Al fianco delle lavoratrici LA PERLA, lotti tutta Bologna

Oggi alle 15, sono intervenuto all’Assemblea delle lavoratrici La Perla che si è tenuta al Cinema Galliera in via Matteotti, dopo un corteo. La loro lotta deve essere la lotta di tutta Bologna, per il lavoro e per un’eccellenza di livello internazionale. Questa vicenda riguarda tutta la città, perchè è il simbolo di una disgregazione grave del nostro tessuto produttivo colpito dalla speculazione internazionale. Per questo, se si salva La Perla, si salva Bologna. I Sindacati avevano inviato una lettera alle istituzioni locali per invitarle alla manifestazione, indetta perchè la storica impresa bolognese ha annunciato l’apertura della procedura di mobilità per 309 lavoratrici.

La Perla Srl nel 2007, al momento dell’acquisto da parte del fondo JH PARTNERS, aveva 170 milioni di euro di fatturato con 970 dipendenti a Bologna. Dopo 5 anni di piani di ristrutturazione e il succedersi ad oggi di 3 amministratori delegati, l’Azienda oggi conta 596 dipendenti e un fatturato nel 2011 che si attesta sui 113 milioni di Euro. Il caso de La Perla è un eclatante esempio, ma purtroppo non l’unico, di come negli ultimi dieci anni importanti marchi bolognesi del manifatturiero siano stati vittime di speculazioni, a  scapito del lavoro e del vero “saper fare”. La battaglia delle lavoratrici mira a salvare l’azienda La Perla con le sue caratteristiche di manifattura di eccellenza del made in Italy, che può, con politiche adeguate, dare ancora molto per l’economia e l’occupazione femminile nel nostro territorio regionale, in quanto elemento centrale per il distretto dell’intimo e dell’abbigliamento.

L’azienda, intanto, ha diffuso una nota per spiegare il suo piano industriale. «La Perla ha avviato un’operazione di risanamento, necessaria per poter attuare un piano di sviluppo e salvaguardare il futuro della società recuperando efficienza — si legge —. Tutto ciò anche in virtù della forte volontà di non abbandonare l’Italia, che continuerà ad avere un ruolo centrale sia nell’ambito delle attività di progettazione che di quelle produttive». Nelle ultime settimane l’amministratore delegato Tim Brasher (Australiano) ha illustrato ai sindacati «il piano industriale che prevede, attraverso un piano di investimenti di circa quattro-cinque milioni l’anno, il rilancio del brand La Perla a livello mondiale — continua la nota — e che conferma la centralità dell’Italia nelle strategie della società».
La Perla ricorda che dal 2008 ad oggi l’azionista Jh Partners ha investito circa 50 milioni di euro «e intende continuare a sostenere i programmi di sviluppo dell’azienda». Il piano si fonda su tre pilastri. Il primo punta a posizionare La Perla «quale brand di lusso a livello mondiale, sviluppato internamente a Bologna, con l’Italia come polo produttivo centrale in partnership con fornitori italiani». Il secondo punto riguarda la volontà di «lanciare il brand Studio La Perla attraverso l’apertura di punti vendita monomarchio»: i primi due saranno aperti in Italia, a dicembre e nel gennaio 2013, ma nell’arco dei prossimi tre anni si prevede l’apertura di 160 nuovi punti vendita a livello internazionale.



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