Brand Bologna: identità creativa che genera cittadinanza

Il nuovo brand della città di Bologna è stato presentato il 18 dicembre e ha fatto esplodere opinioni contrastanti, parole di fuoco e parole d’approvazione. Chi si aspettava un classico logo è rimasto deluso. Ideato dai designer Matteo Bartoli e Michele Pastore, il progetto vincitore apre una nuova strada nella comunicazione della città ed è destinato a mettere in discussione l’immagine di Bologna per come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Il sistema proposto si basa sull’invenzione di un alfabeto, dove ad ogni lettera corrisponde un segno. Secondo la giuria, i progettisti hanno interpretato al meglio il brief allegato al bando. Loro sono riusciti a presentare un progetto che punta sulla partecipazione e la creatività delle persone. Il brand digitale genera simboli e colori che si modellano sulla base delle parole scelte dagli utenti di un’applicazione web, lasciando la libertà ad ognuno di esprimere ciò che ritene più rappresentativo. Occorre rispondere a una semplice domanda: “Qual è il tuo simbolo di Bologna?scrivi una parola per creare il tuo logo”. Accanto all’imagine, il payoff “…è Bologna“. Nella prima settimana, migliaia di persone hanno visitato la pagina http://ebologna.it, dove è pubblicata una versione beta dell’applicazione. Oltre 9 mila parole sono state generate con 45mila visitatori unici fino ad ora, raccogliendo pensieri, emozioni, tentativi e invettive di chi ha accettato la sfida. Dall’algoritmo del brand si generano racconti. Un linguaggio, un codice aperto, questo è Bologna per noi, per i cittadini, i viaggiatori, gli studenti, per generazioni differenti che si succedono e si tramandano un racconto di una città in continua mutazione, dove ogni 5 anni cambia un quarto della popolazione. A quale identità fa riferimento la città contemporanea quando le chiavi del racconto sono esclusiva del passato? L’identità fissa e musealizzata non può che perdere di senso a causa dello scorrere delle generazioni e il flusso demografico degli abitanti. E così, laddove immaginavamo appartenenza, improvvisamente, scopriamo sempre più spesso emarginazione (…inoltre, tra un anno Bologna sarà metropolitana e coprirà un territorio da 1 milione di abitanti). Dunque, la città è in realtà il prodotto di ciò che pensiamo, sperimentiamo, dei nostri percorsi di vita e l’idea di aprire a questa dimensione attraverso l’utilizzo di un nuovo alfabeto comune è a mio parere affascinante. Il progetto “E’ Bologna” è prima di tutto un invito rivolto a noi stessi, a riflettere su quello che siamo e vorremmo essere. Un invito a creare ed essere protagonisti, a guardare avanti non indietro, senza per questo strappare le nostre radici. Il progetto del brand non insegue l’estetica, ma ricerca bellezza nell’intelligenza civica. Per questo, la prosecuzione del cammino sarà tracciata da una scrittura condivisa generata tramite l’utilizzo della rete.

Tutti i progetti presentati al concorso internazionale saranno ospitati presso la Sala Borsa, in una mostra che rimarrà dal 18 dicembre al 31 gennaio, mentre la declinazione effettiva del novo progetto di branding bolognese avverrà a partire dalla primavera 2014. Nelle prossime settimane, si passerà da un’idea progettuale, allo sviluppo di una strategia di utilizzo complessa che aiuterà la città e tutti gli attori territoriali a calarsi nel nuovo racconto di Bologna.

Il Corriere di Bologna – Intervista, Lepore: “Una scommessa piacerà”

“Un gioco e poi cosa resta?” – Il Resto del Carlino, Valerio Baroncini

“Bologna ha un nuovo brand per affrontare il terzo millennio” – Dammi il tiro, Fernando Pellerano (Il Corriere)

Il Post – Il nuovo logo di Bologna, Gianni Sinni

“Come si devono raccontare le città” – Wired.it, Simona Regina

“Va caricato di significati” – Il Resto del Carlino, intervista a Philippe Daverio

“La città ha bisogno di essere conosciuta nel mondo” Realpost.it

I video dei loghi in concorso

Bologna_City_Branding_infografica


4 commenti on “Brand Bologna: identità creativa che genera cittadinanza”

  1. Ermanno Tarozzi scrive:

    Il concorso ha dato un ottimo risultato. Il tempo darà ragione agli ideatori e all’amministrazione . In bocca al lupo

  2. claudio malaguti scrive:

    Caro Matteo, come avevo previsto e anticipato in un mio commento precedente al corriere della sera sei riuscito a fare un’ operazione di cominicazione inutile, ma allo stesso tempo hai coinvolto un po di persone.
    Vorrei scrivere (secondo il nuovo concetto del logo di bologna) la mia frase
    “…. rusco.. è bologna” per vederne il marchio che ne esce. Un cassonetto?
    Tipica espressione locale che rappresenta l’idiozia dei nostri amministratori.
    Cosa ce ne facciamo del 2 millesimo logo della città di bologna se poi non siamo in grado di valorizzarla ed esportarla per attrarre investimenti e turismo?
    Il logo scelto fa forse marca?
    Hai mai visto che nike cambia il logo ad ogni scarpa? Come tu dici siamo in una città in evoluzione dove il 25% dei cittadini muta ogni lustro (5 anni), ma la città e i suoi amministratori come mai non sono al passo con il mutamento demografico?
    Quale valore ha avuto la nostra comunità dalla mostra, dall’iniziativa, e soprattutto dal marchio?
    Quanti anni sono che abbiamo la stazione da finire? E la sopra elevata per l’aereoporto a che punto è? E il rispetto delle normative di sicurezza delle scuole sono avanti di 5 anni?
    E così possiamo andare avanti per giorni a scrivere quanto poco sia evoluta la città negli ultimi 20 anni.
    Morale a chi serve e perchè serve un marchio per bologna soprattutto probabilmente copiato da un grafico russo?
    A bologna ci sono un sacco di professionisti di comunicazione capaci e disponibili ad aiutare la propria città con elementi giusti per valorizzarla senza bisogno di spendere soldi che potrebbero poi essere investiti in mezzi per valorizzare e diffondere la conoscenza dei veri cvaloori della nostra città. E ne abbiamo veramente molti
    A presto

  3. Matteo scrive:

    Caro Claudio, domani alle 17 (sabato 25) presso l’Urban Center ci sarà un incontro dove presentermo lo stato dell’arte… magari ne possiamo parlare… non sono d’accordo su quello che dici, anche perchè abbiamo fatto un concorso internazionale per selezionare il progetti e i progetti bolognesi sono stati molti … ma alla fine il risultato è stato evidentemente palese… credo che il progetto vincitore sia originale.

  4. […] è stata importante anche per presentare la prima vera applicazione a livello internazionale del logo generativo della città, frutto del concorso Bologna City Branding. Ultimamente, si fa un gran parlare del settore agroalimentare. Non è solo per la moda televisiva […]


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