La vera storia degli Spaghetti alla bolognese

fakeVorrei rassicurare gli chef bolognesi: non intendo utilizzare “spaghetto alla bolognese” o “bolognese sauce” come brand della città, nè tanto meno come slogan per promuovere i nostri prodotti gastronomici di qualità. Il cibo e la cucina bolognese rappresentano da sempre uno degli asset fondamentali del territorio, un elemento imprescindibile della nostra identità. Su questo fronte, si sta sviluppando da tempo una new wave di interessanti progetti imprenditoriali e creativi. Da ultimo il progetto Fabbrica Italiana Contadina promosso da CAAB in collaborazione con EATALY. Nelle prossime settimane, il Comune lancerà un concorso internazionale per la creazione del brand della città. Questo marchio sarà collegato ad una strategia di marketing e comunicazione internazionale. Un’occasione inedita di investimento e rilancio per segmenti economici quali quello turistico, culturale e della ristorazione, ma non solo. Il brand sarà la nostra firma nel mondo e come tale vorremmo accompagnasse le eccellenze e le professionalità bolognesi che operano e si muovono a livello internazionale. Di ben altra pasta e tenore, invece, l’idea che riguarda l’utilizzo dell’espressione “bolognese sauce”.

All’interno di una lunga intervista, ad una specifica domanda della redazione de Il Corriere (a cui evidentemente questa roba piaceva molto perchè insistevano) ho risposto in proposito che mai avrei usato questa espressione per promuovere il nostro cibo, ma che al massimo l’avremmo potuta utilizzare per denominare il network dei bolognesi all’estero che stiamo costituendo. Un modo simpatico e virale per collegare i tanti espatriati che rappresentano un valore enorme di competenze e disponibilità civica non utilizzate. A tanti di noi è capitata la buffa situazione di essere all’estero davanti ad un menù e di scherzare con gli amici sulle varianti esotiche dell’inesitente bolognese sauce. L’idea suona bene e penso proprio che la porterò avanti, in fondo del maiale non si butta via niente. Viva il Ragù!

P.s.

A parlare di niente siamo finiti anche sull’ Huffington Post



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