavoro, MIUR Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Unindustria Bologna) e decine di aziende manifatturiere, come le big della packaging valley – Ima, Marchesini Group, Gd – e quelle della motor valley, da Ducati a Maserati.

Se dovessi giocare i miei 10 cents nel percorso di consultazione del Governo “La buona Scuola”, opterei per tutto questo.


2 commenti on “Perchè scommettere sulla Cultura Tecnica. Noi.”

  1. […] investire per dare un futuro ai nostri figli, ai loro talenti e alle loro imprese. Nel corso di questi quattro anni di mandato ho cercato ripetutamente di trovare la via giusta per spingere in alt…, ricercando nuove forme di collaborazione tra il mondo scolastico, quello imprenditoriale e gli […]

  2. […] investire per dare un futuro ai nostri figli, ai loro talenti e alle loro imprese. Nel corso di questi quattro anni di mandato ho cercato ripetutamente di trovare la via giusta per spingere in alt…, ricercando nuove forme di collaborazione tra il mondo scolastico, quello imprenditoriale e gli […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...