Partecipazione digitale: 5 proposte per Bologna

digitaldemocracyPartecipazione, governo condiviso, innovazione sociale, cittadinanza attiva sono termini centrali nell’Agenda Digitale, approvata nei mesi scorsi dal Comune di Bologna. Il 26 marzo ho presentato pubblicamente 5 ipotesi progettuali per trasformare la Rete Civica Iperbole in un ambiente dedicato all’intelligenza collettiva al cambiamento. Tutto ciò è avvenuto nel corso di una Commissione del Consiglio Comunale e a seguito di un dibattito scaturito da un ordine del giorno del M5s che sollecitava la Giunta ad aprire all’identificazione digitale dei cittadini, finalizzata all’introduzione di sondaggi e consultazioni online. Nulla contro i sondaggi online nella PA, ma non potevamo partire da qui per costruire una buona partecipazione civica e un reale coinvolgimento dei cittadini, soprattutto dopo avere svolto su proposta della Giunta il percorso dell’Agenda Digitale bolognese. A mio avviso no. Per questo ho riportato in Commissione una presentazione dell’Agenda Digitale e rilanciato su 5 proposte. Ne è seguita una sostanziale condivisione da parte di tutti i gruppi politici rappresentati in Consiglio e la decisione di aprire una Costituente Digitale Wiki della nuova Rete Civica.

(Le slide della mia presentazione in Commissione, su Prezi)

Quando, nel 2012, abbiamo scritto l’Agenda Digitale di Bologna per prima cosa abbiamo affermato che al termine e-gov, preferivamo l’espressione we-gov, per indicare nuove forme di collaborazione tra PA e cittadini, per condividere conoscenze e saperi. Seguendo questo principio, l’Agenda Digitale si è posta l’obiettivo di andare oltre il modello originario della Rete Civica Iperbole, per offrire un nuovo ambiente dedicato al dialogo in rete, la collaborazione, l’accessibilità ai servizi della PA e lo sviluppo di nuove frontiere nel campo della comunicazione pubblica. La Rete Civica Iperbole che ci siamo immaginati è uno strumento aperto di comunicazione e informazione, uno spazio votato alla fornitura di servizi digitali, un racconto continuo sulla società.

PARTECIPAZIONE = governo condiviso
FIDUCIA = cittadini

Prima ancora di parlare di partecipazione digitale, dobbiamo intenderci su quale idea di democrazia urbana abbiamo. Riguardo al rapporto tra istituzioni e cittadinanza, la nostra Giunta ha da sempre proposto un’idea di partecipazione non meramente deliberativa (voto come atto individuale per esprimere un gradimento), bensì intesa come govegno condiviso (processo collettivo informato e produzione di capitale sociale). Questo significa progettare, decidere e fare insieme ai cittadini. Sia l’arena fisica che quella virtuale sono collegate a questa visione. Proprio per questo non può esistere, per noi, un’arena civica virtuale distaccata dall’arena civica fisica. In questo contesto il web rappresenta uno strumento per allargare, aprire, dialogare, includere, ma anche per sovvertire processi decisionali tradizionalmente verticistici. Cittadinanza attiva e processi partecipati rendono la comunità locale e l’amministrazione pubblica migliori.

Il potenziale di innovazione che risiede in tutta la comunità locale è probabilmente N volte più ampio di quello racchiuso nell’ambiente della sola pubblica amministrazione. Ecco perchè non possiamo lasciarcelo scappare. Le informazioni e i dati stessi che l’amministrazione si trova a gestire sono di proprietà della collettività. Ecco perchè i dati sono beni comuni da liberare. Introdurre nuovi comportamenti e rompere le inerzie dentro la pubblica amministrazione, può generare nuovi standard positivi. Ad esempio, dopo avere rinunciato alle auto blu (2010) e dopo avere reso ordinari gli Open Data per il Comune di Bologna (2011), quale Giunta o Sindaco dopo di noi potrà tornare indietro senza deteriorare ulteriomente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni?

CINQUE PROPOSTE SULLE QUALI LAVORARE INSIEME

1) INTERNET E’ UN DIRITTO: proposta di modifica Statuto Comunale
Mutuando l’esempio del Comune di Venezia e ipirandomi alla proposta di modifica della Costituzione avanzata dal prof. Stefano Rodotà, ho proposto di intrudurre alcuni nuovi principi nello Statuto del Comune di Bologna.
Il Comune di Bologna considera la rete internet un’infrastruttura abilitante lo spazio pubblico per l’esercizio dei diritti di cittadinanza; concorre a garantire ai cittadini e a chi visita la città l’accesso alla rete internet in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale; adotta procedure atte a favorire la partecipazione dei cittadini all’azione politica e amministrativa tramite la rete internet, tenendo conto della varietà delle caratteristiche personali, sociali e culturali e si adopera per favorire la crescita della cultura digitale con particolare riguardo alle categorie a rischio esclusione e al divario di genere.

