Ieri sera al Villaggio due Madonne: ripartiamo da qui, ogni volta che smarriamo la strada

Gara delle torte - Festa del VillaggioIeri sera ho incontrato un gruppo di cittadini residenti al Villaggio due Madonne, ultimo rione in fondo a sinistra lungo la via Emilia-Levante, poco prima della Tangenziale. Ci conosciamo da tempo, da quando come consigliere di quartiere seguivo più direttamente le vicende del Quartiere Savena. E’ stato strano ritrovarsi, in altre vesti, per parlare dei problemi della zona e riflettere su come portare avanti le attività di un comitato di cittadini, liberamente e appasionatamente uniti dalla volontà di migliorare la vivibilità del loro territorio. Per chi non lo conoscesse, il Villaggio due Madonne è un complesso di palazzine sorto negli anni ’50-’60 in una zona campestre tra i comuni di Bologna e San Lazzaro di Savena. Il nome, “Due Madonne” si racconta derivi dalla presenza di due edicole con l’immagine della Madonna poste un tempo all’inizio della via. I primi assegnatari del terreno furono 750 famiglie, per lo più artigiani, commercianti e ferrovieri, provenienti prevalentemente dall’Appennino, dalla provincia di Bologna, dal meridione, pochi dal nord Italia. Oggi il “Villaggio” è un rione popolare composto da quasi 1800 famiglie, circa 5.000 abitanti raccolti tra la Parrocchia di Nostra Signora della Fiducia, amministrata dai Missionari OMI (chiamati allora dal card. Giacomo Lercaro), la statua del “partigiano” greco Gregoris Lambrakis e il limite più esterno segnato dalla presenza del Centro Civico e due campi sportivi.

Quello di ieri è stato un incontro importante. Abbiamo ripreso il filo di un discorso probabilmente mai interrotto, ragionando insieme su come trovare le risorse per proseguire preziosi percorsi di cittadinanza attiva. Ad esempio, il Comitato delle Due Madonne svolge oggi un’azione informativa per la comunità locale sulla raccolta differenziata, organizza incontri culturali e letture ad alta voce, supporta la Parrocchia e il Quartiere nelle relazioni con i cittadini. Per non parlare dell’organizzazione della Festa del Villaggio, ormai una tradizione per il mese di settembre.

Ieri sera, ho saputo che la Parrocchia organizza tra le tante attività anche alcuni corsi di computer per le persone in difficoltà… potrei parlare per ore di quello che fanno, delle difficoltà che incontrano, delle vicende che animano uno dei pezzi più popolari e veri della nostra Bologna. Una delle tante storie e identità della città.

A volte, quando ci interroghiamo sul rapporto tra centro e periferia, quando riflettiamo sul futuro di Bologna e ci immaginiamo percosi e progetti complessi… beh probabilmente dovremmo davvero partire da un semplice e doveroso punto di partenza:  avere fiducia nei cittadini è questa l’arma migliore su cui una buona amministrazione può contare per cambiare la realtà. Ripartiamo da qui, ogni volta che smarriamo la strada.

 



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