Seul: il racconto della missione di Bologna

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Mattarello per tirare la sfoglia… design bolognese in regalo per mr. Baik

New York “if can make it there, i’ll make it anywhere” cantavano Frank Sinatra e Liza Minelli. Forse è stato davvero così per l’interesse internazionale suscitato attorno a Giorgio Morandi. Dopo l’esposizione al MET di New York nel 2008, infatti, il pittore bolognese è definitivamente entrato nel circuito dei più importanti musei del mondo. Ne ho avuto conferma all’incontro con il direttore del NAMOC di Pechino e recentemente nel corso della missione a Seul. Qui, insieme al Sindaco Merola e a una delegazione cittadina, abbiamo incontato il direttore dell’Istituto di Cultura e l’Ambasciatore italiano in Corea del Sud dai quali abbiamo ricevuto la notizia che aspettavamo: il National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul ha inserito nella programmazione 2014 una mostra dedicata. La raffinantezza e l’espressività di Morandi affascinano ed è strarodinario apprendere quanto questo artista sia rconosciuto, tanto da rappresentare un ponte verso la cultura asiatica. Ritornati a Bologna, ora abbiamo il compito di lavorare intensamente per dare il meglio al progetto Morandi di Pechino e di Seul, promuovendo l’identità e l’economia del nostro territorio nelle due capitali. Se New York ha dettato i trend degli ultimi decenni in fatto di cultura e consumi, infatti, i prossimi anni vedranno provenire da questa parte del mondo le nuove tendenze globali. Un processo già in corso che sfida il made in Italy e la leadership dello stile italiano a livello internazionale, ma che, allo stesso tempo, offre opportunità da affrontare con spirito pionieristico. Una di queste si chiama Giorgio Morandi e sta capitando a Bologna. Di seguito il racconto della nostra missione a Seul toccando gli altri temi.

firma accordo

Park e Merola insieme

Bologna e Seul sono due città innovative e attrattive. Entrambe stanno scommettendo molto sul coinvolgimento dei cittadini e sull’economia sociale per gestire i propri sistemi urbani. Seul guarda alla nostra tradizione nel campo dei servizi e della sussidiarietà, noi guardiamo a Seul per l’applicazione delle tecnologie avanzate alla vita quotidiana delle persone. Ora lavoreremo insieme per unire questi aspetti. Per il made in Italy e le nostre imprese questa relazione speciale con la Corea rappresenta un’ottima opportunità. Anche per questo lavoreremo con la Farnesina e le istituzioni economiche locali“. Con questa dichiarazione del 6 novembre, il Sindaco di Bologna rende nota la firma di un accordo con il Sindaco di Seul. I due si sono incontrati ufficialmente martedì 5 novembre, in apertura del primo Global Social Economy Forum 2013. L’alleanza tra le due città suggella una lunga tradizione di rapporti economici ed istituzionali, in preparazione del 2014 quando Italia e Corea saranno impegnate nel celebrare il 130′ anniversario delle relazioni bilaterali fra i due Paesi, anche in vista dell’Expo 2015 che si svolgerà a Milano.

Imprese

L’incontro con le imprese a Seul

La delegazione bolognese guidata da Merola è partita il 3 novembre con la partecipazione mia, dell’Assessore Regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi e, su invito dei coreani per prendere parte ai workshop del forum, alla presenza di alcuni rappresentanti di Legacoop e accademici. Abbiamo colto l’occasione di Seul per valorizzare al massimo la nostra presenza e toccare vari aspetti delle relazioni culturali ed economiche. Il primo appuntamento nell’agenda è la visita alla residenza dell’Ambasciatore italiano in Corea del Sud Sergio Mercuri, dove incontriamo alcune delle principali aziende bolognesi presenti nella capitale: Coesia, Fabbri, Furla, Lamborghini, Marposs, Sacmi e Segrafredo. La provincia di Bologna è la prima in Emilia-Romagna per esportazioni nel paese, mentre l’export regionale ha raggiunto 1,2 miliardi di euro nel 2012 (circa il 35% del totale dell’export italiano verso la Corea del Sud). Il confronto è incentrato sulle crescenti opportunità del made in Italy in territorio coreano e sull’importanza delle relazioni bilaterali. La selezione del nuovo Brand di Bologna riceve come immaginavamo la disponibilità a collaborare da parte delle eccellenze imprenditoriali presenti, con le quali potranno essere sviluppate iniziative congiunte.

