Le luci di via Belvedere, la voce dei Senza nome

Luci nella città - via BelvedereUna strana storia mi ha portato in via Belvedere martedì mattina. Antefatto. Alcune sere fa, aggirandomi tra i vicoli nei pressi di via Nazario Sauro mi sono imbattutto in un mondo. Girato l’angolo, Bologna mi ha regalato un’emozione che non ho potuto esimermi dal postare su Facebook. Una strada colma di cittadini, seduti a chiaccherare amabilmente in una calda serata di giugno. Subito una cinquantina di like e commenti. Caspita – mi sono detto – funziona! Si trattava della rassegna “Luci nella città” in via Belvedere, promossa dall’associazione Farm in collaborazione con un gruppo di cittadini e commercianti della zona, uniti dalla lotta contro il degrado. Purtroppo, la zona retrostante il Mercato delle erbe vive una cronica situazione difficile nonostante riservi uno degli scorci più suggestivi della nostra città.

Immancabile, esattamente il giorno dopo, da una lite scaturita in via San Gervasio, è emersa una persona completamente ubriaca, che  si è avventata sanguinante sulle pesone sedute nella via, entrando poi al Bar Senza Nome. Tanto spavento. Gestito da un gruppo di ragazzi sordo muti, il bar rappresenta un presidio prezioso per quell’area. Ancora, nelle ore successive, un pestaggio dentro un esercizio commerciale vicino, pare sempre per motivi di alcol. E così dove la cultura, la sperimentazione sensibile e l’organizzazione di un gruppo volenteroso di cittadini hanno provato a portare la luce, la cronaca ha nuovamente preso il sopravvento.

La rete sociale e i media civici. Attraverso la foto che pochi giorni prima avevo postato su Facebook, alcune persone mi hanno contattato chiedendomi un incontro. I volenterosi non si volevano arrendere. Le luci su via Belvedere non andavano spente.

Martedì. Per un’ora e mezza al bar Senza Nome, insieme alla presidente del Quartiere Porto Elena Leti, ho incontrato il piccolo gruppo di residenti e commercianti. Da parte dell’Amministrazione era importante dare un segnale di vicinanza e impegno. La rassegna “Luci nella città”, aperta fino al prossimo 20 luglio, sta occupando un vuoto offrendo un presidio molto importante per via Belvedere e dintorni.

Di fronte a episodi di violenza è importante non abbassare la guardia e non abbandonare il territorio, ma la situazione in zona è grave e non nasce oggi. Nel corso di tutto l’anno la frequentazione della strada è pessima. Una presenza diffusa di egozi etnici, persone sbandate a volte violente che bivaccano, qualche spacciatore.

Le forze dell’ordine e la Polizia Municipale intervengono spesso, ma oltre alla loro visibile e preziosa attività occorre mettere in campo qualcosa di più. Il territorio deve essere rioccupato dai cittadini e dalle istituzioni.

Due i binari d’azione di cui abbiamo parlato martedì, prima in Giunta e poi nell’incontro con i cittadini al bar Senza Nome: quello degli interventi immediati — che riguardano il controllo del territorio, che ancora oggi Carabinieri e Polizia ci hanno assicurato — e quello degli obiettivi di medio termine per la riqualificazione della zona che prevedono la costruzione di un’isola ecologica dietro il Mercato, l’apertura di bagni pubblici custoditi, una nuova illuminazione della strada e anche l’installazione di telecamere per la sorveglianza. Inoltre, il Comune assicurerà a Farm il sostegno necessario per portare avanti il cartellone degli spettacoli estivi.

Istituzioni e cittadini insieme adesso si devono prendere cura quotidianamente di questa parte di città. Non molliamo.


3 commenti on “Le luci di via Belvedere, la voce dei Senza nome”

  1. Marcello scrive:

    Abbiamo abbandonato il centro, lo abbiamo svuotato e guardato troppo spesso altrove.
    Abbiamo professato indulgenza verso chi non ne meritava un briciolo, inflessibilità davanti alle (troppo poche) proposte di cambiamento.

    Non so se, come dice Masotti, “ci meritiamo tutto”: ma questo centro, deturpato e agonizzante, è tutto merito nostro, del nostro essere incoerenti, provinciali e bottegai.
    Noi bolognesi, purtroppo…

  2. Matteo scrive:

    Caro Marcello, condivido la tua riflessione. Il centro di Bologna e’ diventato in molte parti ‘usa e getta’… dobbiamo tornare ad abitarlo e prendercene cura.

  3. […] facendo insieme al Consorzio privato che gestisce il mercato, un immobile di propietà comunale. Non è la prima volta che intervengo a questo proposito, infatti, da tre anni le vie San Gervasio e Belvedere sono oggetto di un importante percorso di […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...