Omaggio a Giuseppe Dozza, Sindaco di Bologna… e un ricordo di Maurizio

giuseppe_dozzaQuesta mattina alle ore 11, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Bologna renderò omaggio alla tomba di Giuseppe Dozza nel 38° anniversario della sua scomparsa. Saranno con me il Vicepresidente della Provincia Venturi, la Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi e una delegazione del Partito Democratico di Bologna guidata dal segretario Raffaele Donini. Partecipare a questo appuntamento in veste ufficiale è sempre una grande emozione. Nella memoria dei bolognesi, infatti, Dozza è un incontrastato punto di riferimento per quello che fece e seppe rappresentare a livello politico e morale. Allo stesso tempo, Dozza è ancora in grado di muovere quel tremolio e quella luce nel cuore di chi si sente orgoglioso di essere bolognese, un pò per scelta o un pò per destino. Per la mia generazione, una storia come quella del Sindaco della ricostruzione rappresenta vividamente ciò di cui sentiamo un’urgente necessità: la capacità dell’Italia e dei suoi cittadini di rialzarsi con il coraggio, con il senso di responsabilità e la serenità di chi crede sinceramente nel futuro. E così, mentre varcheremo i cancelli del cimitero monumentale della Certosa di Bologna, dopo tanti anni, per la prima volta, non sarà con noi Maurizio Cevenini. Impossibile oggi non pensare anche a lui. Maurizio era sempre presente per portare a Dozza il suo saluto, un fiore e un abbraccio ai familiari, ai compagni e agli amici dell’Anpi. Ieri sera, per curiosità mi sono messo a ricercare una sua qualche dichiarazione o frase dedicata al Sindaco del dopoguerra e ho ritrovato in rete il breve articolo che segue. Non si tratta di un discorso di commemorazione, ma del semplice racconto che il Cev faceva del suo primo giorno di consiliatura, un anno e mezzo fa. Poche parole, ma significative di un modo di pensare e vivere la politica al servizio della comunità, con l’onore e il peso di sedere nello scranno che fu per un periodo del consigliere comunale di Bologna Giuseppe Dozza. Oggi, lasciata vuota dai colleghi in ricordo di Maurizio.

“Dalla poltrona di Dozza (16 giugno, 2011)
Il 15 febbraio dello scorso anno ho avuto la sfortuna di chiudere i lavori del Consiglio comunale di Bologna, dopo le dimissioni di Flavio Delbono. Poi è arrivato il commissario, Anna Maria Cancellieri, abbiamo atteso 15 mesi e finalmente siamo andati alle urne. Da quel voto è uscito un sindaco al primo turno, Virginio Merola. Il primo cittadino ha subito composto la sua squadra, dando un segnale bellissimo alla città e al Paese: tra gli assessori, ci sono tanti giovani e tante donne.Non avrei mai pensato che un anno e mezzo più tardi il destino mi riportasse nella stessa aula per riaprire i lavori. E’ stata una grande emozione riaccendere le luci in quella sala, vedere nuovamente la politica a Palazzo D’Accursio.
Una delle prime azioni che ho compiuto da neo-consigliere è stata firmare il documento per gli emolumenti. Ovvero quel foglio che sancisce che in Comune io sia ad impatto “0”. Permettetemi una battuta: sotto questo profilo sono sicuramente a risparmio energetico. Non è un vanto, sia chiaro: è un fatto unico e raro, che deriva da una scelta del Partito Democratico nel suo organo di rappresentanza cittadino. Ho scelto di non assumere alcuna carica operativa né incarichi specifici per tenere il mio partito, reduce da importanti risultati elettorali, al riparo da critiche. E per evitare polemiche, che comunque ci sono state, fortunatamente solo da parte di una minoranza e non dalla gente che incontro per strada e che mi dice sempre una semplice frase: “Tieni duro”. Non è certo il duro inteso alla Bossi. Ma una scelta di coerenza, dignità, rispetto per coloro che mi hanno votato. Nessuno più di me sa che le regole sono sacrosante e vanno rispettate, così come le deroghe devono essere giustamente motivate e vanno date con il contagocce. Ma tutto questo ormai è storia passata.
Adesso la politica è tornata a Palazzo e io ci sarò. Sarà dalla poltrona che Dozza occupò quando per malattia fu costretto ad interrompere la sua esperienza di sindaco che darò il mio contributo nel ruolo di consigliere comunale di maggioranza, quindi a sostegno del sindaco Merola. Quando dieci anni fa proposi di scrivere il suo nome su quella poltrona, mai avrei pensato di occuparla oggi. Aggiungi un appuntamento per oggi.
Mi impegnerò insieme a tutti i membri del consiglio e della Giunta a far ripartire la nostra città, senza mai dimenticare di ascoltare i cittadini. E cercando di garantire, come e più degli altri, la mia presenza. Buon lavoro a tutti, Bologna si merita il meglio da noi tutti”.

Maurizio Cevenini 

(dal sito www.mauriziocevenini.it)



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