18-20 gennaio, a Bologna il primo raduno di Spaghetti Open Data

sod_new#SOD13. Il primo raduno della community si terrà a Bologna, da venerdì 18 a domenica 20 gennaio 2013. Ideato ed organizzato da Alberto Cottica, l’evento è realizzato in collaborazione con il progetto Open Data della Regione Emilia-Romagna ed Agenda Digitale del Comune di Bologna. Gli iscritti sono già circa cento persone, numeri che fanno pensare, comunque vada, ad un grande successo. Un’esperienza unica in Italia non solo perchè è la prima di questo tipo ma anche per il modello che, nel suo piccolo, il movimento per gli open data vuole rappresentare: un ottimo esempio di fattiva collaborazione fra società civile e istituzioni su come rendere più efficiente e trasparente il processo di governo democratico. 

E’ il primo incontro in carne, ossa e… tortellini quello della community di Spaghetti Open Data (SOD), occasione di conoscenza per i membri del gruppo che fa “cose con i dati”, trait d’union di una mailing list che parte dalla società civile, autorealizzata e autofinanziata da chi vi partecipa. L’evento sarà dedicato alla memoria di Aaron Swartz, attivista digitale americano scomparso di recente.

SOD raccoglie cittadini interessati al rilascio di dati pubblici in formato aperto, ossia con una licenza di utilizzo non proprietaria, e riusabile, vale a dire processabile in automatico da parte di macchine e computer di terzi. Lo scopo finale è quello di favorire la massima trasparenza amministrativa, nonché l’accesso dei cittadini ai dati, così come quello di fare in modo che questi ultimi possano essere riusati, da chiunque sia interessato, per la produzione di applicazioni e nuovi tipi di servizi, anche con finalità commerciali.

UN PERCORSO BOTTOM-UP. L’approccio italiano agli open data è partito non dallo stato centrale ma dalla periferia: amministrazioni regionali o cittadine virtuose che si alleano con esponenti della società civile per esplorare lo spazio dei dati aperti. A differenza di paesi quali, ad esempio, Stati Uniti, Regno Unito e Francia, dove le iniziative open data sono “top-down”, con un forte commitment politico e risorse organizzative, tecnicamente avanzate e ben finanziate dalle istituzioni governative.

COSÍ NASCE SOD. E’ un aperitivo tutt’altro che virtuale, quello organizzato da Alberto Cottica – economista, esperto di politiche pubbliche collaborative e partecipazione online – al Mokarabia di Piazza Fiume, a Roma, nel settembre del 2010. Un appuntamento che ha fatto conoscere fra loro alcuni amici di Alberto: da una parte funzionari pubblici, e dall’altra bloggers e hackers civici. I due gruppi si sono piaciuti, tanto da trascorrere diverse ore a confrontarsi sulle tematiche di interesse comune, fino a quando qualcuno degli hackers ha chiesto quale fosse il motivo per cui i dati pubblici non fossero aperti sempre e comunque. Una miccia si era accesa. Il potenziale per una collaborazione reciproca era evidente. Il giorno dopo Alberto invitò i partecipanti all’aperitivo del Mokarabia, e alcuni altri, a proseguire sul suo blog l’appassionante discussione iniziata nel locale di Piazza Fiume. Le persone cominciarono allora a segnalare links e dataset aperti riguardanti l’Italia (che allora erano pochi e scollegati), e strumenti per analizzarli. Quando il numero dei messaggi crebbe, si creò una mailing list per tentare di raccogliere in maniera ordinata le tante sollecitazioni. Era nata Spaghetti Open Data.

Il programma



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