Sul terrirorio, Maurizio… sul territorio

L’ultima volta che ci siamo incontrati eravamo alla conferenza stampa di “Hey Joe” per presentare insieme a gli organizatori il concertone dedicato a Padre Marella… non ci siamo più visti nè sentiti per qualche giorno… poi, mercoledì mattina mi è arrivata quella maledetta telefonata. Caro Maurizio, siamo tutti storditi dal tuo gesto, lo sai. Tutti qui a rileggere gli sms archiviati nel cellualare, i tuoi messaggi su facebook così personali e sensibili, a scrivere un ultimo saluto cercando di comprendere anche solo una parte di quello che veramente sei per noi. Lo sai anche tu… quante persone hai conosciuto? Per ognuna di loro rappresenti un simbolo di qualcosa che probabilmente eri e che continuerai ad essere, diversa e unica allo stesso tempo. Quante storie sei? ma chi può dire quello che i tuoi occhi nascondevano, sempre così sorridenti e ultimamente un poco malinconici? Io non lo so, davvero.

Anch’io, come tanti, ti ho frequentato. Con te ho passato serate, discorsi, mangiate, abbracci, tensioni. Posso dire di avere provato un’amicizia di quelle leggere, di quelle preziose tra compagni. Di quelle che ti scaldano il cuore nei momenti di gioia. Di quelle che quando non vai d’accordo, te lo dico che così non va.

La gente potrebbe raccontare centinaia di migliaia di cose su di te. Io ricordo i buffi aneddoti che ci hanno visto scambiare una risata scomposta dietro al bancone della festa de l’Unità. Come quando ci siamo conosciuti alla Festa delle due Madonne. Da quel giorno, ogni anno per tredici anni, immancabilmente, ci siamo incontrati al “pratone” di Savena, la terza settimana di maggio per l’apertura. Elegante, come sempre. Pronto a sederti dietro alla cassa del ristorante dopo avere fatto il giro delle cucine accompagnando il segretario, il parlamentare, l’ospite di turno. Mica lo sapevo che eri il Cev  la prima volta… poi, piano piano, ho capito. La foto appesa di fianco alla porta della sezione Mazzini, al primo piano del Circolo Benassi, con te, Prodi e Virginio… le feste del tesseramento… le serate sportive… la festa di laurea… le campagne elettorali, almeno 8-10 negli ultimi quattro anni tra congressi, primarie ed elezioni… una chiaccherata travagliata davanti a un piatto di tortellini… una passeggiata al Parco Nord interrotti in continuazione… quella telefonata fantastica dopo la gaffe sul Bologna e venti telefonate palpitanti per avere il risulato finale… quella foto nella notte e le risate… l’insediamento… e poi, i miei primi cinque matrimoni, tutti d’un fiato.

Quel giorno, tu dovevi sposare l’ultima coppia, dopo di me. Hai aspettato rispettoso che finissi, dietro al grande portone di legno della buvette, a fianco della Sala Rossa. Quando sono entrato per riporre la fascia tricolore, tu mi hai guardato dritto negli occhi con un magnifico sorriso tutto denti e hai allargato le braccia. Ti sei aggiustato la tua fascia tricolore con un colpo da maestro e hai esclamato: “allora,  com’è?? bello eh?!”. Eri felice Maurizio, e lo ero anch’io.

La sera ti ho scritto un messaggio che custodisco dentro di me. Poche e semplici parole che rappresentano il mio piccolo e personale ricordo di te, la preghiera che ti consegno di nuovo in silenzio.

Caro dolce Maurizio, tu che ci hai visti e conosciuti quasi tutti, uno per uno… tu che ci hai accompagnati nei momenti più belli della nostra vita, per favore, guardaci ancora da lassù.

Sul terrirorio, Maurizio… sul territorio


One Comment on “Sul terrirorio, Maurizio… sul territorio”

  1. Caro Matteo molto commovente le tue riflessioni sul profilo di Maurizio.Era un grande.Caro Matteo,Maurizio, per quello che ha fatto e per quello che rappresentava per Bologna, credo meritasse un meritato incarico istituzionale.. che gli permettessse di essere rappresentante istituzionale altamente operativo, vicino alla gente…alla sua gente..alla sua Bologna..Sarebbe stato un ricostituente per Maurizio…Molto spesso le malinconie… nascono dal sentirsi non valorizzato…rispetto al grandissimo apporto politico.Con stima giovanni


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