Restituite il panificio alla città

Dopo alcuni anni di tira e molla, questo Natale i 35 lavoratori del pastificio Corticella a Bologna rischiano di vedere messa la parola fine al loro futuro lavorativo in azienda. La Newlat ha consegnato le lettere di licenziamento e, secondo lavoratori e sindacati, sono a rischio anche altri 11 posti di lavoro a Bologna perche’ il mulino vicino all’ex panificio e pastificio, sempre gestito dell’azienda ha i giorni contati. Il 24 dicembre mattina, una ventina di lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia e partecipare al presidio organizzato dai sindacati che li rappresentano (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil) davanti al cancelli della Corticella. “Siamo arrivati al dunque– si legge in un comunicato Flai-Cgil- dopo due anni di promesse e aria fritta in attesa di un progetto produttivo alternativo, Newlat ha deciso di investire in Germania e lasciare a piedi i lavoratori di Bologna“. Un’accusa, quest’ultima, su cui anche il Comune ha deciso di prendere posizione. Siamo al punto di non ritorno. L’impresa non può pensare di relazionarsi col nostro territorio in questo modo, che speculativo è dire poco. Dopo avere utilizzato risorse del territorio, se proprio se ne vuole andare da Bologna l’azienda regali il pastificio al Comune, che ci pensiamo noi a riqualificarlo insieme ai lavoratori e ai cittadini.

Ho seguito questa vicenda per il Comune ai tavoli di salvaguardia in Provincia e Regione, dove la Newlat ha interpretato, ormai possiamo dire così, un copione teso tutto a guadagnare tempo per arrivare indenne al licenziamento dei lavoratori. Sono venuti ben due volte in Commissione Consiliare Lavoro per richiedere l’aiuto delle istituzioni e dei sindacati, chiedendo di cogestire la crisi aziendale. Ogni volta, nuove promesse relative alla riqualificazione dello stabilimento bolognese. Prima volevano rifare il pastificio per salvare i posti di lavoro, un’altra volta hanno presentato un mega piano industriale per portare in Emilia un nuovo stabilimento e, negli ultimi mesi, il tutto si era trasformato in un progetto alberghiero sempre nello stesso sito. E’ chiaro che la Newlat e la Corticella (rispettivamente la società che gestisce la produzione e la società propietaria dell’immobile) hanno inscenato un balletto per prendere in giro istituzioni e lavoratori. Ora non vorrei che oltre al danno occupazionale, qualcuno pensasse di realizzare pure delle villette sul fiume.

L’intervista alla sindacalista Flai CGIL, Donatella Zilioli realizzata da Radio Città del capo.

La mia intervista a Radio città del Capo – 27 dicembre 2013.


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