#ResetPD: il racconto di TG La7 e una riflessione serale

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Tante le persone che ieri hanno raccolto il nostro appello a resettare il PD. Molti ancora oggi ci stanno scrivendo e chiamando. Non ci fermeremo, ma continueremo a incontrarci perchè il Partito Democratico ha bisogno di essere rifondato o come alcuni sostengono di essere costituito per davvero. In queste ore stiamo ragionando su come ritrovarci, nel frattempo iscrivetevi all’evento su FB così possiamo rimanere in contatto. Non abbiamo promosso questa iniziativa come trentenni, non l’abbiamo promossa come “nuovi”, non l’abbiamo promossa come “rottamatori”, ma ci siamo proposti come quelli che siamo e cioè amministratori di questa città. Come tali, persone impegnate in un lavoro quotidiano sulle idee e sulle cose concrete, bisognosi però di buona politica.

Siamo dirigenti del nostro partito e non ci sottraiamo a questa responsabilità, tutt’altro. Siamo persone che provengono da percorsi differenti e che probabilmente al prossimo congresso del PD potrebbero votare ipotesi diverse. Ieri, invece, abbiamo deciso di presentarci uniti e trasversali per resettare il PD. Certo. Perchè pensiamo che il gruppo dirigente nazionale abbia fallito, in primo luogo nel voto del 24 e 25 febbraio (poi anche in questa ultima settimana). Nonostante ciò, pensiamo che ci sia ancora un fottuto bisogno di Partito Democratico per unire una pluralità di identità e valori a sx. Per fare cosa? rappresentare il popolo della sinistra italiana evitando la frammentazione in partitini a sx o dx di noi. Abbiamo voluto buttare il cuore oltre l’ostacolo nel momento più buio della credibilità attorno al PD, per sentire se ancora a qualcuno interessa. La risposta è stata forte e chiara, abbiamo ricevuto calore e partecipazione. Tutto questo può bastare? no affatto… non siamo soddisfatti.

Proseguiremo e, per quanto mi riguarda, lo faremo con il passo del maratoneta perchè la marcia è lunga. Ma non lo faremo con la modalità del bradipo o comunicando in esperanto, perchè la politica oggi non vive senza comunicazione. Sarebbe folle alzare la mano ora per fare una corrente, per riposizionarsi, per sfiduciare il Pd bolognese. Al contrario, reputo saggio e non banale ritornare all’ascolto e al coinvolgimento dei cittadini per ricostruire la politica che da troppo tempo non alberga più tra di noi. La politica che ha l’obiettivo di governare un paese, ma che prima parte dai territori, fuori dal Parlamento, nella società. Ne sento l’esigenza come amministratore e come cittadino.

Sono interessato al passo lungo di chi crede sia necessario ripensare le forme della rappresentanza, ritrovare un legame tra cultura politica e azione. Questo vale per tutti i partiti e i movimenti presenti nel mercato elettorale. Si può ottenere ciò a botte di primarie e di congressi per mozioni intitolate con nomi propri di persona? A mio avviso no. Riprendiamo in mano l’arte delle relazioni sociali e del confronto per ricostruire qualcosa di buono. Intanto però il mondo non aspetta. Da amministratore tocco con mano che il nostro paese ha bisogno di un governo, di un buon governo. Lo vorrei eletto dai cittadini, politico e finalmente in grado di rispondere di quello che fa. Ma è chiaro a tutti noi che oggi quest’ultima ipotesi è di là da venire. Allora, proviamo, ma non a mani nude. Non con una Direzione nazionale del PD che consegna un foglio bianco a Napolitano.

L’Italia che guarda a sx ha bisogno di un PD forte e in campo, che si batta anche in questa ennesima sfida. Se governo dev’essere, che nn sia un governo contro gli italiani: riforma elettorale, CIG, esodati poche altre cose rilevanti e poi al voto. Perchè appare innaturale che B si senta più garantito nel sostenere un governo di larghe intese piuttosto che un suo governo, votato dai cittadini… il voto del 24 e 25 febbraio ha scancito il fatto che il 70% dell’elettorato pensa che il PD non sia sinonimo di cambiamento, che non rappresenti le istanze dei ceti popolari e delle fasce sociali colpite dalla crisi. Il m5s è primo in molte città. Partirei da qui e ragionerei del perchè il maggior partito della sx italiana ha perso il senso della sua missione… 6 anni fa ci siamo detti democratici ma non rappresentiamo più un popolo… di questo e di altro parleremo nei prossimi incontri che promuoveremo per promuovere una discussione che ci auguriamo sia nazionale e che ci porti lontano.


2 commenti on “#ResetPD: il racconto di TG La7 e una riflessione serale”

  1. Cruz Manning scrive:

    Lavoro, responsabilità, riforme della politica e soprattutto tanta Europa. Enrico Letta presenta il suo programma di governo alla Camera per la richiesta della fiducia ed espone i tratti che dovrebbero caratterizzare il suo esecutivo a cui ha dato anche una scadenza, 18 mesi. Sul piatto ci sono tutti i temi caldi degli ultimi tempi, dalla moralizzazione della politica all’Imu, dal rimborso ai partiti alle tasse. Grandi ambizioni per un governo che vuole far ripartire la crescita, anche se, al momento, sono mancate le cifre di copertura finanziaria con cui l’esecutivo avrà a che fare. Tra i primi provvedimento promessi c’è lo stop all’Imu a partire da giugno, l’abolizione dello stipendio per i ministri, la nomina del commissario unico dell’Expo, la prosecuzione della lotta all’evasione e nuove politiche fiscali legate al lavoro e alle PMI, come il richiamo alla necessità di una nuova legge elettorale.

  2. Matteo scrive:

    Le enunciazioni di Enrico Letta sono buone nei titoli, ma la vera domanda è appunto come le porterà avanti. Oggi ha parlato di riforma della legge Fornero… ok ma per andare dove? Credo serva al più presto una rotta politica per navigare sulla strada intrapresa, altrimenti si andrà a fondo presto.


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