Bologna Pride 2012: la mia risposta alle polemiche

Nel corso del Question Time di venerdì scorso, in Consiglio Comunale, ho risposto a due domande di attualità relative al Pride nazionale del 9 giugno prossimo. Intervenendo ho avuto modo di dire la mia sulle polemiche di questi giorni. Di seguito riporoto la trascrizione delle mie parole. “Al momento abbiamo condiviso con gli organizzatori del Gay Pride e il Comitato Pride nazionale soltanto il punto di partenza e il punto di arrivo della manifestazione, ancora non è stato definito il percorso esatto anche perché sarà oggetto di confronto con la Questura e la Prefettura; il percorso sarà poi comunicato alla città nelle prossime settimane. E’ stato concesso il patrocinio per quanto riguarda il programma degli eventi contenuti nel Pride. Sicuramente il percorso vedrà la partecipazione di alcuni carri con accompagnamento musicale che lasceranno ad un certo punto il corteo per poter permettere alle persone di poter entrare nella zona della “T” ed arrivare in Piazza Maggiore a piedi senza utilizzo di mezzi motorizzati.

L’Amministrazione, il Sindaco e la Giunta sono al corrente della partecipazione di alcune associazioni citate dalla consigliera Scarano (Lega Nord), in particolare le associazioni Agedo e Famiglie Arcobaleno, e ovviamente il pensiero della Giunta è positivo nel fatto che queste associazioni partecipino a una manifestazione di questo tipo.

La manifestazione, su richiesta degli organizzatori, parte da Porta Saragozza, un luogo che per la storia di questa città è assolutamente importate. E’ importante per tante parti della comunità, nessuno vuole cancellare la storia di una parte e credo che sia giusto chiedere ad un’altra parte di non cancellare la propria. Da 30 anni quello è un luogo simbolico per il movimento dei diritti civili italiani, per la comunità Lgbt, lì è nato il primo circolo della comunità ArciGay del nostro Paese. E’ un luogo importante che per anni ha convissuto con altri simboli lì presenti. Ed è una parte ricca, importante e preziosa della storia della nostra città.

La partecipazione dei bambini a questo tipo di corteo e alle iniziative che vengono promosse? Vorrei ricordare che sono anni che nelle scuole della nostra città si svolgono incontri, iniziative e corsi sul tema delle differenze promossi anche da associazioni che fanno parte del Comitato Pride che lavorano nella nostra città. E nei cortei del Gay Pride di tutto il mondo hanno sempre partecipato le famiglie e i bambini proprio perché la manifestazione del Pride non è da sempre solo una manifestazione dell’orgoglio omosessuale ma porta in piazza centinaia di migliaia di persone che, a prescindere dal loro orientamento sessuale, vogliono partecipare ad una manifestazione che per gran parte è sì politica, ma anche giornata di festa rivolta, in particolare in questa edizione, alle famiglie. Credo che non dobbiamo avere paura di noi stessi. E’ vero, ci sono tantissime famiglie che hanno due mamme, due papà, e che hanno dei bambini. Ed è loro diritto poter andare per strada con i loro figli.

Nel nostro Paese la maggior parte delle persone che fanno parte della comunità Lgbt sono di religione cattolica, quindi non vedo perché queste persone dovrebbero avere atteggiamenti offensivi nei confronti dei simboli della nostra città e della religione cattolica. Se questa cosa dovesse succedere non mancherebbe certamente da parte nostra la censura e azioni conseguenti. Credo però che valga, come per tutti i cittadini, almeno la buona fede e il rispetto di chi guarda al movimento per i diritti civili che non è un movimento sulla sessualità o sulla trasgressione ma che porta avanti diritti di cittadinanza.

Vorrei poi sottolineare che non soltanto questo Pride è dedicato alle famiglie, ma è basato anche su una campagna di comunicazione che per la prima volta richiama il movimento dei diritti civili in Italia nel suo complesso e nella sua storia: si parla del movimento femminista e dei tanti diritti civili come quelli dei migranti. Come ho detto in conferenza stampa è ora che si apra una pagina nuova per il movimento dei diritti civili nel nostro Paese, e credo che chi organizza il Pride debba e abbia la responsabilità di dimostrarsi maturo di fronte a questa necessità, perché chi porta avanti istanze che riguardano la società deve porsi il tema di quale consenso, alleanze e coinvolgimento deve riuscire a fare rispetto alle altre istanze sui diritti civili e alle comunità in cui si muovono. Credo che spetti al movimento del Pride manifestare in maniera civile, appropriata e rispettosa nella nostra città perché è nell’interesse soprattutto di chi porta avanti quelle istanze. Credo che questo movimento dimostrerà tale maturità, altrimenti il giudizio dell’opinione pubblica ricadrà su chi cerca di portare avanti un certo tipo di istanze e ne nuocerà agli obiettivi che il movimento vuole portare avanti.

Come Amministrazione non intendiamo erigere dei muri, noi siamo qui per abbatterli. E a Porta Saragozza un muro non va tirato su. Devono convivere simboli diversi: noi vogliamo portare avanti il dialogo e non la divisione. Non dobbiamo vivere divisi tra un’opinione e l’altra, dobbiamo cercare il dialogo, dobbiamo confrontarci. Bologna è una città devota alla Madonna di San Luca e storicamente una delle città più importanti del movimento Lgbt nel nostro Paese. Questa è la grande ricchezza: due realtà che hanno convissuto e convivono in pace e solidarietà. Se veniamo meno a questo principio veniamo meno all’identità della nostra città e credo che il dovere di questa Giunta sia portare avanti questo tipo di idea di città”.



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