La New Lat ritiri le lettere di trasferimento dei suoi 46 dipendenti

La New Lat ritiri le lettere di trasferimento dei suoi 46 dipendenti. Questa è la condizione che abbiamo posto giovedì 17 novembre alla New Lat, nel corso della commissione consiliare Attività produttive convocata per parlare della crisi aziendale. Solo così possiamo pensare che ci sia una buona volontà da parte dell’azienda, che possa produrre poi accordi sindacali e relativo piano industriale, precondizione  per una valutazione da parte nostra su eventuali cambi di destinazioni d’uso del sito produttivo in via di Corticella. Ho ribadito quanto detto dal sindaco Merola e cioe’ che, visto lo stato della trattativa sindacale, il Comune non e’ disponibile a cambiare la destinazione d’uso al Pastificio. L’amministratore delegato della New Lat, Stefano Cometto, ha invece ricordato che l’azienda e’ disposta a creare un nuovo stabilimento a Bologna, ma vuole capire quanto potrebbe rendere la vendita di quello attuale per calcolare quanto investire. Beh… noi non siamo un’agenzia immobiliare.

Cometto ha ribadito che “il trasferimento in uno degli altri siti (tra i quali Eboli, Lodi e Sansepolcro) non ci pare una possibilita’ cosi’ penalizzante”, e che “se ce li chiedono ci sono anche gli ammortizzatori sociali”, i consiglieri, in primis Claudio Mazzanti e Francesco Critelli (Pd) e poi Massimo Bugani (Movimento 5 stelle) hanno preso le difese dei dipendenti. E hanno sottolineato quanto possa essere problematico per ognuno trasferirsi in un luogo lontano con nuove spese e senza adeguate garanzie (“Ci risulta che anche gli altri stabilimenti non navighino in buone acque”).    Vito Rorro, segretario della Flai-Cgil, invece, e’ tornato a chiedere una garanzia “vera”, con l’azienda “che si vincoli in solido, magari con una fideiussione”. La buona notizia della commissione, ha aggiunto poi, “e’ che abbiamo capito che l’area dove oggi sorge lo stabilimento (la stessa che New Lat vorrebbe vendere) e’ strategica” e quindi di alto valore. L’auspicio resta quello “di trovare un accordo al tavolo di martedi’”, ha concluso.

Il Comune garantirà la propria presenza al prossimo incontro del tavolo di crisi fissato per martedì per salvaguardare la presenza dello stabilimento sul territorio e l’occupazione dei dipendenti.


One Comment on “La New Lat ritiri le lettere di trasferimento dei suoi 46 dipendenti”

  1. […] siglato una prima intesa con Newlat, Unindustria, i sindacati e la Provincia di Bologna. Dopo la commissione della settimana scorsa è stato fatto una passo avanti importante: sono stati ritirati i […]


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