Bologna è la scuola pubblica: lo Stato invece?

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Confronto tra Bologna e altre città, sull’impegno economico del Comune per la Scuola

In Italia è lo Stato a garantire il 60% dell’offerta dei servizi per l’infanzia, i Comuni il 9%. A Bologna è il contrario: l’Amministrazione Comunale garantisce con le sue scuole il 60% dell’offerta complessiva, mentre le scuole statali offrono poco più del 18% dei posti disponibili. E’ giunta l’ora di riequilibrare questo rapporto. Per questo motivo il Sindaco Virginio Merola, i gruppi consiliari Pd, Con Amelia per Bologna con Vendola, Bologna Riformista e Democratica, Movimento 5 Stelle, Bologna 2016, Gruppo Misto e i sindacati CGIL, CISL, UIL e USB, hanno firmato una dichiarazione congiunta sulla necessità di un impegno straordinario dello Stato sulla scuola dell’infanzia, che porti da subito a un progressivo riequilibrio tra la gestione comunale e quella statale e che si faccia carico di un aumento dell’offerta utile a evitare il fenomeno delle liste d’attesa. Per gli stessi motivi, questa mattina firmerò lo petizione promossa dal Partito Democratico di Bologna che chiede allo Stato di fare la sua parte.

La scuola pubblica, a partire dall’Infanzia, è un grande valore della nostra comunità. Il Comune di Bologna impiega ingenti risorse, oltre 36 milioni di euro, per gestire proprie scuole dell’Infanzia e sostiene la qualità anche delle scuole statali e di quelle paritarie (127 milioni compresi gli investimenti, un quarto del bilancio comunale). Bologna e il Comune sono la scuola pubblica e ne vanno orgogliosi, perchè da dopoguerra ad oggi mentre lo Stato non esaudiva il mandato costituzionale, abbiamo sempre pragamticamente risposto ai bisogni dei cittadini e dei bambini, per non lasciare nessuno indietro. Questa è sempre stata la nostra bussola e lo sarà ancora.

Di fronte a cambiamenti demografici e alla crisi della finanza pubblica, i grandi amministratori del nostro glorioso passato si sarebbero guardati negli occhi e avrebbero risposto alle sfide innovando, non replicando acriticamente l’esistente. Avrebbero preso il coraggio a piene mani e tenuto sempre come punto di riferimento l’esigenza di non lascare nessuno indietro. Questo significa pensare al bene comune, per questo il sistema pubblico integrato della scuola bolognese è giusto. Bologna ha bisogno di più scuola pubblica, non meno, e il sistema integrato che mette inisieme Comune, Stato e private convenzionate ci permette di allargare la sfera pubblica, non al contrario di ridurla. Il venire meno di uno solo di questi attori, corrisponderebbe ad un taglio dei servizi e a un numero maggiore di bambini e bambine in lista di attesa.

Quello della nostra città è un sistema integrato che per molti anni ha garantito risposte a tutte le famiglie. Ora però l’aumento dei bambini in età, la grave crisi in atto e le leggi finanziarie che tagliano i fondi ai Comuni e impediscono loro di spendere quello che hanno in cassa, stanno determinando liste di attesa e bambini senza scuola dell’infanzia.  Anche il PD chiede che lo Stato assuma la gestione diretta di più scuole dell’infanzia, come avviene in tante altre città oppure assicuri al Comune i fondi necessari affinché possa proseguire il suo impegno. È un obiettivo urgente e necessario per dare a tutti i nostri bambini la sicurezza di una bella scuola di qualità / La petizione del PD .



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