Merola e Park

Park regala a Merola un peperoncino coltivato nel suo orto bio da ufficio

Subito dopo l’appuntamento con le imprese, arriva il momento della visita all’ufficio del Sindaco Park Won Soon e la firma del protocollo di cooperazione. Park ci riceve con ospitalità all’ottavo piano della City Hall, un edificio dal layout curioso e spettacolare. Si tratta di un grattacielo di vetro completato nel 2012, la cui enorme architettura a forma di onda sovrasta il vecchio municipio eretto nel corso dell’occupazione giapponese, da cui il gagliardo soprannome di “tsunami coreano”. In realtà, la nuova sede comunale si propone come uno spazio pubblico aperto alla comunità, attrezzato con ogni tipo di tecnologia. Gli interni dello tsunami sono davvero suggestivi e futuristici ma, nonostante questo, l’opera ha diviso l’opinione pubblica sul giudizio estetico e funzionale. Pare che i dipendenti soffrano di disturbi dovuti alla mancanza di finestre e alla cattiva distribuzione degli spazi (…tutto il mondo è paese).

big ear

Il grande orecchio rivolto ai cittadini – media civico?

Il Sindaco di Seul è un leader comunque molto apprezzato dalla popolazione e, a quanto pare, potrebbe anche competere alle prossime elezioni per la presidenza della repubblica. Nel frattempo, ha deciso di caratterizzare il proprio mandato e la sua ricandidatura locale sulla costruzione di una politica di welfare innovativa, basata sulla creazione di nuova occupazione per la fasce sociali medio-basse. Progressista e all’opposizione del governo nazionale, il movimento politico di Park ripone molta fiducia nella forma cooperativa e in particolare nel modello emiliano. Imprese di comunità, ong, fondazioni, cooperative e altri attori sociali rappresentano per un gruppo nutrito di sindaci coreani progressisti un ecosistema attorno al quale proporre leggi ed iniziative. Il loro obiettivo è dare forza ai diritti e all’empowerment degli individui, moltiplicando le relazioni e il peso del capitale sociale territoriale. Bologna e Montreal sono i modelli di riferimento a cui si ispirano e che studiano da anni. Nell’ufficio del Sindaco ovunque si trovano tracce del suo messaggio simbolico: un orecchio che ascolta (“l’ascolto è leadership“), un muro pieno di post-it che risportano le domande dei cittadini, un piccolo orto bio da ufficio dove coltiva peperoni e altri ortaggi, pile di documenti accatastate con precisione estrema.

Seul declaration

Il panel dei relatori e la dichiarazione finale

Le giornate successive sono dedicate al Global Forum, aperto da un keynote speech del Sindaco di Bologna. Merola sottolinea in particolare la visione di economia sociale che nella nostra tradizione ha permesso di garantire un welfare universalistico per tutti, facendo perno sulla compartecipazione e autogestione dei servizi da parte dei cittadini. Una buona crescita è soprattutto una crescita del benessere delle persone, l’aumento del prodotto interno lordo non basta ad evitare povertà e disuguaglianze. Generi, generazioni e genti sono i soggetti tematici che formano oggi la pluralità contraddittoria della nostra vita urbana. Essi sono i protagonisti da promuovere per colmare il divario tra la promessa della città come spazio di libertà e di lavoro, in opposizione alla città dove la libertà e il lavoro rischiano di perdere significato e dignità. “Questa è la sfida che oggi il pensiero democratico è chiamato ad affrontare, di fronte al rischio di mettere in discussione la possibilità di una vita democratica autentica per le comunità“. Noi riteniamo che ciò possa fondarsi anche su un’idea forte di economia sociale, sperimentando percorsi. La creazione di nuova cooperazione, così come di altre forme di impresa sociale rientrano in pieno in questa idea attuale e in controtendenza con il pensiero unico che ha guidato l’economia globale fino ad oggi. Una bella sfida questa anche per Seul, che oggi si trova al sesto posto nel mondo tra le aree urbane più competitive, ma al 120 esimo tra 180 paesi in una ricerca sulla felicità dei cittadini condotta da una fondazione giapponese, citata dal Sindaco Park. Il Global Forum si conclude con la firma della dichiarazione di Seul e la nascita di una rete globale di città, regioni, ong e fondi di venture capital per il sociale che si impegnano a promuovere, ognuno nei rispettivi ruoli, scambi e formazione per affermare i principi dell’economia sociale.

