Bologna ultra broadband: al via 40mila unità immobiliari

L’Agenda Digitale di Bologna compie un decisivo passo in avanto con l’accordo firmato oggi tra il Comune e la società Metroweb. Questa mattina, infatti, il Sindaco Merola insieme al Presidente di Metroweb e Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini hanno presentato i contenuti dell’intesa che candida la nostra città ad essere una delle prime in Italia dotata di un’infrastruttura in fibra ottica super veloce. Nelle prossime settimane verranno effettuate le gare per assegnare i lavori e partiranno i cantieri per realizzare la cabalatura di 40mila unità immobiliari, alla velcità di 100megabit [FTTH Fiber-To-The-Home]. L’accordo prevede l’avvio di un primo intervento che consentirà la copertura di almeno il 20% della popolazione bolognese, con un investimento da parte di Metroweb pari a 15 milioni di euro. Il progetto è definito sperimentale poichè, per le sue caratteristiche, introduce molte novità relative alle modalità di collaborazione tra pubblica amministrazione e operatori privati, nononchè in relazione all’organizzazione dei lavori di progettazione e scavo.  L’intrevento consentirà la creazione di un’infrastruttura che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati ad offrire servizi sul territorio.

Franco Bassanini e Virginio Merola

La rete a banda ultra larga sarà un nuovo asset strategico che potrà conferire competitività al sistema territoriale. Inoltre, si auspica che la sperimentazione, avviata in tre aree della città, possa essere estesa all’intera area metropolitana. I quartieri interessati in questa prima fase saranno Navile, San Donato, Santo Stefano e Savena. La banda ultralarga arriverà finalmente nelle residenze e nelle imprese della città e si parte dalle zone più popolari. Abbiamo scelto queste zone non solo per le caratteristiche urbanistiche, ma anche perché diverse start-up vi stanno prendendo sede accanto ai numerosi insediamenti produttivi già esistenti. Dopo la realizzazione della banda larga per gli edifici pubblici e le scuole, a Bologna l’ultra broadband arriva anche a casa e nelle imprese. Ora tocca al Governo Renzi fare la sua parte per il resto del paese. Noi ci siamo e abbiamo battuto un colpo. Nelle prossime settimane, insieme ad altri operatori privati presenteremo ulteriori accordi per investimenti dedicati sempre al cablaggio cittadino e entro il 2016 contiamo di avere raggiunto gli obiettivi di copertura digitale europea per tutto il territorio urbano.

Il Comune di Bologna ha avuto e avrà il ruolo di facilitatore dei processi di realizzazione. Sarà messo a disposizione uno strumento innovativo: il Catasto Elettronico del Sottosuolo, un database contenente il censimento delle infrastrutture tecnologiche esistenti e idonee per il progetto, che consentirà la contrazione di tempi e costi per la realizzazione delle opere. L’utilizzo di cavidotti esistenti ridurrà la quantità complessiva degli scavi, l’impiego di tecniche di posa non invasive limiterà i disagi per la cittadinanza, in accordo con il decreto del 1° ottobre 2013 del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di “Specifiche tecniche nelle operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle infrastrutture stradali”. L’adozione della piattaforma tecnologica per il catasto delle reti ha anticipato, di fatto, quanto previsto nel Decreto “Destinazione Italia”, recentemente emanato dal Parlamento Italiano. La realizzazione di reti a banda ultra larga rappresenta oggi l’infrastruttura necessaria per garantire comunicazioni veloci, così come per i trasporti lo sviluppo della infrastruttura autostradale.

L’Agenda Digitale Europea, e l’Agenda Digitale Italiana, riconoscono che la realizzazione di infrastrutture di rete a banda ultra larga è una componente strutturale funzionale allo sviluppo sociale ed economico del Paese e nelle direttive dell’Agenda Digitale è prevista la disponibilità di una connettività internet a 30 Mbps al 100 per cento dei cittadini e a 100 Mbps al 50 per cento della popolazione entro il 2020.

 
Con la costante evoluzione e lo spostamento della comunicazione nel 21 ° secolo, a livello globale i servizi a banda larga si stanno diffondendo. Negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento di dieci volte del numero di abbonati alla fibra. Nel 2012, questo numero aveva superato le 600 milioni di unità nel mondo. Il valore sociale della banda ultra larga ha iniziato a manifestarsi. Nei paesi a basso e medio reddito, si calcola che ogni aumento del 10% della penetrazione della banda comporti circa un +1,38% di crescita del PIL. In termini di promozione dell’occupazione, ogni nuovo posto di lavorocorrelato alla banda comporta un +2,5-4% in opportunità di lavoro dirette. Mentre il mondo si muove rapidamente verso un’economia basata su Internet, dai servizi tradizionali come le banche e le assicurazioni a nuovi settori quali la vendita al dettaglio on-line , dalla produzione industriale alla fornitura di energia, l’ICT è sempre più visto come una fonte di crescita sostenibile e inclusiva. Tuttavia, come ci ricorda la Commissario Neelie Kroes, l’Europa manca ancora di un vero mercato unico delle comunicazioni elettroniche. L’Unione è frammentata in mercati nazionali distinti e di conseguenza l’Europa sta perdendo terreno su una delle sue principali fonti di crescita.

A questo proposito, la Commissione europea aveva accolto le conclusioni del Consiglio europeo di primavera del 2013, che chiedeva misure volte a creare un mercato unico delle telecomunicazioni il più presto possibile. Dopo tre anni di consultazioni, l’11 settembre 2013 è stato adottato un pacchetto legislativo per un “Connected Continent”. Purtroppo, il 19 novembre, il Parlamento europeo ha però pubblicato la relazione della commissione ITRE per quanto riguarda il regolamento proposto da Neelie Kroes con una una sorta di contro proposta che rivede in modo sostanziale l’attuale quadro per le comunicazioni elettroniche. Il Parlamento ha proposto di eliminare la maggior parte delle proposte e di rinviare ad una riforma ad hoc dopo le elezioni del 2014 (grazie Inno Genna per questo ultimo aggiornamento).


2 commenti on “Bologna ultra broadband: al via 40mila unità immobiliari”

  1. Ermanno Tarozzi scrive:

    Reblogged this on etarozzi.

  2. […] Dopo l’accordo con Metroweb, questa mattina abbiamo siglato un’intesa tra il Comune e Fastweb per il completamento della rete in fibra ottica che porterà la banda ultralarga in tutte le zone della città. Entro il mese di agosto 2014, oltre il 90% delle famiglie e delle imprese bolognesi potranno navigare in Internet con velocità vicine ai 100Mbps in download e 10 Mbps in upload, parliamo di 200 mila famiglie e 43 mila imprese. Il protocollo firmato prevede investimenti per 23 milioni di euro sul territorio e iniziative congiunte per favorire la cultura digitale e l’implementazione di nuovi servizi digitali da parte della Pubblica amministrazione. Così Bologna sta per diventare la prima città in Italia a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale europea. Già in questi mesi, infatti, i cittadini potranno accedere ai servizi della banda direttamente dal loro appartamento. […]


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