Working Capital apre a Bologna

9Working Capital è benvenuto a Bologna … Il primo tweet, o messaggio per chi è a digiuno di social network, l’assessore Matteo Lepore lo invia alle 11 di mattina: «Salvomizzi benvenuto a Bologna con il nuovo progetto in via Oberdan… ho letto la tua intervista (sul Carlino, ndr), quando vuoi mi farebbe piacere vederci». La risposta di Salvo Mizzi (video), fondatore di ‘Working capital’, il progetto sull’imprenditoria digitale firmato Telecom che nascerà in via Oberdan, non si fa attendere: «Grazie Matteo! Ci organizziamo, #wcap proudly bolognese adesso». Tradotto: il progetto di Telecom è orgogliosamente bolognese.

Assessore, Telecom aprirà un grande incubatore per aziende in via Oberdan, cosa ne pensa?
«Un’altra ottima notizia, un’altra grande impresa che decide di investire a Bologna, conferma dell’attrattività della nostra città. In questo caso non solo un’impresa come Telecom che sbarca in città, ma addirittura uno spazio di incubazione».
Sappiamo che lei e il fondatore del progetto di Telecom vi siete sentiti. Cosa vi siete detti?
«Ci siamo sentiti su twitter e ci vedremo nei prossimi giorni».
Cosa potrà fare il Comune per favorire questo spazio?
«Il mio primo intento è riunire le diverse funzioni economiche in un settore unico dedicato allo sviluppo. Abbiamo già incontrato alcune aziende del manifatturiero e dei servizi: è nato un gruppo di lavoro che nel 2014 produrrà proposte su cui sia l’amministrazione sia le aziende si impegneranno»
Obiettivi?
«La prima cosa sarà favorire l’occupazione giovanile».
E in che modo?
«Da una parte serve un Job act come quello di Renzi, che garantisca un reddito minimo a chi non è occupato. A livello locale bisogna accelerare i tempi di ingresso nel lavoro: lavorare sull’apprendistato. Soprattutto sul fronte scuole-filiere produttive».
Ma concretamente cosa può fare l’amministrazione?
«Favorire la nascita di luoghi dentro imprese, scuole e spazi pubblici dove chi fa imprese, chi studia e chi è creativo possa trovarsi e lavorare insieme, condividendo macchinari per costruire assieme dei progetti. Così si accelera la formazione».
Lei pensa a spazi simili al co-working?
«In questo caso si parla piuttosto dei ‘fablab’ (fabbriche digitali), dove sia i cittadini sia i ricercatori sia gli imprenditori trovino computer e strumentazioni disponibili a basso costo d’accesso. Come ad esempio le stampanti digitali».
A Bologna non ce ne sono?
«A Bologna non c’è, l’unico spazio simile è il laboratorio delle Aldini Valeriani. Lì c’è uno scrigno che va aperto alla città: ne stiamo parlando».
Salvo Mizzi ha detto che, al contrario della Regione, il Comune non si è fatto sentire riguardo al nuovo incubatore d’aziende che aprirà in via Oberdan… Come mai?
«Le deleghe economiche sono in capo alla Regione, ci si rivolge al Comune solo per le autorizzazioni. Ma dovremo sempre di più dialogare con gli imprenditori, per costruire veri progetti».

di Saverio Migliari – Il Resto del Carlino Bologna



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...