L’Europa e le Pmi: due giorni con i 27 paesi UE a Bologna

Sala Farnese: il vertice europeo sulle PmiIl 7 e l’8 febbraio, si è tenuto il vertice degli ambascitori europei delle Piccole e medie imprese. L’assemblea si è tenuta eccezionalmente a Bologna, in segno di attenzione della Commissione alla ripresa delle attività imprenditoriali nei territori colpiti dal terremoto, alla presenza di Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea e Commissario responsabile per l’Industria e l’imprenditoria. In questa occasione, l’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Patrizio Bianchi e il Sindaco di Bologna Virginio Merola sono intervenuto rilanciando il ruolo dell’area urbana bolognese quale polo manifatturiero e creativo. Di seguito, pubblico l’intervento del Sindaco.

“Ringrazio Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea e Commissario responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, per avere scelto Bologna per questo appuntamento importante dedicato alla rete europea degli Ambasciatori delle Piccole e medie imprese. All’inizio del mio mandato da Sindaco, ho avuto modo di incontrare il Vicepresidente Tajani a Bruxelles e di conoscere l’importante lavoro che la Commissione Europea sta svolgendo con il Piano d’azione per l’imprenditorialità.
Il piano si dedica a molte misure cruciali per il futuro delle Pmi in Europa e si concentra in primo luogo sul ruolo fondamentale dell’istruzione e della formazione per far crescere nuove generazioni di imprenditori. Per quanto mi riguarda questo è l’aspetto più importante e strategico.
Le città hanno un ruolo centrale da questo punto di vista. Bologna in particolare ha una tradizione straordinaria nel campo del sapere tecnico e umanistico, non solo per la presenza della sua Università ma per la nascita del modello distretti. Nel concetto di distretto, viene racchiusa in modo chiaro l’interdipendenza tra un tessuto di Piccole e medie imprese legate tra loro non solo da un rapporto di fornitura ma anche anche da una condivisione di strumenti e beni comuni, tra i quali la formazione assume un rilievo assoluto. Grazie a questo, il distretto della macchine automatiche bolognesi è riuscita a raggiungere una leadership di mercato internazionale.

Proprio in questi mesi, l’area metropolitana bolognese da un milione di abitanti è alle prese con la redazione del suo primo Piano strategico. A questo proposito voglio dire che la nostra scelta per il futuro produttivo di Bologna metropolitana è innanzitutto produttiva e industriale, non immobiliare, non finanziaria.

Tale scelta si compone di due pilastri fondamentali:

Primo: diffondere il sapere della manifattura tradizionale e farlo crescere per mantenere il primato nella competizione globale. Parlo di un manifatturiero che oggi esporta l’80% di quello che produce.

Secondo: trasformare il sapere culturale in un’economia proficua, cioè in un’industria competitiva. La cultura è in se’ una speciale manifattura che ha anch’essa un suo mercato ed una sua offerta. In Emilia-Romagna sono 51.000 gli addetti nel settore delle industrie creative, 31.000 nella sola provincia di Bologna (pari al 30%).

Su queste due priorità intendiamo concentrarci e investire insieme alla Regione, dedicando il prossimo Ciclo di Fondi Strutturali 2014-2020.

Il Piano d’azione della Commissione Europea prevede inoltre misure specifiche a sostegno degli imprenditori giovani, le donne, gli anziani, i migranti e i disoccupati. Il piano affronta anche gli ostacoli che limitano l’imprenditorialità grazie all’introduzione di misure per favorire le start-up e la creazione di nuove imprese, agevolare il trasferimento di imprese, migliorare l’accesso ai finanziamenti e dare una seconda opportunità agli imprenditori onesti dopo un fallimento di impresa.

A questo proposito, posso annunciare che il Comune di Bologna nel 2013 metterà in campo un nuovo mix di interventi, composto da una triplice fondamentale dotazione di strumenti dedicati alla nuova imprenditorialità: muri, servizi, risorse. In particolare, nell’anno in corso apriremo direttamente bandi per circa 3 milioni di euro dedicati alle startup e alle imprese innovative. A loro dedicheremo anche parte del patrimonio immobiliare pubblico e privato, messo a disposizione da una rete di partner.

Insieme, alla Camera di Commercio, all’Università, agli Istituti di credito e alle associazioni di categoria intendo creare una vera e propria alleanza per lo sviluppo e il lavoro. Dobbiamo unire gli sforzi, ridurre la frammentazione e mettere insieme gli strumenti già esistenti. Solo così nei prossimi anni potremo garantire una politica che porti un impatto vero sulla vita reale delle persone e delle imprese.
Grazie al sapere e al saper fare Bologna è oggi una città leader nella trasformazione dei prodotti, nel packaging e nel terziario avanzato. Questo è il nostro contributo al made in Italy e l’alleanza tra territorio, piccole media impresa e patrimonio culturale rappresenta per noi uno snodo cruciale.


One Comment on “L’Europa e le Pmi: due giorni con i 27 paesi UE a Bologna”

  1. […] Noi in Emilia lo sappiamo bene: per un rilancio produttivo serve un politica industriale che scommet… I nuovi modelli di competitività per le imprese del nostro paese possono nascere tanto […]


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