Il Sindaco Merola al lancio della sua campagna elettorale con la rivista Wired che titolata “Svaglia Italia!”… da allora la banda larga è una priorità per il nuovo corso della città di Bologna.

Il primo ad accennare qualcosa è stato ieri mattina il sindaco Merola quando nell’ambito del ragionamento sulle dismissioni delle quote comunali delle società partecipate ha fatto sapere che forse potrebbe essere interessante attivare nuove società a partecipazione comunale, per esempio nel settore della banda larga. A cosa si riferiva il sindaco? E qual è il progetto a cui il Comune sta pensando? Da quanto si è appreso l’amministrazione sta lavorando alla nascita di una nuova società mista assieme a Metroweb e alla Cassa depositi e prestiti (o in alternativa insieme a Telecom) per dotare la città di una banda ultralarga stendendo fibra ottica nel sottosuolo. A rivelare qualche dettaglio in più dell’operazione che il Comune intende presentare in sede di piano strategico è l’assessore all’Innovazione, Matteo Lepore, che sta seguendo da vicino il progetto. «La banda larga a Bologna c’è già — spiega — ma a parte qualche caso arriva in casa a una velocità di due megabit. Il nostro obiettivo è di dotare Bologna di una banda ultralarga da 20 a 100 megabit stendendo fibra ottica nel sottosuolo e di arrivare fino a casa degli utenti e delle imprese risolvendo il problema della strozzatura dell’ultimo miglio».

Il Comune si sta muovendo su più fronti. Intanto c’è un confronto con il governo perché sul tema sono stati stanziati dei finanziamenti pubblici e il contributo nazionale del 2012 è di mezzo miliardo di euro. «In questo momento stiamo incontrando alcuni operatori privati — conferma Lepore — perché il nostro intento è di arrivare velocemente alla costituzione di una società mista pubblico-privata per realizzare questo obiettivo. I partner potrebbero essere Metroweb, che ha già cablato con la banda ultralarga la città di Milano, e la Cassa depositi e prestiti ma stiamo parlando anche con Telecom. Proporremo questo percorso anche ai sindaci della provincia di Bologna all’interno del piano strategico». Che ne sarà di Lepida? Non doveva servire per fare cose come questa? «Lepida — spiega Lepore — continuerà ad essere un nostro partner importante. Nei prossimi giorni presenteremo la realizzazione del progetto Man grazie al quale abbiamo portato a termine la cablatura di tutti gli edifici pubblici e di 24 scuole della città con una banda che arriva ad un gigabit Lepida però si è specializzata negli interventi sulla rete pubblica mentre in questo caso la nuova società opererà sul mercato privato».

Naturalmente c’è una dimensione pubblica nel progetto che ha in testa il Comune: rendere potenzialmente disponibile per tutti un collegamento ad alta velocità che potrà favorire nuovi sviluppi nell’utilizzo della rete, dalla sanità, all’intrattenimento, ai consumi. Ma non c’è dubbio che l’amministrazione veda nella nuova società anche la possibilità di un forte ritorno economico. Come? «Stiamo facendo un catasto del sottosuolo — chiude il ragionamento Lepore — ma possiamo già stimare di avere una rete di 200 chilometri di tubature vuote o comunque utilizzabili di proprietà del Comune e questo sarà il valore del nostro conferimento nella società. Non ci sarà dunque bisogno in molte zone di aprire dei cantieri costosi e questo è un grande vantaggio. La nuova società stenderà la fibra ottica e la lascerà spenta. Il business consisterà nel rivenderla agli operatori che operano nel mondo della telefonia e di internet quando decideranno di utilizzarla per fornire servizi ad aziende e privati».

Olivio Romanini olivio.romanini@rcs.it