Il saluto digitale preparato da Samsung per il Sindaco di Bologna nel maxischermo del Samsung delight, 2 mila visitatori al giorno.

Concluso il Global Forum, i nostri impegni non sono finiti. Il 7 novembre, visitiamo la Seul Design Foundation, il Dongdaemun Design Plaza & Park e il Dipartimento di design strategy della Samsung. Tre visite dedicate alla promozione di sinergie nel campo delle industrie ireative e dell’Ict. Entrambe le città infatti sono membre del network Unesco delle Città creative, Seul per il design e Bologna per la musica. Il punto su cui stiamo lavorando insieme è la trasversalità della creatività e l’incidenza della stessa sulla manifattura tradizionale. La storia di Samsumg è un caso esemplare. Il colosso sudcoreano nasce nel 1969, ma il primo statement aziendale che rende il design strategico arriva solo nel 1996 e nuovi designer vengono assunti nei diversi settori della società. L’allora presidente Lee considera il design centrale e per questo crea il Corporate design center che ha il compito di presidiare l’ispirazione e lo stile. Da allora si sviluppano tre diverse fasi, la prima dedicata all’estetica, la seconda dedicata alla customer experience, infine, l’attuale che dà priorità al valore aggiunto nella creazione di servizi e nella capacità di modificare gli stili di vita dei consumatori. Dal 1996 in poi, alla Samsung è il design a guidare la produzione. L’obiettivo è quello di essere leader del mercato globale, con molta attenzione per il recruitment di nuovi talenti. Oggi sono 1200 i designer che lavorano per la società, selezioni a partire dal livello scolastico di base e formati costantemente con residenze all’estero e attività di ricerca.

DDP

In visita con mr Baik

Seguendo il filo del design, non a caso troviamo nel distretto di Dongdaemun il maggiore insediamento di imprese di moda e show room, sia i cluster dedicati al design diffuso. Qui ha sede la Seul Design Foundation che si sposterà a breve nel nuovissimo e spettacolare Dongdaemun Design Plaza & Park, progettato dall’architetto Zaha Hadid per ospitare un museo, il design center e grandi eventi. All’ingresso ci accolgono Hyowon Lee, referente di Seul nel network Unesco delle Città creative e il CEO mr. Jongwon Baik. Il DDP nasce al centro di un piano dedicato a rivitalizzare l’economia della zona Dongdaemun, demolendo il Dongdaemun Stadium. Il progetto di architettura scelto si basa sulla visione di un paesaggio “metonimico”, cioè che armonizza forma e paesaggio. Il cuore di questa immagine parte dall’idea che il design sia potere. L’architettura fornisce ispirazione, libera il nostro pensiero e migliora la qualità della vita. Tradizione sudcoreana e design futuristico sono distillati e integrati in questa struttura, realizzata come un parco pubblico e un’onda continua senza divisione tra interno ed esterno. Tutta la superificie cioè la “membrana” che avvolge il DDP è composta da olte 40 mila tavole di metallo fatte a mano. Interamente finanziato dalla municipalità, verrà inaugurato nella primavera 2014 e rappresenterà senza dubbio il nuovo landmark di Seul. Passeggiando dentro e fuori, non si può che rimanere a bocca aperta nel percorrere la spirale di 500 m che avvolge gli ambiente del prossimo Guggenheim asiatico.

mercato del pesce

Il verace mercato del pesce di Seul

L’ultima breve tappa del nostro viaggio riguarda il turismo. Certamente la Corea del Sud è un mercato ancora difficile ma da considerare altrettanto interessante per il potenziale che esprime. Bologna e Seul già vivono un numero sensibile di scambi annuali legati a fiere e business. Con il boom economico degli ultimi decenni, la Corea del Sud ha prodotto una classe medio-alta desiderosa di viaggiare, di formarsi e di conoscere l’Europa, con particolare attenzione per l’Italia. Per ragionare di possibili iniziative da associare anche alla campagna di promozione che lanceremo con la mostra di Morandi, incontriamo Kim la responsabile di ENIT nel paese asiatico. Le ipotesi di lavoro discusse sono mirate ad intercettare un target medio-alto, i giovani e le donne. Su tutte le potenzialità lavoreremo dunque a partire da subito.

