Il Sindaco Merola ha visitato il CIE di Bologna

CIECome annunciato, il Sindaco di Bologna Virginio Merola ha visitato oggi il CIE di Bologna. A differenza dei parlamentari e del Garante dei detenuti del Comune, un Sindaco non ha poteri ispettivi, pertanto ha dovuto avanzare formale richiesta alla Prefettura. La visita è avvenuta dopo altri sopralluoghi effettuati da esponenti PD in Parlamento, l’Assessore Amelia Frascaroli e la Garante dei diritti delle persone private della libertà individuale Elisabetta Laganà. All’uscita, il Sindaco ha incontrato la stampa è ha dichiarato: “il Cie di Bologna va chiuso. Non ci sono le condizioni per il rispetto della dignità umana. Ho potuto constatarlo di persona con questa visita, che conferma quanto mi è stato riferito precedentemente dai parlamentari bolognesi che hanno visitato la struttura, dall’Assessore Amelia Frascaroli e dalla Garante dei Detenuti. Voglio dire con altrettanta francheza che l’istituo del CIE nel nostro paese va sopresso. Ha dimostrato il suo completto fallimento. Con esso, vanno abrogate le leggi Bossi-Fini e Berlusconi-Maroni sull’immigrazione, trovando alternative. I CIE sono a tutti gi effetti il CUORE DI TENEBRA delle noste città. Chiedo anche agli altri miei colleghi Sindaci di ribellarsi.

La civile Bologna non può rimanere indifferente. Messi nelle mani di uno Stato inefficiente e condannato già più volte dalla Crote di Giustizia Europea, i Centri di identificazione ed espulsione sono degli strumenti che tutti gli effetti svolgono la funzione di fare scomparire le persone straniere sgradite. Le scludono dall’esercizio dei diritti e dalla possibilità di ottenere prestazioni di assistenza di qualsiasi genere, creano un mondo separato, un diritto separato per gli stranieri. Questo nella storia dell’uomo di chiama Razzismo.

Il Cie di Bologna è una sorta di settore speciale di punizione che non ha alcun senso. Piu’ che un centro di identificazione ed espulsione dall’Italia, e’ un luogo di  espulsione alla condizione umana, per questo va chiuso. E’ possibile farlo e studiare meccanismi alternativi, visto che nel resto del mondo altre possibilita’ sono state usate. E’ imbarazzante vedere un tale dispiego di forze di polizia su una struttura
assurda.

Non si gestiscono queste strutture senza risorse, lo hanno gia’ segnalato i parlamentari e la Prefettura. Almeno, si provveda a fare interventi di minima per rendere dignitosa la permanenza qui dentro, perche’ e’ in gioco la dignita’ umana. Il gestore, finche’ il centro non chiude, deve essere posto in condizioni di fare il suo dovere. Anche in carcere ci sono dei luoghi di ritrovo, qui non c’e’ niente”.


4 commenti on “Il Sindaco Merola ha visitato il CIE di Bologna”

  1. Ermanno Tarozzi scrive:

    Bravo sindaco Merola

  2. fausto scrive:

    Ben arrivato al sindaco bolognese: se n’è accorto pure lui! Il problema di fondo, grosso, è che l’economia italiana si sbriciola da un decennio: non c’è lavoro per gli italiani, e chiaramente non si deve parlare di immigrati. E non mi si vengano a raccontare panzane sui lavoro “che gli italiani non vogliono fare”; sono nato in un pollaio, e devo aiutare i miei familiari a svolgere lavori che nessun immigrato accetterebbe!

    La risposta all’immigrazione non può essere una galera ottocentesca, e nemmeno un campo di sterminio. Queste schifezze sono inaccettabili, oltreché ormai ingestibili. Per converso, occorre decidersi a dire con chiarezza che la priorità dell’Italia non è più quella di attrarre disperati, ma semmai quella di offrire un futuro ai propri figli. Illusorio pensare di poter fare ambo le cose in un contesto di risorse materiali sempre più scarse: i Cie si chiudono solo se riusciamo a chiudere anche le frontiere. E’ brutto da dire, vero? Le alternative sono ahimè ben peggiori.

    Se questa amara medicina non piace, possiamo stare a guardare cosa succede e non fare niente. La soluzione arriverà da sé, ma non vorrei incontrarla. La Grecia è lì che ci aspetta.

  3. Matteo scrive:

    Caro Fausto, sono d’accordo con te che se parliamo di immigrazione non possiamo non parlare di economia. Certo ci sono tanti lavori umili svolti da italiani ancora oggi e con la crisi sono aumentate le persone disponibili a farli. Ma è un fatto che il 10% del nostro PIL è prodotto da lavoro di immigrati. Ci sono interi settori produttivi che si reggono sulla manodopera migrante. Ormai sono circa 15 anni che utilizziamo i CPT e i CIE, con la legge Bossi Fni e il reato di immigrazione clandestina… risultato? ci sono in Italia un numero imprecisato di persone senza permesso di soggiorno che sanatoria dopo sanatoria scopriamo essere tra noi… tra queste azzardo a dire che meno dell’1% è dentro i CIE… i CIE non servono perchè non funzionano, sono uno spreco di soldi faraonico. O meglio, non funzionano per le motivazioni ufficiali, in realtà i CIE servono per nascondere e trattenere centinaia di persone ex carcerati, persone che lo Stato non sa come espellere e sposta di CIE in CIE per celare la propria incapacità, oppure persone cadute nel dimenticatoio della burocrazia… i CIE servono come minaccia di persecuzione verso i clandestini, ma l’effetto vero è solo uno… persone chiuse dentro un luogo indecente e violento.
    Usciamo da questa falsità e ipocrisia… i cosidetti “clandestini” sono ovunque in mezzo a noi, vivono con noi, lavorano con noi, sono al servizio delle nostre famiglie… come tutti gli esseri umani a volte delinquono e quando questo capita, uno Stato efficiente li deve perseguire regolamente.
    Questa amara medicina non funziona.

  4. bel servizio da provare, complimenti per il blog😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!


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