Manifesto metropolitano dell’innovazione #Sun14

Here Comes the #SUN… i candidati Sindaci del PD ieri pomeriggio hanno firmato il “Manifesto Metropolitano dell’Innovazione” nel corso di un barcamp realizzato a San Lazzaro, con la partecipazione di tanti cittadini e imprenditori. Quattro i temi centrali nel manifesto: rinascimento della manifattura e promozione della cultura tecnica, diritti digitali, imprenditorialità e beni comuni. Si è trattato, a tutti gli effetti, della prima iniziativa politica del PD metropolitano e dei suoi amministratori. Parte ora il viaggio del manifesto per raccogliere adesioni e promuovere nuovi incontri.

15 maggio 2014 – San Lazzaro di Savena – Città Metropolitana di Bologna

Manifesto metropolitano dell’innovazione sociale: un’alleanza per il futuro della manifattura, del lavoro, del digitale e dei beni comuni. Per tornare a crescere.

Nell’area metropolitana di Bologna vivono 1.000.000 di persone con quasi 100.000 imprese  e decine di migliaia di cittadini bolognesi che si attivano per un territorio migliore.

Per essere protagonisti nella sfida del cambiamento che interessa tutta l’Europa, e per crescere nuovamente, bisogna iniziare a correre partendo da questi dati, tutti assieme. Ma è necessaria una nuova visione di politica economica metropolitana per la competitività territoriale, anche in discontinuità con alcune scelte del passato.

La rivoluzione è già in atto e sta trasformando radicalmente il mondo del lavoro, il modo di fare impresa, l’organizzazione della pubblica amministrazione, la vita sociale e relazionale di tutti. La politica nella sua azione amministrativa non può essere un ostacolo, e non può e non deve accontentarsi di stare a guardare.

La politica deve facilitare, abilitare e sostenere il processo di transizione che sta avvenendo nella produzione di beni e servizi e nella gestione condivisa dei beni comuni.

L’area metropolitana deve investire, con impegni concreti e misurabili, sull’innovazione sociale. Intendendola come un’innovazione a prova di futuro, in grado di valorizzare il sapere e le capacità che risiedono nella sua periferia al pari di quelle presenti al centro e far esprimere le relazioni della nostra comunità.

Vogliamo correre avanti, senza lasciare indietro nessuno, perché il valore della nostra azione è strettamente legato alla sua capacità di essere pervasiva. Per questo la crescita può solo essere inclusiva e partecipata, insieme a cittadine e cittadini metropolitani ed alle categorie produttive, perché tutti devono essere pronti a raccogliere la sfida del cambiamento ed aprirsi al confronto con altre realtà a livello europeo ed internazionale.

I Sindaci e le candidate ed i candidati Sindaco del PD s’impegnano ad assumere questi impegni con la comunità dell’area metropolitana bolognese, sottoscrivendo cinque punti programmatici che riassumono un nuovo modello di sviluppo territoriale:

1. Rinascimento della manifattura e promozione della cultura tecnica

L’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e l’Emilia-Romagna ne rappresenta ancora un cuore pulsante. “Rinascimento della manifattura italiana” significa battersi in primo luogo per la promozione della cultura tecnica e per l’educazione, per un futuro industriale e non speculativo, per un territorio competitivo e attrattivo a livello internazionale. Bologna metropolitana dovrà orientare i prossimi fondi strutturali europei 2014-2020 su questa priorità e presentare un programma dedicato alla collaborazione tra Scuole, Imprese e Pubblica amministrazione, a partire dalla valorizzazione di una rete di luoghi e di competenze già esistenti su tutto il territorio metropolitano.

2. Partecipazione e diritti di cittadinanza digitale

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le loro nuove forme d’uso hanno ri-definito le pratiche sociali più tradizionali. Le modalità di comunicazione, collaborazione professionale, iniziativa imprenditoriale, e non da ultimo di confronto politico e concertazione, sono state profondamente cambiate dal web e dalle pratiche dell’innovazione sociale. Non si può più pensare di amministrare senza praticare forme strutturate di partecipazione senza essere in grado di intercettare e comprendere i fenomeni di cambiamento e innovazione che sono già in atto nella società. Contemporaneamente vanno affermati e garantiti veri e propri diritti digitali per i cittadini metropolitani che devono essere presenti in tutti gli statuti dei Comuni della città metropolitana.

3.  Infrastrutturazione digitale del territorio

Per garantire l’accesso alla rete Internet a tutte le abitazioni del territorio, alle scuole e alle imprese, dobbiamo intervenire nelle zone non coperte da banda larga nonchè avviare e sperimentare soluzioni di banda ultra larga. Le imprese, eccellenze del made in Italy, senza un’ adeguata disponibilità di rete e tecnologie perderanno la sfida della globalizzazione. I più giovani, e non solo, rischiano di essere impreparati.  La Città Metropolitana deve dotarsi di un modello di formazione ed inclusione per la diffusione delle infrastrutture digitali.

4. Promozione e sostegno dell’imprenditoria

Orientamento e formazione al lavoro, sostegno all’autoimpiego e all’imprenditorialità, innovazione e internazializzazione: per far tornare a crescere il territorio metropolitano, è necessario uno sforzo dedicato al lavoro. La disuccupazione giovanile ha indici di crescita preoccupanti e sono necessari incentivi e misure pubbliche, in accordo con Regione e Centri per l’impiego, agenzie formative accreditate ma anche terzo settore, associazioni datoriali e sindacati. Le imprese devono avere supporti per innovare e internazionalizzare; possono essere un nodo per l’innovazione sociale, con un attivismo diffuso in grado di moltiplicare energie e iniziative al servizio del miglioramento territoriale. Spazi collaborativi e di contaminazione, come coworking, living lab e  fab lab, sempre più diffusi, possono essere luoghi ideali per far incontrare domanda e offerta, per fare formazione e innovazione, per recuperare competenze che rischiano di essere dimenticate e per trovare nuovi modi di fare impresa, creando ponti col futuro.

5.  Gestione condivisa dei beni comuni

Governare assieme ai cittadini: sono decine di migliaia i cittadini che quotidinamente, nelle forme più diverse, esprimono forme di cittadinanza attiva, risolvendo problemi assieme alla Pubblica Ammnistrazione. Dalla gestione delle emergenze sanitarie, alla cura di spazi verdi, da progetti di collaborazione con le scuole, al recupero del nostro patrimonio storico: esiste un altro modo di fare governo ma è necessario eliminare gli ostacoli, per facilitare i cittadini attivi e snellire la burocrazia. E’ necessario un nuovo modello di governo, nuove forme di coordinamento e collaborazione orizzontale, per aumentare le capacità di azione della collettività che si mobilita, creando nuovi ruoli e relazioni tra gli attori coinvolti. Bologna metropolitana ha i numeri per porre e diffondere un modelli condivisi di gestione del territorio.

La platea del barcamp a San Lazzaro



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