Tavolo crisi Bruno Magli: un altro mese di tempo

Insieme alla Regione, la Provincia, l’azienda e i sindacati, al tarmine del secondo tavolo di crisi Bruno Magli spa, ieri abbiamo siglato un verbale di incontro prevedendo di andare avanti nella ricerca di possibili acquirenti e di concretizzare gli interessi che si sono fino ad ora manifestati in tale senso, anche se in termini generici. La Regione ha dato il via libera alla Cassa integrazione per garantire la continuità coccupazionale e non disperdere le professionalità delle lavoratici. L’approccio duro che i rappresentanti della proprietà avevano mostrato inizialmente, prevedendo come ineluttabile il licenziamento di 80 lavoratori, nonchè il trasferimento del reparto creatività e marketing a Milano, pare essere cambiato. Ci rivedremo il 25 novembre prossimo, e anche se sono uscito dal tavolo più speranzoso rimango del tutto realista. Grazie ad una disponibilità non scontata dell’azienda e di Unindustria, abbiamo ottenuto un mese in più per cercare un acquirente e frenare sulla mobilità, ma in tutto ciò, a mio avviso, è fondamentale comprendere che la valorizzazione di un marchio del fashion made in Italy passa soprartutto dalle competenze che si portano dietro le lavoratrici. Una Bruno Magli brand company pura avrebbe il fiato corto, senza un legame con la produzione. Per questo serve mettere mano al piano industriale e ai costi della produzione, senza perdere di vista che il made in Italy è tale perchè comunica qualità e capacità artigianali. Dunque, non è ancora finita. Continueremo a stare con il fiato sul collo dell’azienda perchè mantenga gli impegni assunti.


2 commenti on “Tavolo crisi Bruno Magli: un altro mese di tempo”

  1. potere scrive:

    Mi dispiace signori miei ma se fate un passo indietro vedete che la Bruno Magli non è quella famosa azienda deglia anni 80, bensi un’azienda da quattro punti ed una scopa insieme ad i suoi manager (andate indietro e vedete quante aziende sono fallite per colpa di bruno magli .insieme ad opera ed bulgari) quindi adesso tocca a loro inizialmente con la piccola azienda magli poi dopo si passera alla holdings, devono fallire è fare bancarotta.

  2. Aldo scrive:

    Signor , comuque hai perfettamente ragione riguardo sia degli amministratori ,i vari piani alti e sia le maestranze incompetenti …….


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