Servizi di mobilità intelligenti per le comunità solari

Da settembre, quattro veicoli elettrici da trasporto saranno impiegati per la distribuzione delle merci in particolare nella zona a traffico limitato del centro storico di Bologna: si parte con il Mercato delle Erbe, che sarà rifornito in modalità collettiva dai furgoni elettrici. I mezzi partiranno da CAAB utilizzando l’energia pulita prodotta dall’impianto fotovoltaico edificato sul Centro agroalimentare di Bologna, il più grande su tetto in Europa (100.000 mq , 10.500 kWp e una produzione energetica di 11.350.000 kWh/anno). Si tratta di 43.700 pannelli  assemblati per alimentare le attività interne al CAAB e produrre un surplus di energia capace di alimentare attività esterne. I furgoni verranno affiancati da biciclette elettriche a pedalata assistita grazie a un prototipo di nuova concezione, risultato della ricerca del coordinamento MovingSun realizzata all’Università di Bologna. Il nuovo sistema di ricarica è un vero e proprio distributore di batterie per biciclette, sviluppato dalla Logital in collaborazione con Technovo. Il prototipo realizza il concetto di “Swap & Go”, ovvero la modalità di scambio veloce che consente di aumentare l’autonomia nell’uso dei mezzi elettrici, di abbattere i costi dell’acquisto della bici elettrica – la batteria non si compra, si scambia – e di utilizzare le batterie per immagazzinare l’energia fotovoltaica nel momento in cui questa viene prodotta, migliorando così l’efficienza del sistema integrato smart mobility – smart energy. Fondamentale nel progetto, sarà l’intergrazione delle comunità solari bolognesi che da alcuni anni si  stanno diffondendo nell’area metropolitana.

L’ambizione di MovingSun è quella di cogliere sfide centrali nel futuro della città e traguardi che vadano al di là del trasporto delle merci nell’ultimo miglio, obiettivo iniziale del primo progetto City Logistic, per estendersi a nuovi servizi sostenibili per le imprese e i cittadini grazie anche all’integrazione nelle Comunità Solari Locali dell’area metropolitana. Diventa fondamentale quindi lo sviluppo di infrastrutture urbane per garantire la rete di supporto alla mobilità elettrica in totale sicurezza. In questa direzione è al vaglio il possibile utilizzo delle stazioni metropolitane FER come base per gli Urban Hub, delle vere e proprie stazioni di servizio elettriche. Tutto all’insegna della partnership pubblico privato e del coinvolgimento della cittadinanza attiva.

Con questo progetto sperimentale, prende il via un percorso di coinvolgimento delle Comunità Solari Locali. La Comunità Solare Locale è un’associazione di cittadini e imprese che, con la partecipazione diretta, intende contribuire ad accrescere la consapevolezza del cittadino nei confronti del ruolo attivo che ciascun individuo può avere per cambiare il futuro energetico del proprio territorio, svolgendo azioni concrete per incidere sulla pianificazione energetica locale. Le Comunità Solari Locali nascono nel 2011, grazie al progetto pilota  Sistema Integrato di Gestione dell’Energia (SIGE), promosso dall’Università di Bologna e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna, che ha visto come comune capofila Casalecchio di Reno e che si è poi esteso anche ad altri comuni dell’hinterland bolognese (Sasso Marconi, Medicina, San Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia, Zola Predosa, Castel San Pietro Terme e Mordano). Il SIGE prevedeva la realizzazione di Comunità Solari Locali, attraverso piattaforme fotovoltaiche comunali e impianti solari termici promossi dal Comune. Fra i principi base dell’iniziativa vi è una maggiore ridistribuzione delle risorse finanziarie, al fine di favorire le azioni concertate e promosse dalla comunità, uscendo quindi dalla logica dell’energia vista come mero investimento.

Il progetto intende promuovere una nuova visione della gestione energetica, in cui l’energia diventa un bene comunitario e come tale accessibile a tutti. In questo senso, l’integrazione con i servizi di mobilità delle merci e delle persone risulta molto innovativo. Per prima cosa, perchè si rivolge ad una comunità di utenti. I membri della comunità solare sono infatti utenti di servizi, come tali usufruiranno dello scambio di batterie. Ma non solo di quello. Una bici con batteria è abilitata ad offrire servizi intelligenti. Quali? può certamente avere istallato un carica batteria per smartphone, può essere guidata con un’app o può installare dei sensori ambientali. Una bici smart può montare un antifurto intelligente ed essere geolocalizzata. Le potenzialità sono molte e se i prototipi che verranno testati a settembre dovessero avere successo, gli svilluppi saranno molteplici. La frontiera di internet delle cose ha aperto di fatto la scena a nuovi modelli di business, a nuovi servizi per le persone e le imprese. Le città che sapranno aggregare massa critica di utenti, promuovere comunità locali e cooperazione saranno le prime in grado di mettere a terra questo potenziale di innovazione. Le tecnologie sono già disponibili, quello che manca è l’organizzazione del servizio, la sostenibilità dei modelli di business e l’aggregazione di utenza. Parole non nuove per la tradizione emiliana. Cosa aspettiamo?

 

 



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