2) Interactive policy & project making
L’amministrazione comunale svolge da tempo una pratica di partecipazione attraverso laboratori e percorsi finalizzati a coinvolgere la cittadinanza su progettualità specifiche. Esempi in questo senso sono i Laboratori di Urbanistica partecipata e il Percorso partecipato per il servizi educativi 0-6. Ampliamo la dotazione degli strumenti e delle opportunità di partecipazione di questi percosi e laboratori attraverso l’attivazione di piattaforme digitali. A questo proposito è possibile applicare soluzioni open source già sperimentate, metodi collaborativi tramite la composizione di testi con metodo wiki, questionari/sondaggi, spazi di cofronto online.

2) Cittadinanza attiva e crowdsourcing / crowdfunding
Da sempre Bologna è un cantiere della cittadinanza attiva. Nel 2012, il Comune ha avviato un progetto sperimentale in collaborazione con Labsus dedicato prorprio alla cura dei beni comuni tramite il sostegno di progetti condivisi. Il tempo della delega è finito. I cittadini non si sostiuiscono alla PA che non ha risorse, ma si autoorganizzano direttamente per rispodnere ai propri biosgni. Nascono così microprogetti locali e comitati di quartiere che l’Amministrazione sostiene e mappa attraverso un bando sempre aperto. La nuova Rete Civica Ipervole intende offrire ai progetti di cittadinanza attiva una piattaforma digitale per incronciare community che offrano potenziali fondi e soluzioni dalla rete.

4) Ideas in Action
Iperbole è un formidabile aggregatore quotidiano di community. (Già attivo nei servizi digitali il servizio di segnalazione e georeferenziazione dei problemi/ da migliorare e rendere più friendly) L’innovazione è qualcosa che non si può prevedere nè si deve contenere. Bologna si propone come un ecosistema favorevole, grazie al suo fermento cuturale e sociale. La Rete Civica offre un muro per le idea dei cittadini, idee da mettere in campo e mappare, idee sulle quali lasciare libera interazione.
Casi: http://nyc.changeby.us/#start
http://umbriadigitale.ideascale.com/

5) Hack your Bologna
La nuova Rete Civica libera Open Data e ospita Contenuti/servizi generati dagli utenti. A questo scopo l’Agenda Digitale di Bologna diventa un movimento per Hackerare la città. L’Amministrazione mette a disposizione i propri dati come beni comuni e stimola altri enti a fare altrettanto. Luoghi e incontri per hackaton diventano una prassi per generare contenuti e e soluzioni per la comunità locale.

Come stabilito in Commissione, dopo Pasqua partirà il confronto sulla modifica dello Statuto Comunale. Pubblicheremo il testo in formato wiki e sarà possibile commentare e partecipare alla stesura. Saranno i gruppi consiliari successivamente, insieme alla Giunta, a formulare e approvare la proposta definitiva.

Infine, dopo l’approvazione del Bilancio 2013, nei prossimi mesi, partirà il cantiere della nuova Rete Civica.


2 commenti on “Partecipazione digitale: 5 proposte per Bologna”

  1. […] Perchè è importante il crowdfunding civico per la collaborazione con i cittadini? […]

  2. Ermanno Tarozzi scrive:

    Riprendo il tema da questo assunto : “Questo significa progettare, decidere e fare insieme ai cittadini. Sia l’arena fisica che quella virtuale sono collegate a questa visione. Proprio per questo non può esistere, per noi, un’arena civica virtuale distaccata dall’arena civica fisica. In questo contesto il web rappresenta uno strumento per allargare, aprire, dialogare, includere, ma anche per sovvertire processi decisionali tradizionalmente verticistici. Cittadinanza attiva e processi partecipati rendono la comunità locale e l’amministrazione pubblica migliori.” Il tentativo che andrebbe fatto è anche quello non solo di sovvertire processi verticistici , ma di allargare il dibattito dei soci (cittadini) fra loro e non solo fra cittadini singoli e amministrazione. In tal modo i soci avrebbero interesse maggiore alla formazione del capitale sociale in quanto cooperanti far loro e, quindi, con un peso maggiore. Ciò, si badi bene, è ben diverso dai comitati che sorgono spontaneamente rispetto a decisioni dell’amministrazione. Si tratterebbe infatti di cooperanti che partecipano alla formazione delle decisioni (progetti) come insieme di soci e non come singoli soci.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...