Viva Bersani, viva Renzi, viva Puppato e viva tutti i candidati che vorranno cimentarsi nelle primarie. Viva l’unico partito che in una crisi che chiama compressioni della democrazia e populismi di ogni genere decide di affidare ai cittadini una scelta così importante per il futuro del nostro Paese.
Primarie per un confronto di idee e di persone (necessariamente in quest’ordine) che non devono fare paura a nessuno. Primarie per scegliere chi non ha paura di nuotare in mare aperto per arrivare a governare l’Italia e cambiarla.

Primarie aperte, finalmente contendibili ma soprattutto partecipate, che diano ancora una volta concretezza all’idea di un partito che è nato per essere il partito degli elettori oltre che degli iscritti. Primarie che permettano una volta per tutte di liberarci di chi, aspettando comodamente seduto sulla sua poltroncina, non si mette mai in gioco ottenendo sempre qualcosa. Primarie contro resistenze conservatrici e rendite di posizione.

In queste primarie noi scegliamo Bersani, perché non basta l’agenda Monti, perché in questo momento la priorità è proporre una alternativa politica credibile all’idea di scelte tecniche ineluttabili, di un percorso dovuto e come tale indiscutibile. Perché siamo convinti che non sia il solo, se pur doveroso, rigore finanziario a rialzare il Paese. Perché crediamo vada ripreso e accelerato quell’importante programma di liberalizzazioni che è stato avviato da Bersani nel governo di centrosinistra.  Perché vogliamo vincere le elezioni ed eleggere un governo guidato dal leader del PD.

Ma il nostro sostegno è pieno zeppo di richieste.

Noi chiediamo a Bersani di girare davvero e subito quella ruota e realizzare un cambiamento e un profondo rinnovamento della classe dirigente. Un cambiamento  netto, visibile, non difensivo. Una scelta caratterizzante. Non si tratta solo di dare piena applicazione allo statuto del PD, evitando deroghe per chi ha già dato tutto con tre e passa legislature parlamentari alle spalle e prevedendo primarie per i parlamentari. Si tratta anche e soprattutto di liberare energie nuove, volti e idee che esistono nel Paese reale e che lottano ogni giorno in mezzo a baronie, resistenze conservatrici, precarietà di futuro. Un rinnovamento che riguardi la società italiana tutta oltre che le donne e gli uomini della politica.

Da poco più di un anno cerchiamo di portare avanti al meglio un lavoro nell’Amministrazione del Comune di Bologna che ci onora e ci appassiona, ma non saremmo qui se, insieme al Sindaco Merola e a tanti altri, non avessimo scelto di batterci nel momento giusto per una battaglia di rinnovamento della classe dirigente del nostro partito e della nostra città, senza compromessi.

Non saremmo qui se non avessimo creduto e continuassimo a credere nell’identità del Partito Democratico, che è molto di più dell’unione di due partiti e di due classi dirigenti, ma vuole essere l’espressione di una cultura nuova per unire gli italiani.

Noi chiediamo a Bersani di arrivare alla sfida del governo con un idea chiara  per il Paese, con un programma certo, trasparente, puntuale. Con idee misurabili e sostanziate. E con la responsabilità di realizzarle dal minuto dopo.  Un radicale protagonismo delle idee e dei programmi per fare ripartire l’Italia, che dia soluzioni ai problemi dell’Italia reale, con una gerarchia delle urgenze del tutto analoga a quella percepita dalle persone. Un progetto per l’Italia che sia l’esito del profilo culturale e politico del PD, capace intorno a questo di aggregare una coalizione di centrosinistra, non di accontentarsi di un programma miscellanea di mille desiderata e veti altrui.

Noi democratici dobbiamo avere un’ambizione grande, dobbiamo batterci per una rivoluzione di generazioni, generi e genti capace di ridare cittadinanza, speranza ed entusiasmo ai tanti che oggi “no, la politica, no, son tutti uguali”. Una rivoluzione concreta e reale, capace di regalare a questo Paese nuovi protagonisti e soprattutto tante nuove protagoniste. Esperienze, storie inedite, inaspettate, graditissime.

Non ci sono scorciatoie nè il nuovo eroe della comunicazione da pescare, ma c’è semplicemente e maledettamente la nuova generazione della politica da costruire.

E’ ora di navigare in mare aperto, battenti la bandiera del Partito Democratico.

Andrea Colombo, Matteo Lepore, Marilena Pillati, Luca Rizzo Nervo