La sfida di ArteFiera nel futuro

Ci sarà un futuro per ArteFiera a Bologna? Prima di rispondere a questa domanda, credo sia doveroso per chi ricopre un ruolo istituzionale in questa città esprimere un ringraziamento sentito a Silvia Evangelisti, per il suo ruolo di direzione e creazione della manifestazione fieristica e culturale che maggiormente ha segnato l’immagine internazionale di Bologna negli ultimi anni. Non intendo quindi entrare nel merito del dibattito sul nome del successore, perchè non mi compete, voglio però dire che chiunque sia troverà il massimo della disponibilità in questa Amministrazione. Arte Fiera è sia un progetto commerciale sia un progetto culturale, quello che sia può definire naturalmente un brand internazionale di valore da non disperdere. Con l’invenzione della programmazione Off, alcuni anni fa,  si è lanciato un modello di apertura e integrazione tra la Fiera e la città, già replicato con successo anche in altre occasioni e insostituibile. Non è solo un tema di notti bianche o di nomi dell’arte contemporanea da coinvolgere, ma un complesso di strategie e di scelte nette che vanno portate avanti insieme. Non è più tempo delle divisioni e della rincorsa alla collaborazione, nè degli eventi che in un giorno bruciano tutto.  Non c’è dubbio alcuno che, anche da questo punto di vista, alla nostra città gioverebbe un rilancio della scommessa sul contemporano come elemento distintivo, non solo nelle giornate di ArteFiera ma come progetto globale.

Vogliamo compiere questa scelta? noi pensiamo di sì e allora il contemporaneo può e deve rappresentare un filo rosso della nostra idea di città, nella rigenerazione e caratterizzazione dello spazio pubblico, nel nostro stile condiviso di comunicazione e marketing internazionale, nella strategia di posizionamento della città e delle sue relazioni. L’Assessore Ronchi sta lavorando per parte sua a questo tramite il riordino delle istituzioni e della proposta culturale cittadina. In questo senso, abbiamo avviato il nostro mandato ponendoci l’obiettivo di riportare il Comune a svolgere una funzione di regia coplessiva. Per quanto mi riguarda intendo dare priorità a questo obiettivo nell’azione che sto svolgendo per ripristinare strumenti e progetti di promozione della città, dal web allo sviluppo di progetti di marketing urbano legati ad alcuni distretti come la Manifattura delle Arti, l’ex Ghetto o la Bolognina. Stiamo lavorando alacremente per questo in collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati che operano sul territorio, Bologna Fiere in testa.  Basta bandierine che segnano la conquista delle posizioni, maggiore integrazione e apertura al mondo, occorre cambiare mentalità.



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