Per concludere il mio racconto, posso aggiungere che in controluce la cultura sudcoreana rimane per me avvolta ancora in un velo di mistero, sotto il cielo grigio delle megalopoli asiatiche. In un paese ancora ufficialmente in guerra con la Corea del Nord, un’ora di macchina separa Seul dal confine e dall’area demilitarizzata, guardati a vista da frotte di turisti e da 28 mila soldati americani. Attraversata da una cultura millenaria, fatta di imperi e di tragiche dominazioni straniere, questa parte della penisola coreana conserva gelosamente, negli usi e nei costumi della popolazione, tradizioni ed orgoglio profondissimi, forti quanto la voglia di inventare il futuro. Leader indiscusso nell’industria navale globale, nel mercato dei device mobile e nell’applicazione dell’Ict alle soluzioni urbane complesse, la Corea del Sud appare d’acciaciaio ma si ritrova lacerata nell’animo, con il più alto tasso di suicidi al mondo e un forte problema di redistribuzione del reddito interno.

Prima volta a Seul. E’ valsa la pena venire fino qua per gettare l’ancora.

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Budget della missione a Seul: la mia segreteria ha preventivato 1.700 euro (spesi 1.345 euro), per volo andata e ritorno Bologna – Amsterdam – Seul e tre notti in albergo. Le spese sono state sostenute da me e saranno rimborsate presentando un consuntivo con ricevute allegate. Riporterò sul blog quanto effettivamente liquidato.

tsunami

City Hall “tsunami”

post-it

I post-it messaggio nell’ufficio del Sindaco

Park

L’usura pop del Sindaco Park

Merola DDP

Merola prende le misure dentro il DDP di Zaha Hadid

polizia

Stazione di polizia sudcoreana

colori

I colori di Seul e la nostra guida

NMOC

L’ingresso del National Museum of Korea – 10 mila visitatori al giorno

Pranzo politico in trasferta al mercato del pesce di Seul… fatelo

Marzocchi

L’Assessore regionale Teresa Marzocchi

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Arrivo al DDP

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In giro per il DDP

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La spirale del DDP

bo testa in su

Bologna a testa in su

NIA

Esempio di istituzione governativa utile…

Mercato del pesce

Mercato del pesce di Seul


2 commenti on “Seul: il racconto della missione di Bologna”

  1. Ermanno Tarozzi scrive:

    Congratulazioni a Matteo Lepore, al Sindaco Virginio Merola per gli ottimi risultati ottenuti per la nostra città.

  2. Daniele Zamboni scrive:

    La storia di Samsung mi ha fatto ripensare al discorso dell’importanza degli investimenti pubblici per lo sviluppo dell’industria che fa la Mazzuccato. Se avessimo più disponibilità finanziaria potremmo fare un piano di rientro per i numerosissimi italiani (di cui tanti bolognesi o laureati a Bologna) che lavorano in ruoli di ricerca e sviluppo in Silicon Valley e provare a scrivere anche noi una nostra storia di scommessa e rivincita a Bologna. Il tecnopolo è una
    grande occasione ma non si fanno le nozze con i fichi secchi. Mi auguro che la politica nazionale e le aziende del territorio possano convergere verso una cultura degli investimenti a lungo termine (15/20 anni per Samsung e Apple!!!) che dia ai nostri capaci e volenterosi politici locali le risorse necessarie per un solido piano di sviluppo dell’economia del nostro territorio. Morandi vedeva gli oggetti oltre gli oggetti, trasfigurandoli; riusciremo noi a vedere l’economia oltre l’economia, trasfigurandola? Bologna, “land of knowledge”…


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